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Muoia Sansone con tutti i filistei

28 Ottobre 2010

Se sarà necessario, muoia Sansone con tutti i filistei. Non si può andare avanti così. Questo Stato non mi piace.

Mi sono sempre chiesto perché una penisola benedetta da Dio per la sua bellezza, sia stata gravata dall’ipoteca di una classe politica votata alla corruzione e alla menzogna.

Dio ci ha voluto bene solo a metà. Ci ha sollevato in alto con la storia dell’antica Roma, e poi ci ha fatto precipitare tanto in basso da vergognarci, a volte, di essere italiani.

Ho vissuto tanti anni di delusione politica. I governi duravano una breve stagione. I lauti stipendi, la gestione del potere erano tutti finalizzati all’interesse personale. I cittadini hanno languito e sofferto negli anni della prima Repubblica. Stava scritto nella Costituzione che erano i detentori della sovranità, ma i veri reggitori del potere si arricchivano e si divertivano alle loro spalle.

I giovani queste cose non le sanno. Si lasciano confondere da chi lascia loro credere che le frottole sono verità. L’eloquenza non mi è mai piaciuta. È ingannatrice. Chi incanta con le parole ha un secondo fine: e quasi mai onesto.

Berlusconi è apparso all’orizzonte in un momento tra i più disastrosi della nostra storia.
Ha dato la speranza. Ci ha promesso di trasformare questo Stato in una democrazia, non finta, non ingannevole. Una democrazia in grado di porsi al passo coi tempi e con le altre Nazioni.

Tutto andava bene finché non si è messo di traverso Gianfranco Fini, l’uomo della svendita della casa di Montecarlo. L’uomo che ha mentito agli italiani. Colui che sarà ricordato con il nomignolo di Gian-Elisabetto proprio per questo scandalo. L’uomo che, non meritandolo più, resta incollato alla sua carica istituzionale.
Per ambizioni personali, ha fermato il processo di rinnovamento. Ciò che sembrava vicino, è diventato lontano, una meta quasi impossibile.

Non mi piace uno Stato dove i pm romani si arrampicano sugli specchi per non applicare la giustizia, dove il presidente della Camera schiaffeggia le regole istituzionali e dove il presidente della Repubblica si mostra uomo di parte e debole, molto probabilmente al servizio di un disegno politico diretto a sovvertire la sovranità popolare.

Berlusconi ha sei anni più di me, ha avuto esperienze di vita superiori alle mie, contavo su di lui. Perché oggi si mostra debole? Ha paura della magistratura? Non gli è consentito. Non gli è consentito per l’impegno di rinnovamento del Paese assunto con i suoi elettori. Una parola data è inviolabile.

Non è facile battere la restaurazione. Lo sappiamo tutti. Ci vogliono volontà e resistenze d’acciaio. Ci sono i maneggioni della prima Repubblica. Ci sono i traditori, ci sono i profittatori. La loro vittoria sarebbe il ritorno al passato.
Perché tutti gli italiani, compresi quelli di centrosinistra, non se ne accorgono?

Piuttosto che cadere nelle grinfie della prima Repubblica è meglio battersi e perire come Sansone.
Nessun governo può insediarsi senza passare dalle elezioni. È una conquista di questi ultimi anni. Non bisogna perderla. Si salga sul Colle, se Fini continuerà a logorare il governo; e se Napolitano non vorrà andare alle elezioni, il Pdl e la Lega Nord diano battaglia rifiutando l’usurpazione e disertando le commissioni e le aule parlamentari.

Vedremo chi saprà dare più filo da torcere.

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart