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MUSICA: Nicola Porpora

5 Dicembre 2008

di Stelvio Mestrovich

Nicola Porpora nacque a Napoli il 17 agosto dell’anno 1686.

Suo padre, libraio, gravato da una numerosa famiglia, decise di fare studiare musica a Nicola e ottenne di farlo entrare all’etĂ  di dieci anni nel Conservatorio dei Poveri di GesĂą Cristo, dove fu allievo di Gaetano Greco e dei suoi assistenti Giordano e Campanile.

Esordì come compositore a Napoli nel 1708 con un’opera rappresentata in occasione dell’onomastico di Carlo III di Spagna, il futuro Imperatore Carlo VI.

In quegli anni Porpora fu sempre a Napoli, maestro di Cappella del Principe di Darmstadt, Filippo d’Assia, appassionato musicista e mecenate, con l’appoggio del quale potĂ© fare rappresentare al Teatro di Corte di Vienna un’altra opera, e nel 1713 fu al servizio dell’ambasciatore del Portogallo.

Nel 1710, chiamato a Roma, Porpora scrisse la “Berenice“, opera in tre atti che fu favorevolmente accolta dal pubblico. Haendel, che si trovava a Roma quando questo lavoro venne rappresentato, si complimentò col musicista napoletano (cosa che faceva raramente) per il suo successo. Questi due compositori, ognuno nel proprio genere, non pensarono allora che molto presto sarebbero diventati nemici inconciliabili.  

Dal 1715 al 1722   Porpora fu attivo quale insegnante al Conservatorio Napoletano di S. Onofrio e quale maestro privato di canto. Dalla sua celebre scuola uscirono i piĂą famosi cantanti dell’epoca, fra i quali i castrati Carlo Broschi detto il Farinelli che predilesse, Antonio Uberti detto Il Porporino, Gaetano Majorana meglio conosciuto come Caffarelli, Salimbeni, la Molteni e il soprano Regina Mingotti. Farinelli fu incomparabile soprattutto nel canto di bravura e nella vocalizzazione brillante.

Nel 1719 Porpora fece rappresentare al Teatro San Bartolomeo l’opera “Faramondo” che ottenne grandi consensi. Chiamato a Roma vi compose l’opera “Eumene” per il Teatro Aliberti, che fu un vero e proprio trionfo. Come l’oratorio “Il Martirio di Santa Eugenia“a Napoli nel 1722.

L’anno 1723 fu caratterizzato da una attivitĂ  febbrile, dato che Porpora compose per le nozze del Principe di Montemiletto una Cantata che si intitolò “L’Imeneo” nella quale si esibì Farinelli, poi “Amare per regnare“, opera rappresentata al San Bartolomeo e l’Adelaide a Roma, una Messa a cinque voci.

Continuando a godere dei favori della Casa d’Austria, Porpora fece rappresentare a Vienna numerose sue opere su libretti di Metastasio, la prima delle quali “Angelica e Medoro“, segnò l’inizio della sua attivitĂ  drammatica del poeta e l’esordio del Farinelli.  

Porpora si recò a Venezia a insegnare nella scuola di musica femminile dell’Ospedale degli Incurabili (1726-33) e componendo musica sacra e cantate per le allieve.

Nel 1733 si trovò a competere con Lotti e Pollarolo per il posto di Maestro di Cappella in San Marco. Lotti ebbe partita vinta e Porpora, allora, accettò l’invito degli antihaendeliani a recarsi a Londra.

Come antagonista di Haendel vi rimase dal 1733 al 1736 e fece eseguire nella capitale inglese almeno cinque sue opere, un oratorio e una serenata, valendosi di un insieme di famosi cantanti italiani.

Lasciata Londra, dopo una sosta a Venezia dove riprese il posto agli Incurabili, fece ritorno a Napoli.

Qui nel 1739 fu nominato Primo Maestro del Conservatorio di S. Maria di Loreto, ma tre anni dopo tornò nuovamente a Venezia dove assunse l’incarico di maestro nella scuola femminile dell’Ospedale della PietĂ .

Dopo il 1744, amareggiato per non avere ottenuto la direzione della Cappella Reale di Napoli, seguì l’ambasciatore veneziano a Vienna e, nel 1747, a Dresda, dove insegnò canto alla Principessa Maria Antonia Walpurgis e diresse la Cappella di Corte.

Quando Hasse si ritrovò alla Corte di Sassonia, vi trovò Porpora in possesso della direzione della musica di Corte e fu allora che gli diede testimonianza di una ingratitudine che si era già manifestata a Napoli.

Lasciata Dresda per Vienna, dove per un po’ di tempo ebbe al suo servizio il giovane Haydn, che fu suo allievo, tornò definitivamente a Napoli dove visse in povertĂ .  

Nicola Porpora morì di pleurite il 3 marzo dell’anno 1768.

Lo storico della musica Burney che visitò Napoli poco dopo la morte di Nicola Porpora, disse che i suoi ultimi anni trascorsero nella miseria piĂą nera, le sue infermitĂ  gli impedirono spesso di dare lezioni che erano la sua unica risorsa. Si fa fatica a comprendere che sia stato così, visto che in quegli anni occupò il posto di Maestro del Conservatorio di Sant’Onofrio e quello di Direttore della Cattedrale di Napoli. Tuttavia, l’asserzione di Burney trovò conferma nel Marchese di Villarosa, secondo cui i musicisti di Napoli dovettero tassarsi per pagare i suoi funerali che ebbero luogo nella Chiesa dell’Ecce Homo”. (1)

Porpora fu privo di genio drammatico, nello stile delle sue opere c’è una completa assenza di varietĂ , non scrisse che delle arie per le sue opere, e tutte queste arie furono fatte con lo stesso stampo. Nella partitura di “Meride e Selinunte” ci sono 29 arie e un solo coro finale di 21 misure. Di queste otto sono in Fa maggiore, di cui sette a quattro tempi su un tempo di Allegro e una di tre misure con basso e viola obbligata.

“Nella sua gioventĂą, Porpora ebbe molta gaiezza, spirito e la risposta pronta, ma, divenuto vecchio, ebbe spesso degli eccessi di cattivo umore che la sua estrema miseria fece scusare.

“Fu istruito nelle lettere latine e italiane e coltivò con successo la poesia e parlava con facilitĂ  francese, tedesco e inglese”. (2)

Nicola Porpora compose una cinquantina di opere, una decina di oratori, 6 Messe a 4 voci, 25 Salmi, uno Stabat Mater, 5 Salve Regina. 2 Miserere, 3 Regina Coeli, 2 Te Deum, una ventina di mottetti.

Come musica da camera: 6 Sinfonie da camera a 3 op. 2 (Londra, 1736), Six Sonatas for two violoncellos and two violins with a through bass for the harpsichord (Londra, 1745), Ouverture Royale in Re maggiore (1763), Sonate XII di violino e basso continuo (Vienna, 1754).

MSS:   Concerto in sol maggiore per violoncello, Concerto in Re maggiore per flauto, Sonata per violoncello e continuo, 26 Fughe per clavicembalo.

 
www.wikipedia.org\wiki\Nicola_Porpora”.
(2) Idem.


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1 commento

  1. Pingback by Monaco » Kazakhstan: History, Culture and Internet - Global Voices Online.org — 5 Dicembre 2008 @ 14:45

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