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Napolitano come la Fornero

1 Gennaio 2012

Solo che il capo dello Stato è un uomo e quindi si è dovuto controllare, e perciò niente lacrime.

Ma la sostanza del discorso è la medesima della Fornero. Infatti a chi si è rivolto Napolitano? Ai più deboli. Ricordando i suoi trascorsi politici che lo videro vicino ai lavoratori, è ad essi che si è rivolto per chiedere sacrifici.
Ossia si è rivolto sempre ai soliti che pagano regolarmente il loro contributo allo Stato.
Invece per gli evasori ha riservato il solito cliché. Combatterli con tutti i mezzi. Nessun passo avanti, dunque, rispetto ai proclami del passato.

Sicché ho potuto immaginare due tipi di ascoltatori: coloro che si son fatte quattro risate: e sono gli evasori, i quali si sono sfregati le mani rallegrandosi che Napolitano abbia seguito le orme dei suoi predecessori. Praticamente hanno giudicato il discorso di Napolitano, per quanto li riguarda, un semplice abbaio. Infatti, essi la faranno franca, lo sanno, e hanno festeggiato in anticipo l’anno nuovo: hanno aperto la bottiglia di spumante esattamente alla fine del discorso del capo dello Stato. Evviva, si son detti, anche questa volta l’abbiamo scampata.

In realtà, oltre agli evasori incalliti, hanno brindato anche coloro che, come ci ha rivelato la Banca d’Italia, hanno già provveduto a svuotare i loro conti correnti e a portare i propri risparmi oltre i confini del Belpaese, non avendo alcuna fiducia nel nostro Stato, capace di aggredire senza alcuna remora perfino i sudati risparmi di una vita. Hanno già avuto una solenne fregatura al tempo del governo Amato, il quale Amato la sera prima aveva promesso che non avrebbe tassato i loro risparmi; invece, quando gli italiani si levarono al mattino per andare al lavoro, seppero che in piena notte li aveva bellamente ingannati e aveva messo una bella tassa proprio laddove poche ore prima aveva promesso di non metterla. La stessa cosa è avvenuta con i capitali scudati, che si sono fidati dello Stato e lo Stato li ha fregati. Costoro son certamente da biasimare ma lo Stato ancora di più, essendosi rivelato ancora una volta un incallito mentitore.

Vedrete che i risparmi che hanno preso la strada di oltre confine non torneranno più. Questo è il primo risultato del governo Monti, voluto da Napolitano. Le nostre banche dovranno scordarsi, per chi sa quanto tempo, la liquidità di cui disponevano appena qualche anno fa.

Il secondo tipo di ascoltatori è rappresentato dai lavoratori, dal ceto medio e medio basso, presi d’assalto ancora una volta dalla voracità dello Stato.

A loro si è rivolto Napolitano che, per poco, ricordando i suoi trascorsi, non si è messo a piangere come appunto la Fornero. Praticamente ha lamentato, con le lacrime che facevano capolino, che gli dispiaceva chiedere proprio a loro i sacrifici, ma ciò era inevitabile.
Traduco ancora, giacché implicito:   ciò era inevitabile perché lo Stato non sa tassare che i soliti, i fessi, quelli che credono nello Stato e fanno il loro dovere come contribuenti.

Costoro non si sono sfregate le mani, al contrario degli altri, e immagino che ci sia mancato poco che scagliassero contro il televisore il loro veleno e la loro rabbia.
Napolitano, ovviamente, non se n’accorto, poiché non li può vedere dall’alto della sua posizione e del suo stipendio.
I suoi trascorsi sono troppo remoti (ci sono anche i fatti di Ungheria) perché possano avere presa su questi ascoltatori, che fanno fatica ad arrivare alla fine della giornata.

Questi sacrifici serviranno anche ai giovani, ci ha infine detto solennemente il capo dello Stato, e con ciò ripetendo la stantia geremiade che da anni prende in giro i giovani, molti dei quali lo erano tanti anni fa ed ora sono invecchiati senza lavoro. Ho ragione di credere che si siano toccati, per scaramanzia, i cosiddetti zebedei.

Scontata, infine, la giustificazione addotta per il suo comportamento che ha portato alla nascita del governo Monti.
Senza quel suo intervento, ci ha fatto capire, saremmo finiti nel baratro. La stessa sicurezza, notate, di quando la sinistra attribuiva la pesantezza dello spread alla presenza di Berlusconi al governo del Paese.

Dunque, a Napolitano vanno i nostri elogi e un grazie smisurato per avere avuto l’idea, tutta proletaria, di farci diventare ancora più poveri.

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Altri articoli

“Calderoli contro il Colle: “Il discorso sembra scritto da Cetto La Qualunque” di Clarissa Gigante. Qui.

“Il doppio messaggio dal Colle” di Federico Geremicca. Qui.

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Bart