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Napolitano costruisce una nuova maggioranza al senato, ma stia attento

30 Agosto 2013

Questa volta niente da eccepire – al contrario di quanto avvenne con la nomina di Mario Monti – sui quattro senatori a vita nominati ieri da Napolitano. A parte gli eccessivi costi che graveranno, in un momento così delicato (perché dar loro uno stipendio?) non sul bilancio del quirinale ma sulle tasche degli italiani. I meriti ci sono tutti e il prestigio da essi reso all’Italia è enorme. Sono grandezze di primo piano, delle vere stelle nel firmamento dell’arte e della scienza.
Però, però…

Se è vero quanto leggo, la loro tendenza è tutta sinistroide, anzi antiberlusconiana. Ossia, la scelta di Napolitano manda un cattivo odore proprio come la sentenza della cassazione che ha condannato Silvio Berlusconi.
Pare una manovra politica, preparata forse per tempo, in attesa che fosse depositata la sentenza, consapevole che essa avrebbe lasciato più di una perplessità.

Anche il 9 settembre, quando si discuterà e si voterà sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, si ripeterà un momento delicato quale quello vissuto con la sentenza. Ci si aspetta il peggio. Si teme una reazione durissima del Pdl e del suo leader. E così la nomina dei quattro senatori appare quello che in sostanza è – difficile credere che sia involontaria – ossia, l’erezione di un muro solido (apparentemente) contro l’eventualità di una sfiducia del Pdl al governo.

La conta, grazie al voto favorevole al governo dei nuovi senatori, dovrebbe mettere Letta al riparo dai colpi del centrodestra ed assicurargli lunga vita, almeno fino al 2015, visto che i voti necessari dei transfughi si ridurrebbe molto (ne basterebbero 8 ) e sarà facile trovarli.

Ma forse Napolitano non ha fatto bene i conti, se questo fosse stato il suo intendimento, giacché senza i voti del Pdl sarà difficilissimo governare, in considerazione del fatto che ci si è messa di mezzo anche la probabile ed imminente guerra in Siria che interesserà le potenze occidentali. Difficile che Vendola  e Grillo facciano votare per la partecipazione italiana al conflitto. Il rischio è che ci sia bisogno del voto pidiellino, e che questo mancherà per i motivi più vari, anche quelli pacifisti, e l’Italia si troverà per la prima volta a dissentire con gli alleati, e dunque a ricevere come risposta la sua marginalizzazione, con ciò che, in materia economica, consegue.

Stia attento Napolitano a non aver gettato un cerino accesso sul pagliaio in cui si sono ammassate le forze politiche. L’incendio potrebbe essere devastante. E la credibilità di Napolitano in campo internazionale potrebbe andare a farsi friggere.


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2 Comments

  1. Commento by zarina — 31 Agosto 2013 @ 16:06

    Spero che prevalga il buon senso di tutte le parti in conflitto, ma   è   una lotta di potere tra bande iirragionevoli ed esaltate, per cui sono   assolutamente contraria alla   partecipazione   al catastrofico imbroglio siriano,   come ero contraria alla masochistica campagna di Libia che non ha certo giovato ai nostri interesi economici   e lasciato sul campo una instabilità difficilmente   sanabile.
    In una repubblica parlamentare democratica decidono i rappresentanti eletti dal popolo,   in una monarchia il re decide e la corte dei miracoli si inchina al sovrano.
     

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 31 Agosto 2013 @ 16:55

    Comincio a convincermi che è meglio non intervenire più in casa d’altri. Ogni popolo deve guadagnarsi la libertà e la democrazia con   le proprie forze.

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