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Napolitano ironizza sul governo, ma su Fini tace

3 Settembre 2010

Ironizza sul governo, e non sente, non vede e non parla sulle magagne (da ultimo Buontempo, qui) che vengono attribuite al presidente della Camera. Si vede che pure lui, poverino, ha una visione distorta del Paese, una visione da prima Repubblica, quando (come si vorrebbe tornare a fare con la modifica della legge elettorale) era la casta a decidere la composizione dei governi e agli elettori veniva fatto lo sberleffo.  

Così Napolitano si sente in diritto non solo di derogare alla Costituzione con le sue improvvide esternazioni, ma di disinteressarsi completamente di faccende poco chiare che stanno minando la credibilità delle Istituzioni.  

Non è male ricordargli che quella specie di assoluzione che ha voluto dare al presidente della Camera con la famosa intervista concessa all’Unità, significa, stando alle prove che vanno emergendo sul caso Fini, che, riesumando la vecchia maniera del Comintern sovietico, sono i vertici dello Stato a stabilire la morale e la legalità in un Paese.  

Così che, se un politico è utile alla causa (ad esempio, abbattere il governo Berlusconi), il capo dello Stato può consentirgli tutto, anche di arrotolarsi nel pantano o sprofondare nelle fogne, per usare una espressione cara a Bersani, e riemergere lindo come un angelo.  

Non mi pare che Napolitano stia dando un buon esempio agli italiani.  

A Napolitano piace invece ironizzare sul governo Berlusconi, lancia consigli che nessuno gli ha chiesto, come quello che il governo dovrebbe interessarsi di economia. E finora che ha fatto? Non li legge, Napolitano, i dati che parlano di un’Italia che sta facendo bene? Probabilmente non gli farà piacere. Pur di affossare Berlusconi preferisce ignorare i buoni risultati economici ottenuti dal suo governo?  

Eppure ieri era il Sole 24 ore a riportare il giudizio del Fmi: “Sul debito Italia e Germania avanti nel G7”.  

La solita cattiva ipocrisia! Come quella di chi ignora i giudizi positivi espressi in un suo libro da Tony Blair su Berlusconi.  

O quando ieri, a Torino, D’Alema ha avuto la faccia tosta di affermare che le campagne scandalistiche sono state avviate da Berlusconi, dimenticando che il primo ad essere attaccato è stato, e continua ad esserlo, Silvio Berlusconi. Non sa, D’Alema, che in Italia c’è un giornale che si chiama la Repubblica, che campa con gli attacchi pretestuosi a Berlusconi?  

Ho l’impressione che è a questa Italia deforme e degradata che Napolitano guarda con maggiore simpatia. All’Italia dei sofismi e delle chiacchiere, ed abbia in uggia, o addirittura detesti, chi invece cerca di trasformare la nostra politica fannullona in una politica concreta, “del fare”.  

Se davvero Napolitano stesse facendo da sponda a Fini, come si legge sul Messagero, egli si renderebbe pericolosamente connivente non solo delle magagne di quest’ultimo, quali stanno emergendo dall’inchiesta, ma anche nel dare un duro colpo alla democrazia.  

Napolitano come Scalfaro?

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Casa di Montecarlo ed altro. Rassegna stampa del 3 settembre 2010. Qui.


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Bart