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Napolitano paghi Monti di tasca sua

15 Gennaio 2012

Confesso, per ciò che ha fatto Napolitano ho il dente avvelenato. Un comportamento che non mi sarei mai aspettato da un capo di Stato. Ed oggi, ha ragioni da vendere Vittorio Feltri quando intitola il suo editoriale: “E ora chi ci salverà dal salvatore?”

Ormai è definitivo. Quando il governo Berlusconi sosteneva, di fronte all’incalzare dello spread, che la crisi era dell’euro, e di un’Europa mal governata (ricordate quando coniò il termine di “culona” per la cancelliera tedesca?), aveva visto giusto.

Napolitano ascoltò invece proprio la Merkel e, nonostante abbia smentito il contenuto di quella famosa telefonata, disarcionò il cavaliere con un atto che, mentre i prosseneti giudicano al limite, io considero fuori dalla Costituzione.

Non si è mai visto disarcionare un governo che non ha avuto la sfiducia del parlamento e soprattutto adoperarsi sfacciatamente per la sua sostituzione quando era ancora in carica. Soggiogando poi il parlamento, che votò arrendevole e melenso il nuovo governo Monti, detto anche il governo del Presidente.

Le analisi, al contrario, di Napolitano e di Monti erano tutte sbagliate, miopi, avventate.
Erano le stesse analisi cieche che sbandierava la sinistra per liberarsi dell’odiato Cavaliere.
La congiunzione delle forze tra la sinistra e Napolitano, e la codardia e la dabbenaggine del Pdl, hanno fatto sì che solo pochi cronisti abbiano gridato allo scandalo, ossia che la sospensione della democrazia avveniva su basi errate e addirittura irresponsabili.

Ricordo tra i cronisti più avveduti e più attenti, Nicola Porro e Davide Giacalone (anche stamani quest’ultimo ci ha offerto una analisi impeccabile), mentre, se si eccettuano Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro, tutti gli altri sono stati i corifei esultanti di una messa in scena invece assai tragica. Leggete come si arrampica stamani sugli specchi Eugenio Scalfari. Stralcio:

“Per quanto riguarda l’Italia questo attacco ha avuto come effetto quello di rafforzare il governo Monti, tanto più che la stessa Standard&Poor’s ha apprezzato la politica di Monti nel momento stesso in cui declassava di due punti il nostro debito sovrano mandandolo in serie B.”

E ancora, ossessivamente:

“Abbiamo già osservato che il downgrade di Standard&Poor’s ha rafforzato la statura di Monti e del suo governo. Soprattutto gli ha dato ottime carte da giocare nei prossimi incontri trilaterali e alla riunione del vertice europeo di fine gennaio. Ma ha rafforzato il governo anche di fronte alle forze politiche e a quelle sociali.”

(Solo una piccola nota. Non sapevo che Repubblica fosse nata il 14 gennaio, che è anche il giorno del mio compleanno. Scrive, infatti: “Trentasei anni di storia di questo giornale (l’anniversario era ieri) lo dimostrano ampiamente.)

Se si pensa che la stessa ministra Fornero ha giudicato una “sberla” il declassamento di ben due punti del nostro rating, mi domando dove viva l’anziano giornalista.
Perfino Mario Sechi, che è stato un sostenitore appassionato della prima ora del governo Monti, tra ieri e oggi ha scritto già due editoriali dubbiosi. In quello di oggi, scrive:

“Di fronte a questo scenario, al posto di Monti non avrei perso un minuto ad inseguire il taxi di giorno e andare al market la notte, ma mi sarei dedicato alla soluzione del problema della riduzione del debito pubblico e alla correzione delle scelte di leadership incerte e confuse come quelle di Merkel e Sarkozy. Si è fatto altro e comincio a pensare che i tecnici siano dei politici improvvisati. Se è così, ridateci i politici.”

Ma noi siamo un Paese in cui nessuno paga i propri errori, nemmeno quelli più gravi, come, ad esempio, mettere in carcere persone innocenti, metterle in carcere addirittura prima di un processo e di una sentenza definitiva, e senza alcuna prova certa, oppure occupare cariche istituzionali, come Gianfranco Fini, e violarne la funzione ripetutamente e spavaldamente sotto il silenzio (compiacente?) del capo dello Stato. Un Paese dove nel corso degli anni si accumula un enorme debito pubblico e nessun politico si preoccupa di porvi rimedio, anzi sono propri i politici che negli stessi anni si costruiscono una fitta rete di privilegi tali da distaccarli scandalosamente dalla realtà. I politici che, mentre il Paese è sottoposto a sacrifici “lacrime e sangue”, se ne vanno a godersi le vacanze in luoghi esotici, ostentando la loro ricchezza pagata dal popolo che soffre. E nessuno di essi sente il dovere morale di dare le dimissioni, anzi difende il proprio operato con giustificazioni assurde e risibili, al solo scopo di rimanere attaccato alla greppia.

Dunque, Napolitano ha sostituito un governo eletto dal popolo con un governo di tecnici, che stanno agendo nella direzione sbagliata, senza che abbiano avuto il mandato popolare. Per far ciò e, in qualche modo, mascherare un’azione che quanto meno rappresenta la sospensione della democrazia, Napolitano ha provveduto a pagare in anticipo il lavoro a cui era chiamato il presunto salvatore della Patria, Mario Monti.
Lo ha nominato senatore a vita, con un costo per i cittadini di circa 25 mila euro mensili.

Di solito si premiano i salvatori della Patria ad opera compiuta, quando se ne è misurato coi fatti il valore e il merito. Invece se l’Europa si salverà, non sarà certo grazie al governo Monti, ma alle decisioni che, in difesa dei propri interessi, prenderanno eventualmente la Francia e la Germania. Ancora una volta, sì, tutto dipenderà dalle decisioni di questi due Paesi, che stanno facendo il bello e il cattivo tempo in Europa.
Decisioni che se fossero state prese quando erano richieste dal governo Berlusconi, l’Europa e l’Italia non sarebbero arrivate a questo punto.

Spero sin d’ora che non mi si verrà a dire, ove queste salvifiche decisioni venissero finalmente assunte, che il merito sarebbe di Monti e della sua capacità di persuasione. Balle.  In quanto Francia e Germania, se le prenderanno, queste decisioni, sarà perché anch’esse si sentono l’acqua alla gola. Tutto qui. Punto. Solo Eugenio Scalfari se la potrebbe bere.

Invece Napolitano che ha fatto? Si è creduto in dovere di pagare in anticipo la prestazione di Monti, e così oggi il maldestro presidente del Consiglio, che ricorderemo più per una tassazione violenta e inutile, che per il risanamento dello Stato, che non ci sarà, si godrà fin che campa un vitalizio sostanzioso che continueremo a pagare noi che da lui siamo stati non rigenerati, ma affondati.
Vi sembra giusto? Ancora una volta chi sbaglia non paga e i danni restano sulle nostre spalle.

A meno che Napolitano non avverta l’obbligo morale di togliere al popolo il peso di questo improvvido vitalizio e lo carichi sulle sue spalle che, per quanto guadagna, sono ben più larghe e possenti di quelle di noi poveri e disgraziati cittadini.
Ma ci credete?
Io no.

www.i-miei-libri.it

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“Monti. L’Italia declassata favorisce il professore: i partiti gli lasceranno la gatta da pelare” di Giampaolo Pansa. Qui.


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Bart