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Napolitano, un errore non dimettersi

1 Aprile 2013

Lo strappo inammissibile fatto da Napolitano alla costituzione nel momento in cui impone al nuovo parlamento un governo dimissionato dal vecchio parlamento causa il ritiro della fiducia dell’ex partito di maggioranza, il Pdl, senza che abbia sentito il dovere di sottoporlo al voto di fiducia del nuovo parlamento, dà la misura di che cosa sia diventata la costituzione più bella del mondo, la quale è ridotta a pezzi senza che nessuno faccia sentire la sua voce per impedirlo. Significa, indubbiamente, che, se davvero si è potuta considerare la più bella del mondo, oggi non lo è più, diventata una vecchia rattrappita e lebbrosa che nessuno vuole più avvicinare.

Ma quanto si è permesso di fare Napolitano è anche il segno di uno sbandamento complessivo del nostro Stato, il quale non ha più alcun timoniere. Le lodi che vengono indirizzate a Napolitano sono fasulle, in quanto non può che essere evidente che il suo settennato, soprattutto negli ultimi anni, ha segnato ferite direttamente nella carne della nostra costituzione, che invece era chiamato a difendere.

Il ponziopilatismo nei confronti delle numerose anomalie perpetrate dal presidente della camera Gianfranco Fini, che l’elettorato ha pensato bene di sanzionare direttamente espellendolo dal parlamento, la nomina del governo Monti su pressioni internazionali, senza passare da un nuovo voto, la forzatura della corte costituzionale per assegnargli una immunità pressoché totale impedendo le intercettazioni telefoniche anche per attività extrafunzionali, l’imporre al nuovo parlamento un governo espressione di un vecchio parlamento che non esiste più senza nemmeno farlo passare da un voto di fiducia, la sostituzione dell’attività parlamentare con una specie di bicamerale voluta non dal nuovo parlamento, ma dallo stesso Napolitano, tutto ciò non può essere motivo di orgoglio per una democrazia che ha nella sovranità popolare il suo fulcro. Il popolo è stato massacrato da Napolitano, la sua volontà disprezzata ed umiliata di fronte al mondo. Altro che il bunga-bunga berlusconiano. Dov’è finito Zagrebelsky? Troppi silenzi da parte sua a partire da quello sulla sentenza della consulta n.1/2013.

Per fortuna, qualcuno se n’è accorto, Renato Brunetta del Pdl, che ieri ha sottolineato le violazioni alla costituzione prodotte dalla decisione del nostro capo di Stato e per voce di Fabrizio Cicchitto sono stati dati dieci giorni per risolvere la situazione incresciosa in cui è venuto a trovarsi il Paese.

Non credo che basteranno, giacché Napolitano ha scelto la soluzione peggiore, quella, ossia, destinata a prendere tempo in attesa della nomina del nuovo capo di Stato. Infatti, sarà molto difficile che i dieci saggi trovino una soluzione nel tempo limitato assegnatogli dal Pdl. La sola riforma della legge elettorale sarà, ancora una volta, motivo di lacerazioni tra gli schieramenti politici.

Dunque, perché piombare il Paese in una situazione di immobilità e di incostituzionalità?
Perché invece non dimettersi e sgombrare il campo da tutti gli impacci del semestre bianco e mettere il nuovo capo di Stato nella condizione di agire nel pieno dei suoi poteri senza sentirsi vincolato a seguire il tracciato impostogli scorrettamente da Napolitano? Paura dei mercati? Balle.

La sola spiegazione possibile è quella che Napolitano è stato vittima del disordine istituzionale in cui versiamo (nei dieci saggi nemmeno una donna!) e non si è reso conto del colpo di grazia dato alla nostra costituzione e dell’affronto fatto al futuro capo di Stato. Eppure al suo fianco ha fior di giuristi che avrebbero dovuto evitargli la tragica decisione. Hanno assolto il loro compito? Li ha ascoltati Napolitano? Chi sa se lo sapremo mai, al pari delle famigerate telefonate tra il capo dello Stato e Nicola Mancino.

Per quanto mi riguarda, sospendo il giudizio in attesa che in questi giorni di proroga assegnati alle istituzioni dal Pdl, sia rimediato allo sfregio costituzionale. Ove così non fosse, si avrà ragione di prendere atto che è avvenuto un golpe senza che coloro che sono chiamati a difendere la costituzione (fior di costituzionalisti e la stessa magistratura) abbiano battuto ciglio.

A quel punto il nostro Paese si presenterà agli italiani e al mondo come un bue squartato e appeso al gancio di un macellaio.


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6 Comments

  1. Commento by Giorgio Sobrero — 1 Aprile 2013 @ 12:02

    Parole chiare. Napolitano non è mai cambiato. E’ sempre il vecchio comunista che giustificava i carri armati sovietici a Budapest. E’ anche l’omuncolo che faceva la cresta sui biglietti aerei. Non mi è mai piaciuto.  

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Aprile 2013 @ 12:34

    Grazie, Giorgio. Se non sbaglio mi scrivi da lontano. Qui in Italia siamo in caduta libera…

  3. Commento by Proto — 2 Aprile 2013 @ 17:34

    Perchè il PDL non sfiducia apertamente il Governo Monti?

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 2 Aprile 2013 @ 18:56

    Il paradosso è che siamo in una nuova legislatura e il governo Monti non si è mai presentato per la fiducia. Per gli attuali parlamentari non esiste. Ecco perché Napolitano non lo fa passare dal nuov o parlamento: perché avrebbe la sfiducia del Pdl e della Lega.

  5. Commento by Nello — 9 Aprile 2013 @ 07:15

    Chiunque può presentare una mozione di sfiducia in Parlamento. Il PDL potrebbe presentarla ma adesso è minoranza e non passerebbe.

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Aprile 2013 @ 09:32

    @Nello

    Il paradosso in cui ci ha precipitato Napolitano è che non si può sfiduciare un governo che non ha mai avuto la fiducia del nuovo parlamento e quindi è per esso formalmente inesistente.

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