Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Naturalmente: Eugenio Scalfari

28 Giugno 2010

Come non dare per scontato che nell’editoriale di domenica Eugenio Scalfari non si mettesse l’abito più elegante e, vestito da Cassandra e con la veletta a lutto calata sul viso, non facesse il suo ingresso alla festa dei becchini della Repubblica?

Il caso Brancher gli è caduto come il cacio sui maccheroni. Teneva l’abito più bello chiuso nell’armadio e non riusciva a trovare l’occasione per indossarlo. La stupidaggine commessa dal neo ministro senza portafoglio è stata per lui un assist inatteso. Scrive: “Ora il “boomerang” ha compiuto la sua traiettoria ed ha colpito non tanto Brancher quanto il suo padrone di cui da 25 anni è l'”aldo”. La situazione di crisi che si è aperta è forse la più grave fin qui vissuta dal berlusconismo. Per le ragioni che l’hanno provocata. Per il momento in cui avviene. Per le sue possibili conseguenze sulle crepe sempre più vistose di quello che è stato finora un blocco sociale e politico e che rischia adesso di andare in pezzi molto prima del previsto.”

Ma Scalfari in goal non c’è andato. Ha tirato troppo alto; ha calciato male la palla, come è successo più di una volta ai nostri giocatori della nazionale nelle tre pietose partite del campionato mondiale in Sud Africa.

Scrive ancora Scalfari a proposito di Berlusconi: “Sente anche che il solo modo di protrarne l’agonia sia il ricorso alle urne prima che lo scricchiolio divenga schianto. La data probabile è a cavallo tra 2011 e 2012 e comunque al più presto possibile, quando l’informazione sarà stata totalmente blindata e solidamente nelle sue mani, la magistratura umiliata e asservita, le istituzioni di garanzia depauperate.”

Dunque: Scalfari sostiene che il caso Brancher apre forse una crisi “la più grave fin qui vissuta dal berlusconismo” e ciò che si prepara per l’Italia è una dittatura. Ossia un Berlusconi debole si accinge a preparare una dittatura. Non mi pare che il ragionamento quadri. Per instaurare una dittatura ci vogliono per lo meno alleanze potenti, e stando a quel che si vede, chi proprio alleanze potenti non ne ha è proprio Berlusconi, che sta combattendo contro un mare di nemici, taluni anche vigliaccamente nascosti.

Naturalmente fa comodo parlare di Berlusconi quale dittatore e, come vedete, Scalfari non si muove di lì. Dal 1994 è lo stesso refrain. E nessuna libertà è stata soppressa, nessuna dittatura è stata instaurata. Eugenio Scalfari da sedici anni dice sempre le stesse cose e sempre contro colui che considera un dittatore. Non so se al tempo del fascismo Scalfari abbia potuto scrivere contro Mussolini ciò che scrive contro Berlusconi da sedici anni.

Non passa minimamente per la testa al fondatore di Repubblica che, invece, la nomina di Brancher e il suo sollecito ricorso al legittimo impedimento possano costituire un passo falso, una vera e propria idiozia, compiuta in un momento in cui di idiozie non c’è proprio bisogno. No. Lui preferisce ribadire un catastrofismo che da quando lo auspica non si è mai verificato. Anzi.

Perché Scalfari non si chiede dove sarebbe finita la nostra democrazia se, in un momento di crisi come questo, al governo ci fosse stata l’attuale sinistra?

Perché non riflette e non prende atto che in presenza di una crisi così tremenda, se l’Italia è ancora uno Stato, e non un residuato bellico, lo si deve a Berlusconi e ai suoi capaci ministri?

Non ci sarebbero gli articoli di Scalfari, se avessimo avuto al governo la sinistra. La catastrofe avrebbe trascinato nel pozzo nero l’intera Nazione e quasi sicuramente anche molte delle libertà che, almeno a parole, a Scalfari stanno a cuore, compresa la libertà di scrivere ciò che vuole.

È grazie alla capacità dimostrata dal nostro governo (e riconosciuta internazionalmente) che l’Italia non è allo sfascio e Scalfari può godere ancora delle sue libertà.
Invece di ringraziare Berlusconi, lo accusa del contrario.

Ieri, un esauriente articolo di Franco Bechis, apparso su Libero e ripreso da Legno Storto,  mette in evidenza come il ddl sulle intercettazioni auspicato dal nuovo leader dell’opposizione, Gianfranco Fini, sia assai più restrittivo di quello approvato dal Senato.

Per non dire che già abbiamo avuto casi di disegni di legge presentati in passato dalla opposizione, che poi sono stati da questa ripudiati nel momento in cui sono stati adottati dalla maggioranza.
Di quali restrizioni sta dunque parlando Scalfari?

Malato di catastrofismo e di cassandrite, ogni volta che la maggioranza degli italiani sceglie un governo a lui non gradito, Scalfari perde il lume della ragione, e con quel tono saccente che impregna la sua scrittura, prevede il crollo nel buio più assoluto della nostra povera Italia.

Volete un altro esempio di che cosa è la sinistra? Emblematica è la posizione assunta da Gad Lerner che critica gli alti stipendi, ma non i suoi e quelli della sua parte (qui).

Che si potrebbe tradurre anche così: se la sinistra occupasse stabilmente il potere, a poco a poco avremmo un solo giornale in Italia e qualche piccolo satellite. E si griderebbe ai quattro venti che la libertà di stampa è garantita.

Mi piacerebbe tanto che qualcuno eseguisse una simulazione di ciò che accadrebbe all’Italia se, invece che le politiche della maggioranza, fossero applicate quelle della opposizione.

Chissà che Scalfari non si troverebbe nella necessità di ciclostilarsi in casa i suoi articoletti e di andarseli poi a distribuire agli angoli di strada.

Articoli correlati

“La necessità di un colpo d’ala” di Ernesto Galli della Loggia. Qui.


Letto 2250 volte.


1 commento

  1. Commento by Mario Di Monaco — 28 Giugno 2010 @ 15:23

    Da un po’ di tempo si aggira intorno al villaggio un’orda famelica di cani randagi inferociti dall’odore di una possibile preda da sbranare.

    La magistratura ogni tanto accenna al lancio di qualche agnello sacrificale ma poi vi rinuncia frenata dai rimorsi e dai sensi di colpa.

    E questo fa aumentare la rabbia dei cani, che ormai hanno la bava alla bocca e lanciano latrati assordanti.

    Se non si provvede con qualche rimedio c’è il rischio che ci vada di mezzo qualche innocente passante.

    I cani vogliono la loro preda? Gli diamo Brancher?

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart