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Il caso Fini: ne vedremo delle belle?

22 Settembre 2010

Vi meravigliereste se il colpo di grazia ai Tullianos fosse stato inferto dalla mano di Gaucci?
Io no. Anzi sono convinto che dietro la notizia pubblicata per primo da Listin Diario, il più antico quotidiano di Santo Domingo, ci sia stato lo zampino proprio dell’ex fidanzato di Elisabetta Tulliani.

Ormai ricco di conoscenze in quel dei Caraibi, deve essere riuscito a far rovistare nelle segrete cose del paradiso fiscale di Santa Lucia, e tacchete è comparso un documento compromettente per i Tullianos (ricordiamoci che nello stato di famiglia è compreso anche il nostro presidente della Camera), secondo il quale le due società misteriose, la Printemps Ltd e la Timara Ltd, appartengono al cognato del nostro missionario della legalità, della moralità e della trasparenza. Il quale, anche se probabilmente ci starà già pensando, non potrà giustificarsi di fronte all’opinione pubblica con un semplice: Io non ne sapevo nulla.

Fini c’è dentro fino al collo, e la sua ostinazione a conservare una poltrona, che meriterebbe ben altri occupanti, è di una sfrontatezza tale che ne subisce le conseguenze tutto il Paese.

Non so se i documenti pubblicati qui siano autentici (credo di sì), ma se dietro alla notizia si nasconde lo zampino di Gaucci, non credo che egli stia scherzando, e quei documenti metteranno con le spalle al muro anche la magistratura, che non potrà far finta di nulla.

Già da qualche tempo è inspiegabile che essa non convochi a deporre Giancarlo Tulliani e Gianfranco Fini, ma ora, con le rivelazione di Listin Diario, e con la pubblicazione dei documenti compromettenti, almeno la convocazione immediata di Giancarlo è dovuta. Dovuta, perché richiesta dal Paese.

Se poi si aggiunga che il giovane Tulliani sta viaggiando con una mercedes la cui targa DR 504FA non si trova iscritta al Pra, le lentezze dei pm non sono più tollerabili. Se qualcuno di loro avesse avuto in principio l’intenzione di insabbiare il losco affaire, si dovrà rendere conto che ciò non è più possibile né tollerabile. Ne andrebbe di mezzo quel poco che resta del prestigio della magistratura.

Toccherebbe anche al capo dello Stato intervenire.
Avrà letto pure lui l’articolo originale del Listin Diario in cui sta scritto:

“Un documento oficial del gobierno de la Repíºblica de Santa Lucí­a, en el Caribe, seí±ala que Giancarlo Tulliani es el titular de la Printemps Ltd y la Timara Ltd, del cual la prensa italiana y de otros puntos de Europa indican que se trata de un ‘scoop’ mundial.Se explica que el departamento que el presidente del Parlamento italiano, Gianfranco Fini, vendií³ a la Printemps Ltd, que a su vez revendií³ a la Timara Ltd y que era del partido, ‘por el 20 por ciento de su valor de mercado’, fue a su vez rentado a Giancarlo Tulliani, hermano de Elizabetta Tulliani.”

Avrà letto pure lui i documenti pubblicati qui e qui.

Come si può capire da questo articolo e dalla fotocopia dei documenti che rivelano la verità, il prestigio dell’Italia è più che compromesso, giacché lo scandalo investe la nostra terza carica istituzionale. Ed io torno a domandarmi: Se Fini ostinatamente e colpevolmente tace, può tacere Napolitano?

Mi aspetto che oggi stesso Fini dia le dimissioni e scompaia per sempre dalla scena politica per aver mentito agli italiani.

E che Napolitano chieda quantomeno scusa al Paese per il suo silenzio.

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“Montecarlo, Fini non ha detto la verità La prova: la casa appartiene a Tulliani” di Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica. Qui.

“La perizia grafologica”. Qui.

“Ecco la prova decisiva: la carta di Saint Lucia”. Qui.


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7 Comments

  1. Pingback by Il caso Fini: ne vedremo delle belle? | Politica Italiana — 22 Settembre 2010 @ 01:45

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  2. Pingback by Il caso Fini: ne vedremo delle belle? | Politica Italiana — 22 Settembre 2010 @ 02:45

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  3. Commento by giuliomozzi — 22 Settembre 2010 @ 06:42

    Tutti questi documenti, se sono autentici (ne hanno l’aria, peraltro) sembrano provare che Giancarlo Tulliani raggirò An.

    Il raggirato è una vittima, giusto?

  4. Commento by Lorenzo Bianchi — 22 Settembre 2010 @ 08:16

    Il raggirato e’ un fesso, e per un leader politico e’ meglio essere disonesto che fesso.

    Vedasi Pier Soderini e il giudizio che ne da’ il Machiavelli.

    Omaggi.

     

     

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 22 Settembre 2010 @ 08:19

    Giulio, la fai troppo facile. Non credo che Fini sia stato raggirato. Ti pare che non abbia chiesto a Pontone: Ma chi compra? L’isola di Santa Lucia era tra quelle segnalate nel libro che lui ha contribuito a redigere quando era ministro degli esteri.

    Credo che prima o poi, Pontone, dirà tutto: e cioè che non solo ha venduto per ordine di Fini, ma che Fini sapeva anche che l’acquirente era il cognato.

  6. Commento by giuliomozzi — 23 Settembre 2010 @ 13:08

    Credi che prima o poi Pontone dirà ciò che tu ti aspetti che dica.

    Ma finora non l’ha detto.

    Punto.

     

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 23 Settembre 2010 @ 14:42

    Il mio è un invito a farlo. Sono sicuro che sappia molto di più. Oggi c’è questa intervista rilasciata al Corriere della Sera.

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