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Nessun limite alla spudoratezza

2 Maggio 2012

Questa Italia ha proprio perso la bussola. Definitivamente? Spero di no, ma temo che la nave andrà presto a sbattere contro gli scogli e non vi è immagine di raffronto più vicina di quella della nave Concordia finita incagliata all’isola del Giglio, con il suo terribile carico di morti.

A dare il via ci pensa Napolitano. Non solo fa di tutto per mandare a casa un governo regolarmente eletto e ancora maggioritario in parlamento, dopo che la Germania praticamente gli aveva imposto di farlo suggerendogli anche il nome del successore, ma a questo successore, in piena crisi economica, elargisce, a carico del Paese, una spesa inutile quale quella che comporta la nomina di senatore a vita. Non c’era bisogno di fare questa nomina e il momento era più che sbagliato. Insomma. uno schiaffo in pieno volto ai cittadini.
Perché lo abbia fatto (o dovuto fare?) sarà un interrogativo che gli storici saranno prima o poi chiamati a sciogliere. E, a mio avviso, non si tratta affatto di interrogativo di poco conto.

Dopo Napolitano è arrivato il turno del successore merkeliano, che ha dato una ulteriore sbandata alla nave.
Vicina a farla affondare con manovre fortemente recessive, che stanno strangolando il Paese, ecco che l’uomo chiamato a salvare la Patria non solo si compra una bella villa da oltre un milione di euro, come hanno riferito le cronache, mentre gli italiani stentano ad arrivare alla fine del mese ed alcuni addirittura si uccidono per disperazione, ma si prende una specie di relax e chiama due nuovi tecnici a sbrigare un lavoro per il quale lui stesso era stato chiamato.

La Camusso, per commentare una tale decisione, ha usato la parola “stravagante”, altri si sono stupiti, come il Pdl e l’Idv, ma la verità è che Napolitano e Monti si assomigliano. Entrambi hanno perduto la percezione dello sbandamento che i loro gesti producono nei cittadini.
Siamo ad una specie di gioco dell’assurdo.

Che cosa dire, per esempio, della decisione di chiamare a sussidiare il lavoro del governo un politico vecchio e stantio come Giuliano Amato? Il quale non ha mai dato buona prova di sé sia quando ricopriva incarichi ministeriali sia quando addirittura ha guidato un governo. Nella storia della nostra repubblica sarà ricordato solo in negativo, per quella tassazione notturna dei depositi bancari, che appena qualche ora prima, in una intervista televisiva (ascoltata con i miei orecchi) aveva risolutamente escluso. E addirittura dando alla tassazione una decorrenza retroattiva.
Un decisione aberrante, mai assunta in precedenza da nessun governo a caccia di soldi.

Mi domando come si possa sopportare che uomini che hanno contribuito a condurre l’Italia in modo così maldestro, non siano ancora stati messi in un angolo e dimenticati. Mentre meriterebbero una punizione ben più severa, tanto Monti che Napolitano (il quale non può non aver dato il suo beneplacito) li giudicano ancora utili al Paese.
La nomina di Amato è un segnale sconfortante oltre che gravissimo: è il segnale di un distacco sempre più profondo tra il popolo e la sua classe politica.

Qualche tempo fa feci il nome di Antonio Martino, politico integerrimo, di sicura fede democratica, figlio di quel Gaetano Martino che fu uno dei promotori dell’Unione Europea, come l’uomo che potrebbe rimettere la nostra sciagurata navigazione sulla rotta giusta.
Qualcuno dovrebbe chiedergli di farlo.

www.i-miei-libri.it


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Bart