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No al condono fiscale ed edilizio

9 Febbraio 2013

Poiché Berlusconi vi ha insistito anche ieri sera ospite di “Leader”, la trasmissione di Lucia Annunziata, desidero esprimere la mia contrarietà ad un provvedimento di questo tipo. Esso è scandaloso tanto sul piano morale che di principio, poiché avvezza i grossi capitali ad evadere il fisco, a trasferirsi all’estero, per poi ritornare, pagando una sanzione irrisoria.

Se si decide di essere severi e combattere l’evasione fiscale, non si deve mai far sperare agli evasori un trattamento di riguardo. Anzi le pene devono essere severe e irremovibili. Va da sé che la lotta all’evasione dovrebbe andare di pari passo con un alleggerimento della pressione fiscale. Anch’io faccio parte della schiera di coloro che pensano che se l’aliquota massima è ragionevole (ad esempio il 33/35%) si assottigli l’area dell’evasione, soprattutto se ingannare il fisco comporti in sovrappiù pene durissime, come quelle che vigono negli Usa.

Inoltre, il mio no è sostenuto anche da una ragione pratica. Sarà molto difficile che i capitali sottratti al fisco e/o finiti all’estero, emergano o rientrino nel nostro Paese. La situazione di crisi in cui si trova l’Italia, ma anche l’Europa, ha prodotto il fenomeno della trasmigrazione di capitali al di fuori dei nostri confini continentali (ad esempio, verso Singapore).
Dunque, il condono fiscale rappresenterebbe un’operazione moralmente deprecabile, ossia un insulto a coloro che pagano regolarmente le tasse, e in più non otterrebbe il risultato sperato.

Lo stesso vale per il condono edilizio. Significherebbe incoraggiare gli abusi, che proseguirebbero in vista di futuri condoni.
Si era detto che non ci sarebbero stati più condoni edilizi, e che i cittadini sono tenuti a rispettare le leggi e dunque tenuti a costruire nel rispetto delle licenze rilasciate sulla base di tali leggi.
Riaprire varchi di questo tipo significherebbe dare spazio a tutte quelle critiche che definiscono il nostro Stato inaffidabile e prono a soddisfare, più che le esigenze dei cittadini onesti, quelle dei furbi e dei mariuoli.

Spero che qualcuno faccia intendere a Berlusconi che proporre il condono fiscale e quello edilizio (quest’ultimo sconsigliato, se non addirittura proibito, dalla corte dei conti nel discorso di apertura dell’anno giudiziario), farebbe del Pdl, agli occhi degli elettori, un partito che per ottenere voti stipulerebbe perfino un patto con il diavolo. Non voglio dire che quei voti in più sarebbero paragonabili ai voti della criminalità mafiosa, ma la direzione di marcia sarebbe molto simile.

Chi si fiderebbe di un partito così?


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Bart