Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Non perdiamo di vista i pm romani che indagano su Montecarlo

16 Ottobre 2010

Guai a farsi distrarre da chi ha tutto l’interesse a far calare il sipario sullo scandalo della casa di Montecarlo che coinvolge Gianfranco Fini.

Spero che il Giornale, Libero, il Tempo, Panorama, ed altri non mollino la presa. E approfondiscano anche la notizia che si legge qui, secondo la quale Fini sarebbe stato ascoltato dai pm di Napoli per un’inchiesta sulla camorra. Tale notizia sarebbe stata data sui giornali stranieri e tenuta segreta in Italia:

«Nel corso dell’intervista su Radio24 Diodato oggi ha affermato che in seguito a una sua vecchia denuncia proprio contro i vertici di AN, lunedì scorso sarebbe stato “ascoltato dagli inquirenti Gianfranco Fini, presso i suoi uffici alla Camera, perché la segreteria provinciale di Napoli aveva iscritto soggetti organici a clan camorristici”.
La notizia non è mai filtrata, anche dopo che – oggi – è finita sulla radio di Confindustria. »

Forse Berlusconi non ha ancora capito che il pericolo peggiore non solo per il suo governo, ma per il nostro Paese, è l’avanzata di Fini, ossia l’avanzata dell’onda montante del nuovo fascismo che si è ammantato subdolamente di finta legalità, di finta moralità e di finta trasparenza. Anche al tempo del fascismo i poteri forti ne favorirono l’ascesa e appoggiarono la marcia su Roma. I fascisti uscirono dalla costola del partito socialista, come oggi è uscito dalla costola del Pdl, il Fli, il partito di Fini. Anche allora sbandierarono ipocritamente valori di legalità, ordine, moralità, e via di questo passo. E anche allora Mussolini aveva dietro di sé uno sparuto gruppo di fedelissimi. Suoi consiglieri erano uomini a cui sembra vogliano assomigliare i Bocchino, i Granata, i Briguglio, i D’Urso.
Il re, temporeggiatore e pavido, rimase prigioniero di Mussolini per molti anni:

“Il nuovo partito si pose l’obiettivo della conquista dello Stato, favorito dalla crisi sempre più profonda delle istituzioni liberali, dal succedersi di governi deboli e impotenti, dalla divisione delle sinistre. I fascisti accentuarono le azioni di rappresaglia e il 29 settembre presero la decisione di marciare sulla capitale. La “marcia su Roma” ebbe luogo il 28 ottobre; Vittorio Emanuele III rifiutò di firmare il decreto di stato d’assedio presentatogli da Facta e decise di affidare il compito di formare il nuovo governo a Mussolini.” (qui)

Ed ecco come definì il fascismo lo stesso Mussolini:

«Il fascismo è una grande mobilitazione di forze materiali e morali. Che cosa si propone? Lo diciamo senza false modestie: governare la Nazione. Con quale programma? Col programma necessario ad assicurare la grandezza morale e materiale del popolo italiano. Parliamo schietto. Non importa se il nostro programma concreto, com’è stato notato giorni sono da un redattore del Resto del Carlino, non è antitetico ed è piuttosto convergente con quello dei socialisti, per tutto ciò che riguarda la riorganizzazione tecnica, amministrativa e politica del nostro Paese. Noi agitiamo dei valori morali e tradizionali che il socialismo trascura o disprezza; ma soprattutto lo spirito fascista rifugge da tutto ciò che è ipoteca arbitraria sul misterioso futuro. »
(da Dopo due anni, Il Popolo d’Italia, 23 marzo 1921) (qui).

Il disegno di Fini è il medesimo. La sua spocchia, la sua ribellione a qualsiasi regola e deontologia istituzionale ne fanno oggi in Italia il pericolo numero uno. Non vi è dubbio che sarà capace di attrarre chi avrebbe voluto un Berlusconi più combattivo e testardo, ed ora si affiderà a lui, credendolo un vincitore.

Non è così. Fini è destinato ad essere sconfitto dalla Storia. Perché la Storia non torna indietro. Perfino l’opposizione dovrà presto accorgersi del lupo fascista che si nasconde sotto la sua invocazione alla democrazia. Le gravi anomalie di cui ha cosparso le Istituzioni non sono altro che il risultato della sua vocazione a non sottostare a qualsiasi regola che non sia quella dettata dalla sua volontà.

Chi ha guardato ieri sera L’ultimaparola, ha potuto assistere ad uno spettacolo indegno dato da un vice ministro, Adolfo D’Urso, del Fli,   il quale, non avendo argomenti a sostegno, impediva agli altri di parlare, sovrapponendovi la sua voce. A chi gli obiettava che il presidente della Camera a Napoli ha fatto un comizio da capopartito, non ha avuto di meglio da dire all’infuori che Fini a Napoli ha parlato da cittadino poiché è andato a quel convegno a proprie spese. Sentir dire tali sciocchezze da un vice ministro è tanto deplorevole quanto deprimente.

Chi va con Fini appoggia il peggior fascismo, quello di risulta. Una copia moderna e più scadente dell’originale.

Quando Fini sostiene che il Pdl ha perduto la sua idea originaria, racconta balle. È lui che ha sacrificato il liberalismo pidiellino ad uno statalismo corrotto e sterile. È lui che vuol ripristinare in Italia il marcio che ha condizionato per più di un quarantennio la democrazia.

L’idea originale del Pdl non può possederla chi, quando Berlusconi volle realizzarla, la definì il teatrino della politica. È Fini che non ha mai capito il programma rivoluzionario di Berlusconi e del Pdl. Tanto è vero che, nel momento che lo ha capito, ha fatto marcia indietro e si è accomodato e sistemato con il vecchio. Il vecchio gli assicura intrallazzi e potere. Così è convinto. Ma non credo che gli italiani saranno tanto stupidi da lasciare il modello originale rappresentato dal Pdl per una brutta copia che sta degenerando nel peggiore fascistume.

Gli allocchi e i creduloni lo stanno seguendo, è vero (successe anche con Mussolini), e anche certa parte della magistratura. Il perché della magistratura è presto detto: non vuole la riforma proposta dal governo e confida che sia stoppata da Fini. Come sia stoppata da Fini una qualche forma di tutela del presidente del Consiglio nel corso del suo mandato, così che possa essere dato in pasto alle iene del diritto.

Vi meravigliereste se in cambio (niente è gratis) i pm romani che indagano sullo scandalo di Montecarlo gli garantissero l’archiviazione?
Continuo a non volerci credere. Sarebbe uno scandalo senza precedenti. I giudici che eventualmente giudicassero congruo il prezzo di 300mila euro a cui è stata venduta nel 2008 la casa di Montecarlo, emetterebbero una sentenza politica. Assurda, scandalosa, e unicamente al servizio della più sporca politica. Salverebbero Fini, ma colpirebbero la giustizia e la credibilità delle Istituzioni.

In pratica, consapevolmente o meno, darebbero una mano al fascismo montante di Fini. Proprio come accadde in quegli anni che, fino a poco tempo fa, sembravano così lontani.
E l’opposizione? L’opposizione, ancora distratta e accecata dall’antiberlusconismo, non si accorge di nulla.


Letto 1196 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart