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Ora mi spiego Mario Sechi

9 Gennaio 2013

Da un po’ di tempo (l’ho lasciato scritto anche in qualche mio commento) ero colpito dalle sperticate lodi che il direttore del Tempo andava facendo al governo Monti, lodi accresciutesi in questi ultimi giorni. Mario Sechi, inoltre, non si peritava di attaccare ai fianchi Silvio Berlusconi su cui, dopo averne detto bene negli anni passati, ora dichiarava tutto il male possibile.

Nemmeno io, che sono rimasto deluso dal Cavaliere, ne ho recitato l’epitaffio con tanta esuberanza quale quella messa in risalto dagli editoriali di Sechi.
Da un certo momento, il suo percorso si è avvicinato a quello del Professore, fino a confluirvi del tutto.

Eppure gli errori che Monti andava commettendo nella sua azione di governo erano vistosi e perfino imperdonabili, al punto che a poco a poco lo si è disegnato come un robot senza anima al servizio di interessi che punto coincidevano con quello degli italiani.
Eppure Sechi di ogni cosa firmata dal bocconiano ha tessuto le lodi, arrivando quasi a santificarlo.

La lettura dei suoi editoriali era divenuta per me stomachevole, ma ho continuato a leggerlo giacché non mi rendevo conto della sua assoluta inversione di marcia e di giudizio.
Perfino un giovinastro ai suoi primi commenti avrebbe trovato molte ragioni per opporsi a Monti, ma Sechi no. Vedeva luccicare come oro ogni tassa che piombava sulle spalle degli italiani. Le tasse erano per lui una specie di manna del deserto, destinata a fecondare la terra.

Anche quando i maggiori quotidiani economici hanno cominciato a prendere le distanze da Monti, constatando i danni arrecati dall’azione del suo governo, Sechi ne è rimasto uno dei pochi adoratori.

Ma ieri ho letto la notizia che risolve in pieno il caso. Non dovrò pormi più interrogativi, perciò; non dovrò indossare i panni del segugio o dello psicologo.  Ovviamente, prima di crederci sono andato a cercare una eventuale smentita sul Tempo. Nisba. Silenzio. Solo un “Salgo a letto :-) Fate sogni d’oro” su twitter. Allora ho considerato la notizia vera. Eccola, spiattellata su Repubblica:

“Mario Monti ha, infine, annunciato che saranno candidati nelle liste legate al suo nome: il giornalista Mario Sechi, la schermitrice Valentina Vezzali, Alberto Bombassei presidente della Brembo e candidato alla presidenza di Confindustria, Ilaria Borletti, presidente del Fai, Luigi Marino, bolognese, presidente Confcooperative: “Potrei dirne altri, ma lascio un po’ di suspence”, ha aggiunto.”

Non voglio ancora crederci, ma se fosse vero, come sembra, che delusione!

P.S. Rispetto a stanotte, ora su Il Tempo appare l’editoriale di conferma a firma di Mario Sechi. Questo il suo troppo ottimisstico commiato:

Post scriptum: questo è il mio ultimo editoriale su Il Tempo. Ho accettato la proposta di candidatura di Mario Monti per le elezioni politiche. Vado a fare altrove, in un’altra maniera, quello che ho cercato di fare su questo giornale nei tre anni in cui sono stato direttore: aiutare gli italiani a capire la politica e ad apprezzarla per quello che dovrebbe essere, un servizio per il bene del Paese e non un esercizio di potere fine a se stesso. Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato in questi 1046 giorni di lavoro. Ci vediamo presto da un’altra parte.

Invece succederà che di lui non sentiremo più parlare, schiacciato e annichilito dai legacci e lacciuoli della politica. Addio, Sechi. Potevi essere una voce critica intelligente, e ti sei fatto, al contrario, attirare nella trappola che ti silenzierà.


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2 Comments

  1. Commento by Il prete — 10 Gennaio 2013 @ 17:49

    Carissimo Bartolomeo, l’importante e non restare fermi e, soprattutto, non tornare indietro. Pochi sembrano non capire che non possiamo essere tornati al ’94, peccato che a volte queste pagine sembrano soffrire di una ostinata nostalgia. La politica, e spero l’Italia, devono muoversi cercando di andare avanti e, se non avanti, almeno altrove.  

    Un caro saluto.

  2. Commento by libero — 13 Gennaio 2013 @ 23:56

    questo voltagabbana di sechi chi l’avrebbe mai detto che poteva girare le spalle al cavaliere dopo essere stato assunto a il giornale.   ma non andrùà molto lontano, vedrete,la politica lo farà fuori come giornalista e come uomo.

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