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Ottimo l’aperitivo. E ora la festa

21 Marzo 2010

Ieri sera le opposizioni avevano il ghigno amaro. Era a Bersani, piuttosto che a Berlusconi, che digrignavano i denti. Le cose che hanno detto lui e Di Pietro traboccavano di invidia e di bile. Non so se in nottata abbiano avuto bisogno di un calmante per addormentarsi.

I moderati hanno dato dimostrazione di saper tenere la piazza con civiltà e, se all’estero qualcuno   li ha visti, si è potuto rendere conto che l’Italia che conta è ben diversa dai piazzaioli che berciano nelle manifestazioni della sinistra, piene di odio e di insulti.

È stata davvero una festa, come qualche partecipante ha dichiarato, e chi guardava in televisione ha avuto la stessa sensazione.

Si parla di più di un milione di partecipanti, ma le inquadrature dall’alto erano da mozzafiato. Piazza San Giovanni non è bastata e la folla è stata costretta a riversarsi anche negli spazi limitrofi.

Raramente ho visto manifestazioni politiche in cui le riprese erano soprattutto fatte dall’alto. Segno che non c’era nulla da nascondere. Dall’alto si poteva inquadrare la verità sul numero dei moderati che hanno voluto rispondere all’appello di Silvio Berlusconi.

E la verità, al di là delle loro dichiarazioni biliose, ha travolto i poveri Bersani, Di Pietro, Casini, Travaglio, Santoro, l’Anm, il Csm, e compagnia bella. Il risultato del loro assedio nelle settimane scorse è stato un boomerang. Gli assediati sono usciti e hanno sbaragliato il campo. Senza sparare alcun colpo di cannone, senza avvalersi di alleati avidi e intriganti. Ma sorridendo e cantando.

Ora però i moderati sono chiamati a prendere parte alla festa del 29 marzo, quando si conosceranno i risultati delle regionali.

Voglio augurarmi che nessuno di loro si dimentichi che la manifestazione di ieri era solo un aperitivo, un assaggio, ma che la loro vera forza sarà misurata dentro le urne elettorali.

Solo con un risultato positivo, il governo, dopo gli attacchi irresponsabili di questi mesi in cui ha dovuto difendersi dal fango lanciatogli contro dalle opposizioni, potrà mettere mano alle riforme per costruire uno Stato nuovo e migliore.

Mancano tre anni alla fine della legislatura. La maggioranza c’è, la magistratura è tenuta ferma dal legittimo impedimento, che speriamo si converta al più presto in una immunità al capo del governo, sia quello di oggi che quello che domani sarà eletto direttamente dal popolo, le opposizioni arrancano strabiliate dalla forza dei moderati. Ce n’è abbastanza per fare tutte le riforme che servono per sbarazzarsi di una macchina dello Stato da rottamare.


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2 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 21 Marzo 2010 @ 00:21

    Che sia così.

  2. Commento by Ambra Biagioni — 21 Marzo 2010 @ 12:18

    I commenti sul Legno

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