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L’intervista a Piercamillo Davigo

18 Febbraio 2010

Se l’intervista all’ex magistrato del Pool Mani Pulite, Piercamillo Davigo, oggi giudice di Cassazione, riporta le esatte parole da lui pronunciate a Marco Travaglio, abbiamo una chiave importante per capire il perché spesso ci troviamo, nel mare magnum della giustizia, in un vero e proprio guazzabuglio, in cui la navigazione è rigorosamente a vista, e alle peripezie del nocchiero sono affidate le sorti di noi cittadini.

Dice Davigo:

“La corruzione, come la mafia, crea relazioni con altissime capacità di inquinare le prove: basta un’occhiata per indurre qualcuno a raccontare le cose in un modo anziché in un altro e modificare così le ipotesi di reato fino a renderle non penalmente perseguibili, viste le norme farraginose che abbiamo.”

Par di capire che chiunque, ma anche un pm ad esempio, possa indirizzare le deposizioni che riceve.   Mi si dirà: Ma da dove vieni? Dalla Luna? Queste cose le sanno ormai anche i bambini.

È vero, ma sentirsi ripetere la filastrocca da uno che nella magistratura conta qualcosa, non è accadimento di tutti i giorni.

Mi si dirà ancora: Ma tu devi vivere nella foresta come quel giapponese che non sapeva che la guerra era finita.

Ebbene, se vi fa piacere, sono quel giapponese anch’io.

Soltanto che da oggi in poi, se mi permetterò di avanzare una tale ipotesi, potrò suffragarla con le parole autorevoli di Piercamillo Davigo. Insomma, sarà come, in una discussione letteraria, portassi il parere nientemeno che di Alessandro Manzoni.

Anche l’altro giorno (su la Repubblica del 15 febbraio) un altro signore del Pool, Francesco Saverio Borrelli, se ne uscì con un’altra rivelazione: la magistratura supplì nel 1992 ad un vuoto politico.

Detto questo, mi permetto di invitarvi ora a valutare i seguenti due articoli.

Il primo è di Maurizio Belpietro (qui), da cui estraggo:

“Ma se è giusto mettere alla berlina un coordinatore del PdL finito nelle intercettazioni dell’inchiesta di Firenze, viene     da chiedersi perché nessuno si occupi del rovescio della medaglia, ovvero degli aiuti che a sinistra sarebbero stati elargiti ad amici e conoscenti.”

Il secondo è di Ezio Mauro (qui), da cui estraggo:

“Sarebbe bene che il Presidente del Consiglio uscisse dall’imbarazzo del suo silenzio ogni giorno più grave per dire la verità sullo scandalo della Protezione Civile davanti al Parlamento e al Paese, assumendosi una responsabilità politica che a questo punto lo riguarda direttamente insieme con il dominus di Palazzo Chigi, Gianni Letta.”

Nel primo articolo, dunque, sembra confermata la preoccupazione di Davigo. Non si tratta di un’occhiata, è vero, ma l’occhio c’entra lo stesso, perché non gli si fanno vedere certe cose. Belpietro lamenta che, come successe del resto ai tempi di Tangentopoli, in qualche modo nelle indagini di Firenze le implicazioni della sinistra sono mantenute in sordina. Qualche notiziola qua è là esce dal palazzo, ma non fa rumore. Il meglio resta ben chiuso in cassaforte, a conoscenza di pochi intimi.

Il secondo articolo rivela l’obiettivo che anche a queste indagini qualcuno intende assegnare: la colpevolezza di Berlusconi e quindi le sue dimissioni.

E siccome Berlusconi ha indicato che Gianni Letta potrebbe essere il candidato ideale alle prossime elezioni presidenziali, ce n’è anche per lui. Il tiro al piccione nei suoi confronti è appena cominciato.

Berlusconi deve imparare a star zitto. Porta scalogna quando anticipa nomi su candidature eccellenti. Prima è toccato a Guido Bertolaso, ministro in pectore, subirne la iella, ed ora tocca a Gianni Letta.

Se Berlusconi annuncia promozioni, i candidati debbono subito correre all’aeroporto più vicino, imbarcarsi sul primo aereo con rotta internazionale e fuggirsene dall’Italia. Di lì a poco si scatenerà infatti contro di loro un tsunami tale da far impallidire quelli oceanici.

Dunque, è chiaro anche ai ciechi e ai sordi: le indagini avviate dalla procura di Firenze   riguardano la politica in generale, tanto a destra che a sinistra. Però gli inquirenti hanno deciso di dare ad essa, come fu per Tangentopoli, una sola direzione. Quella che deve colpire Silvio Berlusconi.

E gli altri nomi della sinistra, lasciati intravvedere da Belpietro?

Forse verranno dopo. Prima però è urgente mirare al bersaglio grosso. Ci sono le elezioni regionali, che diamine! Se l’attacco al bersaglio grosso avrà successo, sarà bastevole per dimostrare che la forza della magistratura è rimasta intatta, e ancora può provocare lo sfascio dello Stato. Quindi non si tocchi la sua primogenitura.

Altrimenti si farà saltare l’intera santa barbara, e si salvi chi può.

Eugenio Scalfari e Ezio Mauro devono appuntire la penna. Le poche righe di Mauro sono troppo poco, quasi da scansafatiche, di uno ossia che ci crede e non ci crede. Deve impegnarsi di più. Non deve fare lo sparagnino. Perché Berlusconi è un uomo quasi invincibile. Quanto gli ci vuole ancora a capirlo?

Sappia che se Repubblica non ce la farà, si darà fuoco alla santa barbara. Tutti colpevoli! I fascicoli ci sono, basta attenzionarli un po’ di più, metterli sotto gli occhi di chi sappiamo noi.

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“La lettera delle figlie a Bertolaso: “Sei l’orgoglio della tua famiglia”‘. Qui. Annoto: è ciò che avrebbero dovuto scrivere anche i figli di Veronica Lario in difesa del padre infamato in mille modi.

L’editoriale di Maurizio Belpietro. Qui.


Letto 1955 volte.


14 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 18 Febbraio 2010 @ 19:18

    …”Berlusconi deve imparare a star zitto. Porta scalogna quando anticipa nomi su candidature eccellenti. Prima è toccato a Guido Bertolaso, ministro in pectore, subirne la iella, ed ora tocca a Gianni Letta.”

    Non chiamarla scalogna, è anzi la nostra grande fortuna perché fornisce la prova pesecutionis.
    Sta a noi metterlo in rilievo con diligenza per farlo capire a più persone possibile.

  2. Commento by Cesare Pastorino — 21 Febbraio 2010 @ 11:56

    Scrivi: “Se Berlusconi annuncia promozioni, i candidati debbono subito correre all’aeroporto più vicino, imbarcarsi sul primo aereo con rotta internazionale e fuggirsene dall’Italia. Di lì a poco si scatenerà infatti contro di loro un tsunami tale da far impallidire quelli oceanici.”

    Naturalmente poi c’e’ la possibilita’ che Berlusconi sapesse dell’inchiesta in corso prima che venisse pubblicizzata sui giornali.

     

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 21 Febbraio 2010 @ 12:17

    Nel nuovo pezzo postato poco fa cito anch’io quell’articolo.
    Io mi sono limitato a ironizzare. Poi, Cesare,  quando sapremo la verità, tireremo le somme.

  4. Commento by Cesare Pastorino — 21 Febbraio 2010 @ 12:40

    Bene, mi fa piacere sapere che non pensavi davvero le cose che hai scritto.

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 21 Febbraio 2010 @ 12:46

    Io non desidero santificare nessuno. Mai. Come avrai visto, anche Travaglio ha le sue colpe.
    Ce le ha dunque anche un peccatore incallito come Berlusconi.
    Però sulla verità dell’inchiesta di Firenze di strada c’è da farne ancora molta. Non si commetta l’errore di tirare le conclusioni anzitempo. Intanto la sinistra è coinvolta, e viene lasciata a sopire.
    Tempo al tempo, Cesare. Non farti prendere dalla fretta:-)  

  6. Commento by Cesare Pastorino — 21 Febbraio 2010 @ 13:02

    Questa e’ buffa, Bart. Tu scrivi una cosa cosi’…

    “Dunque, è chiaro anche ai ciechi e ai sordi: le indagini avviate dalla procura di Firenze   riguardano la politica in generale, tanto a destra che a sinistra. Però gli inquirenti hanno deciso di dare ad essa, come fu per Tangentopoli, una sola direzione. Quella che deve colpire Silvio Berlusconi.”

    Cioe’ sostanzialmente che c’e’ un colpo di stato in atto. E poi dici a me di non farmi prendere dalla fretta.

     

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 21 Febbraio 2010 @ 13:38

    Mica è fretta quella che dice che ci sono indagini tenute in sottordine (come successe anche nel 1992).
    Non lo dico io, lo hanno detto i giornali nei giorni scorsi.
    Si tratta sempre della solita manfrina, Cesare (e mi dispiace che tu non te ne accorga): far cadere Silvio Berlusconi, eletto per via democratica.
    Se ti par poco…

  8. Commento by Cesare Pastorino — 21 Febbraio 2010 @ 15:54

    Ripeto, tu stai dicendo che e’ in atto un colpo di stato.

  9. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 21 Febbraio 2010 @ 16:08

    Il tentativo di colpo di Stato, se ancora non te ne sei accorto, Cesare, è in atto dal 1992. Berlusconi lo ha evitato nel 1994 vincendo democraticamente le elezioni, e lo sta evitando oggi resistendo agli assalti della magistratura che oggi, visto che affontandolo  direttamente non riescono ad abbatterlo, si indirizzano verso i figli e i collaboratori più vicini.

    Non devi mai dimenticare, Cesare, che Berlusconi governa, perché scelto dalla maggioranza degli italiani.

    Non ti chiedi perché, nello scandalo di Firenze, chi è stato preso di mira, in modo del tutto speciale, è Bertolaso, cui l’onesto Travaglio  ha già mutato il nome prima di qualsiasi sentenza di condanna?
    Gli altri, perfino quelli arrestati (che hanno lavorato anche per la sinistra e in specie perVeltroni) sono tutti passati in secondo piano.
    Mi auguro che anche per Bertolaso il tentativo fallisca, così anche quelli che ancora credono, come te,  che qui in Italia non si sia in presenza di manovre intese a rovesciare il risultato elettorale, si possano ricredere.

  10. Commento by Ambra Biagioni — 21 Febbraio 2010 @ 17:47

    Questo può servire a qualcosa ?

    E questo ?

  11. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 21 Febbraio 2010 @ 18:23

    Eppure, Ambra, si parla quasi esclusivamente della terna Bertolaso-Letta-Berlusconi.

    Ma l’esperienza di Mani Pulite ci ha reso (non tutti, ma molti sì) più attenti. A Firenze probabilmente il verminaio più grosso riguarda la sinistra, e prima o poi esploderà. Anche se D’Avanzo, Mauro, Scalfari e Travaglio faranno finta di non sapere.

    Eppoi quella notizia del magistrato Nicastro, che indaga sullo scandalo Puglia,   acquista le prime pagine dei giornali, e poi che fa? Si candida alle regionali in Puglia, e in quale partito, il Pd?

    Possibile che i magistrati più in vista finiscano tutti nell’area Pd?
    Eppure c’è a chi tutto ciò appare normale.

  12. Commento by Cesare Pastorino — 21 Febbraio 2010 @ 18:59

    Bart, ho letto le tue ricostruzioni nei vari post che hai scritto ultimamente. E’ quanto ripete Berlusconi nei suoi comizi sulle ‘toghe rosse’. Vedi, uno come me che bene o male ha votato a sinistra negli ultimi vent’anni, quando sente questi slogan non sa se ridere o piangere.

    Tu dici: Mani Pulite e’ stato il braccio operativo della sinistra.

    Si’, come no. E’ il motivo per cui Di Pietro e’ amatissimo nel PD. Lo ascoltano, lo vogliono fare loro leader. E nell’ultimo governo Prodi, il ministro della giustizia era Di Pietro. Oh, no, aspetta: era Clemente Mastella. Diavolo di una toga rossa, quel Mastella.

    E come non ricordare la legge sul conflitto d’interessi. Ricorderai, la severissima legge voluta da Fassino, Rutelli e D’Alema. Scritta sotto dettatura della magistratura. Travaglio in quella occasione li ha molto lodati. Altrettanto Nanni Moretti, Micromega e i Girotondi.

    Insomma la cosa comica e’ che magari avra’ ragione Berlusconi e le toghe saranno rosse, rossissime. Ma i dirigenti della sinistra italiana sembrano non averlo capito. A partire dal D’Alema del ’93 che commentava sull’indagine sul PDS milanese, per passare per l’Unipol, la Forleo eccetera. Qualcuno li svegli, questi dirigenti della sinistra italiana, e li informi che i magistrati “stanno lavorando per loro”.

  13. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 21 Febbraio 2010 @ 20:02

    Lo sanno che lavorano per loro, e li premiano anche; saldano il conto ogni volta con un posto in parlamento.
    Cesare, c’è una questione che taglia la testa al toro, e sulla quale devi ragionare.
    Berlusconi è stato eletto democraticamente. Due volte ha perso, a dimostrazione che i suoi governi non hanno mai intaccato la democrazia. Anche per le prossime regionali vedi bene che l’oppossizione ha i suoi begli spazi.

    Dunque, come ti ho già scritto altre volte, io sono sicuro (ripeto sicuro) di vivere in un Paese democratico. E respingo coloro che mi vogliono far intendere che siamo in una dittatura soft.

    Dunque, Berlusconi governa legittimamente ed io sono tenuto a difenderlo, perché difendendo lui difendo la democrazia. A te sembrerà paradossale. A me no. E qui sta la differenza.

    Difesi anche Prodi contro D’Alema, che lo cacciò via senza che  il voto democratico  avesse deciso di mandarlo a sostituire Prodi.

    Ho difeso Marrazzo, quando Bersani lo ha trattato come un cane rognoso, in spregio alle tante battaglie civili della sinistra. Eppure Marrazzo non ha rubato niente.

    Oggi Berlusconi è per me colui che, se manterrà gli impegni, restituirà la democrazia alla volontà popolare con l’elezione diretta del premier.   Ci tengo, e ci spero. Non hai idea che cosa voglia dire per un Paese come l’Italia, dove i partiti e il parlamento (non del popolo, ma dei partiti) hanno fatto il bello e cattivo tempo, infischiandosene della volontà popolare.
    Temevo che con tutti i guai che sta passando Berlusconi non avesse più voglia di battersi per questo obiettivo, e invece ho letto con piacere in questi giorni che resta ancora una delle sue battaglie.
    Qui:
    http://linkati2.files.wordpress.com/2009/10/lo-stato-di-pulizia-20.doc

  14. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 21 Febbraio 2010 @ 20:05

    L’articolo del link è lungo, Cesare. Ti estraggo la parte che interessa:
    «Sarà l’anno delle riforme, partiremo subito con l’elezione diretta del premier e con la riduzione del numero dei parlamentari ».

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