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Per molto meno i Probiviri espulsero il sindaco di Lucca da Forza Italia

13 Luglio 2010

Il sindaco di Lucca Pietro Fazzi si oppose qualche anno fa alla decisione di vendere all’Enel una società municipalizzata ancora oggi funzionante ed in attivo, vendita decisa a Roma contro la sua volontà.
Nacque uno scontro durissimo tra lo stesso sindaco e il presidente del Senato di allora, Marcello Pera.
La conclusione della vicenda fu che la società municipalizzata non fu venduta, ma il sindaco fu immediatamente espulso da Forza Italia, se non ricordo male dallo stesso Sandro Bondi con un attivismo insolito.
Fazzi non aveva fatto che difendere gli interessi della città, e si era opposto alle decisioni di Forza Italia.
Gli accadimenti successivi gli hanno dato ragione.
Oggi si sta pensando addirittura di farlo rientrare nei ranghi, visto il suo valore.

Mi domando come mai non si faccia altrettanto con Fini e compagni, che si stanno comportando assai peggio di Fazzi, dalla cui parte, peraltro, mi schierai.
A presiedere Forza Italia c’era Berlusconi, come c’è oggi a presiedere il Pdl.
Sono cambiati i tempi?
Si ha paura di Fini?
E perché mai?
Le regole sono regole e devono valere per tutti.

Ora veniamo alle dichiarazioni di Veltroni (qui): «Qualcuno ha usato la mafia per creare una nuova stabilizzazione, per evitare che le forze democratiche e progressiste governassero questo Paese ».

E subito dopo:   «Non voglio stabilire nessuna relazione diretta, non voglio fare alcuna forzatura propagandistica, ma le stragi cominciarono nel ’93 con il governo Ciampi e finirono nel ’94 quando si aprì una nuova stagione politica ».

Dopo Ciampi, che non fece niente per far luce quando poteva farlo e solo ora si permette dichiarazioni un po’ troppo disinvolte e sibilline, ecco che arriva Veltroni che gli tiene bordone.

Domando a Ciampi e a Veltroni: Quale fu la nuova stagione politica che si aprì nel 1994? Non certo quella di Berlusconi, che durò lo spazio di un mattino. La nuova stagione politica che si aprì vide protagonista il governo Dini appoggiato dalla sinistra e da Scalfaro. A Dini poi, nel 1995, seguì il governo Prodi. Berlusconi tornò al governo nel 2001.

Ergo: le stragi finirono non perché al governo andò il centrodestra, che cadde prima del Natale 1994, bensì perché al governo andarono uomini della sinistra. Questi sono i fatti, se vogliamo proseguire il ragionamento di Veltroni.

Si lasci stare quindi il breve governo Berlusconi che se fosse stato appoggiato dai poteri forti col cavolo che cadeva in pochi mesi! Ma Veltroni e Ciampi pensano che ancora qualcuno possa credere alle loro panzane?

Resta invece provato dai fatti che con l’operazione Mani Pulite furono bruciati tutti i partiti dell’arco costituzionale, meno uno, il Pds (oggi Pd).
Non mancherà molto che a queste panzane risponderà la Storia.

Invece sono d’accordo con Veltroni quando dichiara: «nessuno mi convincerà mai che Provenzano e Riina sono i veri capi della mafia. Sono i bracci operativi, ma un’associazione criminale che ha un giro di affari di 130 miliardi all’anno vuol dire che in essa ci lavorano persone che stanno nell’alta finanza e nella grande industria e non è diretta da chi sta in campagna e manda pizzini ».

Lo sostengo da più tempo di lui.


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1 commento

  1. Commento by Ambra Biagioni — 13 Luglio 2010 @ 11:24

    Dal Legno

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Bart