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Perché Fini non può scaricare sul cognato. Napolitano come Scalfaro?

13 Agosto 2010

Stiamo a quanto dichiarato da Fini, ossia che egli ha autorizzato l’operazione fidandosi in pratica del cognato, per cui se qualcosa di malsano è stato compiuto, Fini era in buona fede.
In buona fede in questa operazione credo che non ci sia nessuno, meno che mai Fini. Perché?

Perché ha avuto sfortuna. Quella operazione è stata firmata, su sua procura generale, da Francesco Pontone. Descritto da Donna Assunta come un galantuomo.

Domandiamoci se sia possibile che Pontone, che oggi si scopre molto bravo nel condurre affari (qui), abbia potuto condurre l’operazione sotto la regia di Giancarlo Turriani.

Quella telefonata in cui Fini rimprovera al cognato: Che cosa mi hai combinato? non può essere credibile. Ossia, non può essere che Pontone non lo abbia messo al corrente di ciò che stava intrallazzando Giancarlo Tulliani. Ammettiamo che sia accaduto così: Fini telefona a Pontone e gli dice: Guarda, mio cognato ha un compratore per la casa di Montecarlo. Lo mando da te, e vedi di concludere l’affare. Di mio cognato puoi fidarti.

Pontone riceve Tulliani, il quale propone l’affare: Il compratore offre 300 mila euro.
Pontone ascolta. Poi domanda: Chi è il compratore? Risposta: è una società off-shore perché il compratore vuole mantenere l’anonimato.

Pontone, oculato e avveduto amministratore, chiede scusa a Tulliani e si apparta per fare una telefonata a Fini.
Che c’è? domanda il presidente della Camera. Quel tuo parente, risponde Pontone, propone una cifra ridicola, 300 mila euro. Quella casa ne vale almeno cinque volte tante. E poi c’è di mezzo una società off-shore che ha la sua sede nei paradisi fiscali. Una faccenda poco pulita. Direi di non farne nulla. A vendere a questa cifra e a quella società ci potremmo mettere nei guai.
A questo punto Fini s’impone e ordina di procedere alla vendita.

Dalle distanze che sta prendendo Pontone da questa operazione possiamo pensare che suppergiù le cose siano andate in questo modo.
A meno che non sia stato direttamente Fini a condurre l’intera operazione. Questa seconda ipotesi sarebbe certamente ancora più grave, ma grave è anche la prima ipotesi, giacché, se Pontone, come credo, ha espresso le sue perplessità molto fondate, l’imposizione di Fini equivale alla sua partecipazione diretta.

Posso anche sbagliare, ma mi sa tanto che Fini ci ha propinato un bel mucchio di bugie. Tenta di scaricare sul cognato, ma ci sono di mezzo le pesanti parole di Pontone a mettergli i bastoni tra le ruote: Chiedete a Fini. Ho solo eseguito un suo ordine. Questa è la sostanza della sua breve dichiarazione di qualche giorno fa. Di bastoni, Fini ne ha messi tanti a Berlusconi. Ma a lui ne è bastato uno, il bastone di Pontone per metterlo Ko.

Scrissi che mi affido a Donna Assunta Almirante per scoprire la verità. Una chiave importante è il tesoriere Pontone, reputato un ottimo uomo d’affari e finito a combinare una svendita clamorosa. Pontone ha vissuto la sua vita sotto l’usbergo e la stima di Almirante. Non credo che se Donna Assunta, che ha scaricato Fini perentoriamente, gli consiglierà di parlare, egli si tirerà indietro.

Intanto Napolitano rompe il silenzio con un’intervista all’Unità e mostra di voler coprire Fini (ce ne accerteremo meglio leggendo l’intervista integrale). Cosa assolutamente grave ed inaccettabile. Una parzialità scandalosa, se fosse così. Dalle anticipazioni del Corriere della Sera, si legge:

“Quanto a Fini, Napolitano ha parlato, spiega la De Gregorio, di «campagna gravemente destabilizzante », mentre sul voto anticipato il capo dello Stato ha ricordato che le sue responsabilità entrerebbero in gioco solo se la maggioranza risultasse dissolta in Parlamento e se, dunque, si aprisse una crisi.”

Come fa Napolitano a dire che si tratta di una campagna destabilizzante? Non si rende conto di ciò che ha fatto Fini approfittando della sua carica istituzionale? Non ha letto nulla sulle raccomandazioni Rai? Non ha capito bene cosa è successo in quel di Montecarlo?
La destabilizzazione delle Istituzioni grava anche su di lui, eccome, se finge di essere cieco e sordo.

Abbiamo sempre sospettato che ci fosse una sorta di intesa con Fini per mandare a casa il governo eletto dal popolo italiano. Ora siamo alla prova dei fatti. Le malefatte di Fini sono lì, concrete, ineccepibili. Si provi lei a spiegarci le ragioni grazie alle quali si sente di assolverlo. Ce le spieghi, perché noi non riusciamo a trovarle. Fini non può ricoprire quella carica perché ne fa un deplorevole abuso. Se anche lei, al vertice dello Stato, giustifica Fini vuol dire che l’Italia è perduta. Altro che festeggiare i 150 dall’unità!

Caro Presidente, non ci faccia vergognare del nostro Paese. Sospettare, oltre che di Fini, anche di lei, significherebbe condannare l’Italia ad un marciume perpetuo.

E poi, veda di non trovare scuse. Di che vuoto politico parla? Preferisce il governicchio, che sarebbe punito dai mercati? Se il suo carissimo Fini si mette in mezzo e non fa governare, vuole mandare al governo chi mette i bastoni tra le ruote? È dunque d’accordo con Fini? È questo il modo corretto di ragionare, o non è più giusto dare di nuovo la parola agli elettori, perché siano essi a decidere, con il loro voto, chi ha sbagliato e chi è ancora degno di fiducia? Con quale pretesa lei si arroga il diritto di sostituire il Palazzo al popolo? Si giustifica con le norme della vecchia Costituzione? Non sa che c’è una Costituzione di fatto, grazie alla quale gli elettori hanno scelto la coalizione ed il premier che devono governarlo? Intende riproporci lo scandaloso ribaltone di Scalfaro? È questo il fiore all’occhiello del suo mandato? Assolvere Fini e ribaltare il risultato elettorale? Se questi sono i suoi propositi, Dio ce ne scampi e liberi. Credevamo che il Napolitano che aveva approvato l’invasione dell’Ungheria, si fosse convertito al metodo democratico. Invece ora ne dubitiamo. Visto che il popolo per Napolitano sembra non contare nulla. Napolitano come Scalfaro. Sarebbe una fine ingloriosa. Staremo a vedere, sperando di esserci sbagliati.

Da registrare, inoltre, le stupidaggini di Luca Cordero di Montezemolo, a cui i dati economici che ci riguardano deve averglieli dati l’usciere della Ferrari. Le ha dette al momento giusto. Ha atteso il rientro di Napolitano quasi per offrirgli una sponda. Ci pensate: lui in politica? Venga pure e ci farà sbellicare dalle risate. Purtroppo. Che cosa ha saputo mai combinare nella sua vita? Mi pare assai poco. È vissuto sotto la luce di altri riflettori.

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8 Comments

  1. Commento by gianniguelfi — 13 Agosto 2010 @ 12:36

    Caro Di Bartolomeo, chi deve finalmente convertirsi alla democrazia siete voi fans di un plurinquisito. Con la cosiddetta costituzione di fatto potete farci le frittelle se vi pare, perché di costituzione ce n’ è una sola ed essa impedisce, ripeto IMPEDISCE a Napolitano (cosi come lo impedi a Scalfaro) di sciogliere il parlamento se quello non vuol essere sciolto perché al suo interno si è formata un’ altra maggioranza. Ora le dirò una cosa che lei ignora, egregio: ad essere veramente sovrano è il parlamento, non il popolo. La sovranità del popolo è limitata dalla costituzione (art.1).

    PRIMA viene la legge, in questo caso la costituzione. Solo DOPO il volere della maggioranza relativa (quindi una minoranza, in realtà) del popolo. Se lo scriva sui polsini della camicia, non è mai troppo tardi per impararlo.

    saluti

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 13 Agosto 2010 @ 14:42

    Quando uno sostiene che il Parlamento è superiore al popolo (che lo elegge) significa che è un analfabeta di democrazia. Se lo scriva sui polsini. Nessuno può essere superiore al popolo, nemmeno il Parlamento. Ecco perché la Costituzione va riformata. Il mio cognome è Di Monaco ( Di Monaco Bartolomeo).

  3. Commento by gianniguelfi — 13 Agosto 2010 @ 16:26

    Mi perdoni l’ errore non voluto sul cognome, signor Di Monaco.

    Non ho detto che il parlamento è superiore al popolo, ma che è sovrano. Purché si attenga alla costituzione vigente, e non quella immaginaria di Berlusconi, nulla e nessuno può imporgli alcunché. Nemmeno una supposta volontà del popolo, per di più desunta da dei sondaggi. Cosi funziona in tutte le democrazie del mondo, dove il potere della legge (RULE OF LAW) viene prima della volontà del popolo. La vostra ricetta invece trasformerebbe l’ Italia in una repubblichetta sudamericana. E poi sbaglio o nel 2006, non cent’ anni fa, il popolo ha già bocciato un referendum inteso a cambiare la costituzione nel senso voluto da Berlusconi? Quel pronunciamento del popolo non conta più?

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 13 Agosto 2010 @ 17:59

    Non ricordo che ci fosse l’elezione diretta del premier. Con la legge elettorale e la nascita del bipartitismo da essa previsto, c’è una Costituzione di fatto, di cui non si può non tenere conto. C’è un dibattito in corso da quando Scalfaro fece il ribaltone. Formalmente i ribaltoni si possono fare, ma nella sostanza, visto che sono gli elettori ad eleggere maggioranza e premier, essi vanno contro la volontà popolare.

    Io sono d’accordo con questa seconda dottrina. Per questo voglio che sia modificata la Costituzione. Sono perché il popolo elegga direttamente (come sta avvenendo dalle ultime elezioni) maggioranza e premier.

    Non è immaginabile che con il governicchio, chi ha vinto l’elezioni (Pdl e Lega Nord) vada all’opposizione. E’ democrazia, questa? Non lo è.

  5. Commento by gianniguelfi — 13 Agosto 2010 @ 19:30

    Alle ultime elezioni il popolo ha solo eletto la maggioranza. Crede di aver eletto il premier, perché cosi racconta sempre Berlusconi, ma noi sappiamo bene che non è cosi. Fosse stato eletto direttamente, non avrebbe avuto bisogno di chiedere la fiducia alle camere ma sarebbe diventato subito operativo il giorno dopo le elezioni. Come avviene in Inghilterra. Posso anche essere d’ accordo sull’ elezione diretta, ma finché la costituzione non la prevede è inutile far finta che ci sia appellandosi a una immaginaria costituzione formale.

     

    Sul governicchio. Non è detto che, caduto Berlusconi, in parlamento nasca un’ altra maggioranza. Ma la costituzione vigente impone al PdR di sincerarsene affidando un incarico esplorativo alla Seconda carica dello Stato (quindi non Fini, stia tranquillo), come fece con Marini dopo la caduta di Prodi. Solo dopo un eventuale fallimento di Schifani, ipotizzando sempre la caduta di Berlusconi, il PdR potrà sciogliere il parlamento, non prima. E’ cosi che funzionano le cose. E non è detto che PDL e Lega non possano far parte dell’ eventuale nuova maggioranza, una volta stabilito che essa avrà il compito di A) Tranquilizzare i mercati continuando col risanamento dei conti B) Cambiare la legge elettorale reintroducendo almeno le preferenze.

    Tornare subito alle urne senza aver fatto almeno un tentativo di salvare la legislatura solo per la brama di vendicarsi di Fini, è da irresponsabili. Non vedo perché il Paese intero debba pagare il conto dei litigi tra i due cofondatori del PDL.

    saluti

     

     

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 13 Agosto 2010 @ 20:06

    Ripeto, lo stesso Napolitano chiamò Berlusconi per formare il governo, sulla basse del fatto che la coalizione aveva indicato lui come leader. Lo dichiarò esplicitamente (in uno dei miei articoli del passato cito l’esatta frase. Non ho tempo di cercarla, perché sto facendo le valigie per una vacanza a partire da domani). C’è una Costituzione di fatto operante. La vecchia Costituzione andava adeguata, ma ora, per far fuori Berlusconi, si vuole buttare a mare tutto, e tornare al proporzionale.  Uno schifo!

    Se c’è una crisi, certo che Napolitano non può ordinare le elezioni automaticamente. Nel giro però di pochi giorni (2 o 3) deve solo verificare se ci sia la possibilità di ricostituire la maggioranza uscita dal voto. Se ciò è impossibile, non può far governare chi ha perso le elezioni, e mettere chi le ha vinte all’oppossizione. Si deve dare a quel punto di nuovo la parola agli elentari. Questa è la vera democrazia. Il resto sono manovre di palazzo.

    Elementare, guelfi.

  7. Commento by gianniguelfi — 13 Agosto 2010 @ 23:30

    Appunto, Napolitano “chiamò” Berlusconi… Se Berlusconi fosse starto eletto direttamente, quel passaggio non ci sarebbe stato. E nemmeno la suc cessiva richiesta di fiducia alle Camere. Quindi Berlusconi la smetta di dire che è stato eletto direttamente dal popolo, perché non è vero.

    Anche sul secondo punto vedo che inizia a darmi ragione. Se cade il governo, qualsiasi governo, non c’ è scritto da alcuna parte che si debba andare subito alle elezioni. E mi pare ovvio che nel caso si formasse una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne, non potrà che dar vita a un governo di tecnici. E l’ appoggio datole dai partiti sconfiti alle elezioni, non potrà essere che un appoggio esterno. Esattamente la cosa che si fece col governo Dini, sostenuto anche dalla sinistra ma con soli ministri tecnici.

    Infine le faccio notare che il proporzionale lo abbiamo già. Infatti abbiamo le circoscrizioni elettorali e non più i collegi uninominali come nel 1994,1996,2001,2006   Il porcellum è un sistema proporzionale con premio di maggioranza.

    Buone vacanze

  8. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 15 Agosto 2010 @ 07:44

    Guelfi, ´ee ha risposto Schifani, ben piu ´autorevole di me. Nei prossimi giorni non so se potro ´rispondere. Sono all ´estero e sto utilizzando il pc dell ´albelgo, che non so se trovero ´ nei prossimi giri.

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