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Può il presidente della Camera continuare a tacere?

3 Agosto 2010

No, non può. Fini commette un deplorevole errore se affida le sue ragioni ai tempi lunghi della magistratura. Come terza carica dello Stato non gli è consentito procrastinare i chiarimenti necessari su di un affaire che riguarda il suo ex partito di cui è stato il presidente.

Stamani Il Giornale pubblica documenti ancora più inquietanti che fanno nascere il sospetto che Fini non poteva non sapere:

“Ma il Giornale è riuscito a scardinare il segreto monegasco e a visionare il contratto di compravendita, ed è dunque in grado di dimostrare come quella casa sia stata ceduta direttamente da Alleanza nazionale a una finanziaria off-shore con sede a Saint Lucia, paradiso fiscale caraibico, nella lista grigia dell’Ocse come Paese a rischio riciclaggio, per una cifra di molto inferiore al suo valore di mercato. Quella del perché la casa sia stata alienata a un tale prezzo di favore è una delle tantissime domande alle quali potranno dare una risposta solo Fini e i suoi, che tacciono.”

Ci sono anche forti dubbi che le società create nei paradisi fiscali siano state costituite appositamente per l’operazione di compravendita, con violazioni di legge grosse come una montagna.

Nel contratto rintracciato da Libero (articolo di Franco Bechis del 3 agosto 2010), la vendita è stata fatta alla modica cifra di euro 322.980,24, mentre in bilancio la casa era registrata sempre per una modesta cifra di euro 255.325,24. La cifra di  euro 67.445 rappresenta perciò la plusvalenza.

Inoltre, nonostante le ripetute richieste, non si è riusciti a conoscere ancora, pur essendosi rivolti all’inquilino Giancarlo Tulliani, cognato di Fini, l’ammontare dell’affitto per un appartamento sito nel cuore di Montecarlo.
Il silenzio induce a sospettare che si tratti di un affitto di favore, in considerazione probabilmente della parentela, del tipo di quelli che crearono lo scandalo di Affittopoli.
Credo che prima o poi anche questo dato uscirà fuori e sapremo la verità. Nasconderla a lungo non è possibile. Ci si domanda anche se Fini non ne sia a conoscenza, o non ne sia a conoscenza, ad esempio, la sua compagna.

Franco Bechis scrive ancora:  

“Il lascito era stato fatto alla persona di Gianfranco Fini in qualità di presidente nazionale di An e quindi la gestione del patrimonio veniva rendicontata a lui e ogni cessione è stata espressamente autorizzata (anche per firma) da lui.”

“Negli ultimi cinque anni oltre alla vendita della casa di Montecarlo An ha ceduto dell’eredità Colleoni, sempre con l’autorizzazione di Fini, due terreni a Monterotondo.”

Già queste prime cose raccolte da Il Giornale e da Libero appaiono più che sufficienti a scuotere la sensibilità della terza carica dello Stato e a fargli avvertire il dovere di dimostrare subito la sua estraneità, diretta o indiretta, alla vicenda. Ma Fini indugia.

Frattini stamani lo ha detto chiaramente:

“«Si tratta di un fatto che scaturisce da giornalismo di inchiesta e questo merita delle risposte. Non si può semplicemente dire “risponderò in sede legale”. Qui non siamo davanti ad una intercettazione ma a un fatto alla luce del sole, come quando l’Espresso fece l’inchiesta sui centri di Lampedusa. In quel caso il ministro dell’Interno dovette dare spiegazioni ».”

E Frattini non è un cittadino qualunque, ma un ministro della nostra Repubblica.
Tace solo Napolitano, che dovrebbe essere il garante delle Istituzioni. Ma per quanto ancora questa specie di copertura potrà andare avanti?

Credo che l’indagine de Il Giornale arriverà a fare chiarezza anche sulle ragioni della nascita delle due società off-shore, costituite, sembra, appena 40 giorni prima dell’atto di compravendita.

Scrive ancora Il Giornale:

“Ma non tutti i misteri sono chiariti. C’è la cifra che An avrebbe iscritto a bilancio proprio per la cessione di un immobile ereditato da Anna Maria Colleoni, e che secondo quanto ipotizzato da Libero è proprio l’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte, 14: 67mila euro. Oltre a essere risibile, non corrisponderebbe alla già bassissima quotazione che risulta dall’atto. E poi c’è il giallo di queste società off-shore create ad hoc, sarà la coincidenza, per l’operazione (entrambe «nascono » a maggio del 2008, le due compravendite sono di luglio e ottobre), in che modo An le ha individuate come potenziali acquirenti? E come mai proprio il «cognato » dell’ex leader di An ha finito per affittare quell’appartamento? Anziché tacere (e querelare) perché Gianfranco Fini non ci aiuta a dare una spiegazione ai lettori? E già che c’è, sul piano della legalità senza se e senza ma, può dirci se reputa normale questo giro di Monopoli nei paradisi fiscali?”

Fini, paladino della legalità, della moralità e della trasparenza, insieme con i suoi di Futuro e Libertà per l’Italia (che tacciono pure loro: bel futuro che ci stanno preparando!), deve dimostrare di credere davvero a questi valori. Quindi parli. O è così tracotante e superbo da sfidare gli italiani, che vogliono conoscere la verità?  
Subito, e non quando farà comodo alla magistratura.
Se continuerà a tacere, avrà davanti a sé una sola strada: le dimissioni.

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Rassegna stampa del 3 agosto 2010.

“Maroni: “Se il governo sarà sfiduciato? Al voto”. Qui. Da cui estraggo:

“”Senza la Lega non si va da nessuna parte” è il ragionamento del ministro leghista. “Anche perché al Senato un qualsiasi altro governo non potrebbe mai prendere la fiducia. Allora? È inutile fare ragionamenti tortuosi. Se il governo viene sfiduciato, il presidente del Consiglio va al Quirinale a dimettersi. Il Capo dello Stato affida un incarico per la verifica di rito e il verificatore accerterà che non c’è una maggioranza in parlamento. E la strada delle urne è aperta”. Se invece, hanno chiesto i cronisti, si dovesse trovare una maggioranza diversa in parlamento? “Non esiste una maggioranza diversa da quella che hanno voluto gli elettori. È irrealizzabile. Poteva accedere nella prima Repubblica. Oggi, no. Non c’ è spazio per giochi di questo genere. Senza la Lega non si va da nessuna parte. E se sfiduciano il governo si va soltanto da una parte: alle urne”.”

“Fini: Caliendo, mozione strumentale”. Qui.

“Gli avvocati della Tulliani. “Soldi vinti all’Enalotto”. Qui.

“Caliendo, finiani e centristi: “Ci asteniamo”. Fini: “I membri del governo votino contro”. Qui. Da cui estraggo:

“La posizione di Fini. In serata, in una cena con i suoi nella sede di Farefuturo, il presidente della Camera conferma la linea dell’astensione per i gruppi di Futuro e Libertà, ma chiarisce che i componenti del governo potranno votare contro la mozione di sfiducia a Caliendo. “Non riuscirei a capire come un membro del governo – dice Fini, stando a quanto trapelato – possa dare un voto difforme da quello del governo di cui fa parte. Gli altri si astengano, chi è al governo voti contro”.”

“Ancora più duro il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, che boccia senza appello Fini: “C’è un momento nella vita istituzionale in cui bisogna assumersi delle responsabilità. Chi non lo fa è un quaquaraquà che evidentemente pensa più alla propria poltrona”.”

“2 case e 2 misure per il giornalismo” di Fabrizio d’Esposito. Qui.


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Bart