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Musica: “Qualcosa di grande”, ode semiseria a Cesare Cremonini

3 Luglio 2009

di cletus

Ho finito da poco di vedere l’intervista di Cesare Cremonini, da Piroso su la 7.  
Piroso, conduttore su La7 di un programma che si chiama Niente di personale, è talmente fan di Cremonini, da aver inserito uno dei suoi ultimi brani (“Figlio di un re”) come video sigla del suo programma.
(per chi volesse, qui, su youtube si può vedere:
http://www.youtube.com/watch?v=pc2O70-tG8w  )

Cesare Cremonini ha tutta la mia ammirazione.
Ha saputo inserire nelle sue canzoni, la poesia. Non so quanto consapevolmente, ma alcuni suoi versi rappresentano, per vividezza, per universalità, per capacità di “fotografare” l’attimo, un qualcosa di attuale, visto con gli occhi di un ragazzo nemmeno trentenne.

Memorabile la citazione di Senna che non corre più, in una canzone d’amore finito (Marmellata 25), fra le tante belle che ci ha regalato, quella che preferisco, per densità, per lirismo, per quell’insieme di visione onirica (e inevitabile metatesto che la sottende) è questa sua Amami (quand’è il momento), pubblicata sul cd Maggese, uscito nel 2005.
Questo è il testo:

Chiamami fra un pò di tempo
magari sto meglio.
Considera bene il momento,
magari ti dico magari per fare un esempio!
magari ti dico magari per fare un esempio!
Chiamami quando l’inverno finisce sul serio
ora mi sembra un pò presto,
magari ti dico magari per fare un esempio!
Magari ti dico magari mi chiami e non sento!
Chiamami solo se hai tempo,
di fretta non ne ho più bisogno.
Chiamami quando mi sveglio magari rispondo!
Amami quando è il momento, la nave che aspetti è nel porto!
E’ carica del tuo ricordo
ma il suo capitano mi ha detto di dirti che è morto…
Ma so che aspetta nascosto
e disegna il tuo volto!
Il tuo volto!
E allora chiamami quando mi sveglio,
magari sto meglio!
E dammelo tu il buon esempio,
magari ti dico magari per fare un esempio!
magari ti dico magari facendo silenzio!
Silenzio!
Chiamami solo se hai tempo,
di fretta non ne ho più bisogno.
Chiamami quando mi sveglio magari rispondo!
Amami quando è il momento, la nave che aspetti è nel porto!
E’ carica del tuo ricordo
ma il suo capitano mi ha detto di dirti che è morto…
Ma so che aspetta nascosto
e disegna il tuo volto!
Il tuo volto!

Il modo col quale ricordiamo o meno certe canzoni, e strettamente individuale. Poche altre cose, come le canzoni, hanno il potere di evocare, al loro semplice ri-ascolto, le circostanze nelle quali l’abbiamo sentite la prima volta, uno stato emotivo davanti alle inevitabili faccende della vita, a volte forse solo uno sguardo, intravisto di sfuggita, magari su una banchina di un treno, in un autogrill, oppure fermi, per strada, ad un semaforo.
Ecco quindi, che la prolifica scuola italiana, ha dato un altro frutto. Dalla dotta Bologna, con quell’aria dimessa, e un po’ furba, leggermente romantica che assume chi spende le proprie serate sotto i portici, in atmosfere conviviali, cosi come in rigorosa solitudine, escono gli echi, i toni di una maniera delicata, di un occhio gentile sulla vita di tutti i giorni, fatta di incontri, scontri, momenti felici ed altri meno. Un grazie, a quest’artista, che rappresenta, per l’asciuttezza dei suoi testi, per la grazia nel porgerli, sorretti da melodie interessanti una voce inedita e assolutamente fresca nell’ingessato panorama musicale italiano.

Cesare Cremonini, sarà in libreria fra poco, per i tipi Rizzoli con il suo primo romanzo “LE ALI SOTTO I PIEDI” .

Qui, su wikipedia, un profilo approfondito.


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1 commento

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 5 Luglio 2009 @ 17:28

    Molte canzoni hanno segnato i vari momenti della nostra vita. Canzoni e momenti che riportiamo nella memoria ed ai quali non di rado ci rifacciamo. Delle canzoni ricordiamo il tema musicale, ma spesso anche il testo, se è significativo. Io apprezzo moltissimo quelle canzoni, che, oltre alla bellezza delle loro note, propongono testi di vera poesia. Cremonini è un autore, che sa essere, come giustamente e sapientemente scrive cletus, anche poeta, come, del resto, grandissimi, in tal senso, risultano, a mio avviso, tra gli altri, Battiato e Paolo Conte
    Gian Gabriele Benedetti

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