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Ricorrere come cittadini alla Corte di giustizia europea

7 Ottobre 2013

Stamani in un suo articolo, apparso su LsBlog, Barbara Di Salvo, a corredo delle sacrosante critiche espresse nei confronti dello sgangherato e manipolato sistema giustizia, aggiunge l’idea di un ricorso collettivo onde denunciare le continue violazioni che la magistratura italiana commette nei confronti dei cittadini.
Nel caso specifico, l’espropriazione del diritto di voto mediante la persecuzione e infine l’arresto del leader di quasi dieci milioni di essi.

Non so se la cosa sia possibile, ma se lo fosse, sono certo che molti cittadini metterebbero la loro firma in calce all’esposto, trattandosi né più né meno che della verità.
È da tanto che lamentiamo e protestiamo per questa usurpazione che non riesce a trovare nelle corrotte istituzioni un argine, e che sempre più dilaga.

L’essere, la magistratura, riuscita ad eliminare dalla scena politica il più forte tra gli oppositori del sistema autoritario, e l’averlo fatto trovando non solo l’accoglienza entusiasta e servile dei gerarchi del potere, ma allungando le sue mani anche tra le schiere dello stesso partito di cui il condannato è tuttora il leader riconosciuto, aprendo una pericolosa ferita, dimostra quanto il ruolo dei partiti e del parlamento sia ormai ridotto al lumicino.

Dire che siamo in una democrazia parlamentare, oggi è dire una palese menzogna. Non è molto tempo che si dava a Berlusconi (con una falsità oggi provata) l’epiteto di dittatore, e molti che avevano affittato la propria intelligenza ad altri affinché la manipolassero e la plagiassero, ci hanno creduto.

Oggi è sotto gli occhi di tutti che durante il ventennio berlusconiano, non solo i governi si sono alternati, ma la loro durata è stata pressoché paritaria, con una differenza di appena 83 giorni a favore del centrodestra.

Quando siamo in dittatura, è noto, i governi non si alternano con l’opposizione, ma si tengono ben stretti nelle fauci del potere. Poi succede che perfino il leader insultato con l’epiteto di dittatore, dopo avere subito varie sconfitte nel segno del confronto democratico, viene perfino condannato senza prove, tanto è “forte” la sua dittatura.
Chi crede ancora agli slogan della sinistra, ha la prova che il ventennio berlusconiano tutto è stato fuorché una dittatura.
Di cos’altro c’è bisogno per aprire gli occhi?

La dittatura che ormai sta assumendo le sue tipiche forme censorie e limitatrici della libertà (condanne a Belpietro, a Sallusti, a Berlusconi, emarginazione di Ostellino) è ben altra, ossia quella che marcia a forma di ariete attraverso tutto il Paese, saccheggiando ogni residuo di libertà e di democrazia. Tale potere ha precisato i suoi connotati a mano a mano che venivano abbattuti gli ostacoli più importanti e si profilava all’orizzonte la vittoria. Non più nascosta nei gangli delle istituzioni, essa ha gettato la maschera e con tracotanza si è palesata come asse tra il Pd e la magistratura di analogo orientamento politico, quella che Berlusconi ha chiamato giustamente la magistratura delle toghe rosse, la quale, pur in minoranza, è riuscita ad intimorire tutto il resto, piegando ai loro diktat l’Unicost e altri sindacati moderati all’interno dell’Anm.

Attenzione dunque: l’avanzata ora procede speditamente. L’avversario più ostico e temibile è stato gravemente ferito. Il suo stato maggiore è stato praticamente ridotto a più miti consigli, se non assoldato.
Si vorrebbe fare del Pdl un’appendice del Pd, e anche se ieri Alfano ha risposto picche, non è garantita la sua capacità di resistere; e non ci vorrà molto tempo per assistere alla fagocitazione da parte del Pd dei traditori che si sono svelati degli opportunisti e dei tremebondi.

Siamo messi male. Come moderati rischiamo di restare prigionieri dei nostri vizi, tra i quali prevalgono la paura e la tendenza alla remissione e alla assuefazione.
Debolezze note a chi marcia avanzando con un armamentario di prima scelta.

Se i moderati staranno fermi, presto saranno trasformati nei servi della gleba. Il loro partito, l’attuale Pdl, con il passare dei giorni, rischierà di finire in mano a coloro che si sono gettati nei momenti difficili nelle braccia di Enrico Letta e dunque del Pd, palesando la loro autentica vocazione (si pensi soltanto alla estromissione dal governo della berlusconiana Biancofiore senza che gli altri ministri del Pdl, pur essi dimissionari, quindi rientrati ed accolti, abbiano mosso un dito). Poi, con un improvviso ripensamento, sono tornati indietro con l’ambizione di, anziché fuggire, impadronirsi dell’intero partito. Al Pd sarebbe andata meglio se avessero formato subito i due gruppi autonomi al senato e alla camera, ma ovviamente il bottino che i traditori potrebbero portare nella capace cassaforte del Pd sarebbe assai più consistente.
L’operazione dei trasfughi-traditori ha come motto la parola: epurazione. Ossia essi intendono emarginare coloro che più tenacemente hanno difeso le ragioni del loro leader,  considerati, dunque, di ostacolo all’operazione di avvicinamento al Pd.

Capirete che l’asse Pd-magistratura rossa, una volta vistasi rifiutata l’idea di formare subito i due gruppi autonomi dei transfughi (e traditori), sta seguendo l’epurazione in corso con particolare attenzione e partecipazione.
È di ieri la dichiarazione soddisfatta di Enrico Letta, secondo il quale (e secondo il suo partito, il Pd) il ventennio berlusconiano si è concluso e nel Pdl ha vinto Alfano. La vittoria di Alfano, dunque, coinciderebbe e sarebbe contigua alla avanzata dell’asse dittatoriale, in certo qual modo fascio-comunista.

Un saccheggio di questa portata era inimmaginabile, e ciò fa pensare quanto la presenza di Berlusconi facesse argine a questa alluvione autoritaria.
La massa d’acqua che si muove è enorme, biblica, e le armi che ancora i moderati possiedono vanno riducendosi e trasformandosi in argilla.

Caduto ed isolato Berlusconi (l’ambizione degli Alfano e compagni, è quella di privarlo degli ultimi fedelissimi. Fatta già fuori la Biancofiore, ora è il turno di Santanchè, Brunetta, Verdini, Sallusti, ed altri comprimari scomodi), che cosa resta da fare ai moderati?

Ecco che l’idea trovata stamani su LsBlog nell’articolo di Barbara Di Salvo, potrebbe essere una specie di sortita per chiedere rinforzi.
Si affianchi, dunque – ove possibile – il ricorso di Berlusconi contro l’aberrante sentenza Esposito, con una denuncia alla stessa Corte presentata dai milioni di moderati che si sentono privati del loro diritto di voto, e destinati a diventare succubi di un regime totalitario.


Letto 2031 volte.


6 Comments

  1. Commento by Giuseppe — 7 Ottobre 2013 @ 18:20

    L’idea sembra buona, ma dubito che potrà avere efficacia, come non ne avrà il ricorso di Berlusconi, se è vero che presso la Corte lavora come magistrato la figlia di Esposito. Forse non sarà lei a decidere, ma ormai bisogna sospettare di tutto e di tutti.

  2. Commento by Emanuele Vinci — 8 Ottobre 2013 @ 12:02

    L’idea mi sembra buona. Dovrebbe, però, essere compilato un modello di ricorso alla Corte da far sottoscrivere agli utenti che lo desiderano

  3. Commento by Ennio — 9 Ottobre 2013 @ 11:10

    Iniziativa lodevole. Non tralasciare nessuna strada percorribile.

  4. Commento by Ennio — 9 Ottobre 2013 @ 11:12

    Per il resto non sono tanto pessimista. Anzi spero in una nuova destra veramente liberale che ci porti fuori da questo pantano.

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Ottobre 2013 @ 11:53

    Qualcuno del Pdl, in grado di organizzare l’iniziativa, dovrebbe farsene carico. Speriamo.

    Intanto, ora molti s’accorgono che la svolta ad U di Berlusconi era fortemente politica e in grado di mettere in difficoltà sia il Pd che i gruppi autonomi che si stavano già organizzando con la benedezione di Enrico Letta. Cicchitto ne aveva annunciato la nascita addirittura nel suo intervento in parlamento!

    La mia convinzione è che, trascorso il tempo necessario, quietatesi le acque, gli Alfano (Alfini), i Quagliariello, i Lupi, i Formigoni, i Cicchitto, le Lorenzin, i Giovannardi, e gli altri, saranno puniti dagli elettori. Probabilmente cercheranno di mantenere il porcellum per contrattare con Berlusconi la candidatura ed evitare il giudizio severo di molti moderati. Ma spero che, quando arriverà il tempo delle elezioni, anche Berlusconi si ricordi di quello che stavano per combinargli e a che cosa lo hanno costretto.

    Come avrete letto, in queste settimane ho ammirato la Santanché, tra le poche (con la Biancofiore e la Gelmini) a difenderlo a spada tratta. Ora la si vuole isolare, ma se acconsentisse a questo, Berlusconi umilierebbe una sua fedele sostenitrice. Spero che sappia come fermare la tracotanza di Alfini e c., che a me fa sorridere. Hanno i piedi di argilla, e il cervello dello struzzo.

  6. Commento by Ennio — 10 Ottobre 2013 @ 08:44

    Sarà come dice Lei ma a me sembra che Berlusconi, con le spalle al muro, ha deciso di votare la fiducia per salvare il salvabile. La conferenza stampa di Alfano e lo sfogo di Bondi mi sembrano provarlo.
    Gli Italiani hanno bisogno di progetti, di idee di decisioni e devo dire che la Santanchè, la Biancofiore e la Gelmini difendono Berlusconi ma non sanno fare altro; ottenendo spesso risultati opposti.
    Comunque, qualche misura gli Alfini lo stanno ottenendo: Misure economiche nella direzione che speravo e che fanno parte del programma di centrodestra. Questo mi sembra che i politici devono fare.

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