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Rieccolo, Pisanu

16 Aprile 2011

Ditemi che è un falso. Ditemi che ho un incubo. Non posso credere che sia reale ciò che leggo qui. Beppe Pisanu, del Pdl, lancia un appello sul Corriere della Sera insieme con Walter Veltroni affinché si faccia il famigerato governissimo.

Dopo la fesseria di Asor Rosa, eccone comparire un’altra, che in quanto a pericolosità le si avvicina.
La differenza sta nel fatto che Asor Rosa invoca l’intervento dei carabinieri, della polizia e della magistratura; Pisanu e Veltroni, al contrario, vogliono mettere insieme chi ha vinto e chi ha perso le elezioni, per lasciare spazio ad un periodo di decantazione.

Mi chiedo di che decantazione parlano i due. Ora che la maggioranza a Montecitorio appare decisa ad andare avanti e che si apre uno spiraglio che fa ben sperare sul destino delle riforme, ecco che spunta il solito Pierino. Non mi riferisco ovviamente a Veltroni che fa il suo mestiere di oppositore, ma a Pisanu, facile da abbindolare.

Che Pisanu da tempo stia pensando di fare un dispetto al Pdl non è faccenda che si scopre oggi. Già se ne parlava al momento dell’uscita di Fini, quando si temeva che Pisanu, insieme con altri parlamentari suoi amici, intendesse seguire il presidente della Camera.

Scrissi a quel tempo che era improbabile che lo facesse, giacché Pisanu non può che essere interessato al proseguimento della legislatura. Il suo futuro politico, infatti, è al tramonto. La sua zoppicante lealtà al partito ha reso sospettosi molti suoi compagni e non credo che se si dovessero tenere le elezioni anzitempo, abbia una qualche possibilità di essere rieletto.

E che questa sia anche la sua preoccupazione lo fa capire quando, tracciando l’ipotesi di un governo di decantazione, è ben lungi da auspicare le elezioni anticipate. Scrivono, lui e Veltroni:

“Noi paventiamo il rischio, in ragione del clima politico e della legge elettorale, che esse si risolvano in uno scontro frontale dagli esiti imprevedibili e tra schieramenti costruiti più sulla contrapposizione che sulla proposta”.

E allora perché questa mossa?

Perché non perdona a Berlusconi di non avergli confermato il ministero degli interni. Chi sa da quanto cova la rivincita. Ed ora che la maggioranza sta correndo come un treno e sono annunciate riforme epocali, che molti italiani hanno sempre auspicato, restando costantemente delusi, quale momento poteva essere più propizio per mettere i bastoni tra le ruote?

Novello Fini, la sua è la ricerca di una infantile soddisfazione, non importa se a farne le spese potrebbe essere  il cammino delle riforme.

Pisanu è indubbiamente uomo della prima Repubblica, un ex democristiano, al quale gli inciuci non fanno paura, anzi sono l’anticamera di una vita parlamentare tranquilla, ben pagata, con un Paese immobile, quindi assopito e non in grado di creare problemi.

È la politica sempre portata avanti dalla sinistra, che infatti ha subito, insieme ovviamente con Fini, dichiarato interessante l’appello.

Vedremo quali spazi troverà e quanti camaleonti e golpisti in fasce vi si getteranno sopra per trovare un’altra occasione per mandare a casa Berlusconi.

L’ho già scritto altre volte, il governissimo o come si vorrà chiamarlo, altro non è che un golpe, e proprio un golpe contro quella Costituzione tanto sbandierata dalla sinistra, la quale Costituzione assegna al responso elettorale la decisione di stabilire da chi il popolo italiano desidera essere governato. E il popolo italiano ha scelto Berlusconi e la sua maggioranza.

Altri articoli

“«Sì al governo di decantazione ». Fini e Udc si schierano. Gelo nel Pdl” di Monica Guerzoni. Qui.

“L’imprevisto della storia” di Mario Sechi. Qui.

“Perché sulla giustizia Napolitano non intende rompere con il Cav.” di Salvatore Merlo. Qui.

“Contrari all’intervento in Libia: le “ragioni” del Gheddafismo” di Stefano Magni. Qui.

“Veltroni-Pisanu: “L’Italia ha bisogno di unità”. Alleanza bipartisan per ribaltare Berlusconi” di Claudia Campese. Qui.

“Asor Rosa è isolato? No, molti intellettuali sognano quel golpe…” di Vittorio Macioce. Qui.

“La procura boicotta la legge Non applica quella sui clandestini” di Luca Fazzo e Paola Fucilieri. Qui.


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Bart