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Sallusti mi piace, e anche la Santanchè

22 Maggio 2011

La sinistra ce l’ha con i due perché sono duri a piegarsi. Anzi mostrano di avere una grinta che pochi altri hanno in politica e nel giornalismo.
Non temono lo scontro.

Come avete capito sin dall’estate scorsa, quando si concretizzò il tentativo di far fuori Berlusconi, io sto dalla parte dei falchi.
Non ho condiviso coloro che hanno criticato la campagna elettorale di Berlusconi, considerata dai toni troppo forti per le orecchie dei moderati.

I quali hanno la fortuna, a Milano, di aver trovato un leader che sa reagire anche agli schiaffi che i suoi sostenitori gli hanno voluto riserbare con il dimezzamento delle preferenze e con il largo vantaggio concesso al candidato della sinistra, quel Pisapia che ha già provocato l’esaltazione dei centri sociali e i primi gesti di una violenza che dovrebbe far riflettere.

Come ho scritto qui, io avrei lasciato i milanesi al loro destino.
Non li si può perdonare per il dispetto che hanno voluto fare al premier, dimostrando con ciò la sottomissione più vile alla martellante campagna denigratoria della sinistra.

Hanno dimostrato che i toni alti dell’opposizione, le ignobili offese, i tentativi della magistratura di inchiodarlo a reati ancora non provati e probabilmente neppure commessi, li hanno trovati disponibili all’ascolto e facili ad essere abbindolati. A questi, una lezione andrebbe data per renderli più responsabili. Non si va alle urne per fare dispetto a qualcuno. Si va per scegliere quanto meno il male minore, visto che a questo mondo, e specie in politica, perfetto non è nessuno.

Ma Berlusconi è più generoso e meno vendicativo di me, ed è tornato a metterci la faccia.  Quanto è lontana l’immagine del Berlusconi timido ed insicuro che abbiamo conosciuto in estate!

Difficile prevederere come andrà a finire. Se, cioè, il divario notevole che esiste tra i due candidati a vantaggio di Pisapia, possa essere colmato. È un’impresa titanica. L’errore che hanno commesso i moderati di Milano è pesante. Ove si fossero pentiti, hanno comunque messo Berlusconi in una situazione complicata. Se perderà, infatti, l’opposizione se la riderà più di quanto abbia fatto al primo turno. Lo dichiarerà estinto. E Berlusconi sentirà il peso di una leadership compromessa e al tramonto.

Milano avrà la colpa di averlo pugnalato alle spalle. Tutta sua la responsabilità di quanto potrà accadere con un Berlusconi tradito e ferito proprio in casa sua.

Altri articoli”Editori e banchieri: ecco i poteri forti che stanno con Pisapia” di Carlo Maria Lomartire. Qui.

“Il secondo turno del partito” di Mario Sechi. Qui.

“Impossibile non stroncare il libro di Eugenio Scalfari” di Marcello Veneziani. Qui.


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Bart