Non so che facce hanno fatto i governatori delle regioni Lazio, Campania, Molise e Calabria, quando ieri sera si sono sentiti dire dal governo che l’enorme disavanzo accumulato sulla sanità non può essere ripianato dallo Stato ma con nuove tasse o riduzioni di spesa a cura e all’interno delle singole regioni.
Purtroppo si tratta di regioni strappate recentemente al centrosinistra, allegro e sprecone, e l’incombenza rimbalza sulla testa degli amministratori di centrodestra. Ma questo dovrà essere il futuro, ed è bene che ci si abitui. Il centrodestra prende su di sé l’incarico di cominciare per primo, speriamo che sia all’altezza e dia un buon esempio.
Un altro passo in avanti, dunque, in linea con le recenti raccomandazioni della Bce.
Ma ciò che voglio sottolineare è un altro argomento, quello toccato dalla lettera che Sandro Bondi ha inviato a Il Foglio di Giuliano Ferrara. È già un po’ che Ferrara la mena lunga sulla necessità che Fini e Berlusconi si riappacifichino. Sbaglia di grosso. E Bondi gliel’ha fatto capire, se Ferrara vuole capire.
Riappacificarsi con Fini sarebbe un errore grossolano. Fini persegue un altro obiettivo, attraverso il quale vuole arrestare il progetto di rinnovamento proposto agli elettori dal Pdl.
Credeva di avere più seguito, ma pensa che in ogni caso il manipolo di assaltatori che gli è rimasto fedele possa bastare ad infastidire l’azione di governo.
Ieri gli abbiamo sentito dire che chi si illude che egli voglia far cadere il governo, non ha capito nulla della sua azione politica. Sarà anche vero (ne dubito tuttavia). Ma non l’ha capita nemmeno lui, viste le comparsate da primadonna che fa un giorno sì e un giorno no. La politica si fa non con le chiacchiere, ma rimboccandosi le maniche e tirando la carretta, come sta facendo il nostro governo. Scrissi qualche giorno fa che Fini gira più del Papa, più di Napolitano, più di ogni precedente presidente della Camera. E lo fa per cose futili, e a spese nostre. Non gli passa per il cervello che in momenti in cui da qualche parte fuori dell’Italia si pensa perfino di ridurre lo stipendio ai parlamentari, lui invece, oltre che a costarci per il suo lauto mensile, ci costa per tutta la troupe che si porta al seguito? Nemmeno fosse un sultano. Alla fin fine è la terza carica dello Stato, dunque prenda esempio se non dalla prima, dalla seconda, che fra l’altro appartiene al suo stesso partito. Voglio dire Schifani, presidente del Senato.
Berlusconi lo lasci perdere. Faccia conto che non esista. Lo lasci pontificare. Vada avanti in fretta con le riforme. Si liberi dei corrotti, come ha promesso. Non perda tempo. È sulle riforme che Fini inciamperà. Non sarà Berlusconi a inciampare su Fini, ma Fini a inciampare su Berlusconi. È un uomo destinato a sbagliare; è troppo ambizioso per essere buon calcolatore. La sua carica di presidente della Camera se la sta giocando con quella di capo corrente. Contento lui, se la goda. Ma prima o poi la faccenda sarà evidente anche a coloro che ancora non se ne sono accorti (o fanno finta). E quello che poteva apparire un gigante, mostrerà i suoi piedi di argilla.
Non è difficile prevedere che Fini, continuando così, dopo le elezioni politiche del 2013 dovrà cercarsi un altro lavoro.
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Commenti
2 risposte a “Sanità, si comincia”
Berlusconi deve assolutamente ignorare i dispetti di Fini e concentrarsi sul risanamento organizzativo e morale del nostro paese.
Con l’immagine di ieri della vecchia auto che spreca benzina, hai efficacemente richiamato l’attenzione sui danni derivanti da una classe politica debole, incapace di realizzare le riforme indispensabili per un più efficiente funzionamento della macchina statale.
In questi giorni, dopo la vicenda di “affittopoli”, vengono diffuse le stime impressionanti del saccheggio ai danni delle pubbliche finanze causato dal perverso intreccio fra politica, amministrazione, mondo degli affari e criminalità organizzata.
E allora mi chiedo come ciò sia ancora possibile, dopo la rivoluzione epocale di “mani pulite” che avrebbe dovuto affrancare il nostro paese da una tale sciagura.
E’ indubbio che chi ha la responsabilità della guida del paese, non deve perdersi in chiacchiere inutili, ma ha il dovere prioritario di trasmettere un segnale chiaro e forte facendo largo uso del bisturi per eliminare l’inarrestabile cancrena.
Per far questo, deve però pretendere una svolta anche da parte della magistratura, intervenendo con misure che ne accrescano l’efficienza, affinchè cessi la stagione dei grandi polveroni che alla fine svaniscono nel nulla, senza che i responsabili dei reati siano individuati e puniti severamente.
Credo, infatti, che questo modo di indugiare nell’accertamento dei fatti sia uno dei motivi per i quali il malaffare continua a tessere le sue trame e a prosperare, sicuro com’è che alla fine, anche quando viene pizzicato, riesce poi a farla franca.
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