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Sartori gioca la sua carta

4 Maggio 2012

Anche Giovanni Sartori è arrivato alla conclusione che il governo Monti è impantanato e che, perciò, l’unica soluzione è quella di provocare il voto di sfiducia e andare ad elezioni anticipate, con un Monti che si presenta con un proprio partito per vincerle e tornare al governo con più potere. Pure il porcellum fa d’uopo in questo caso, giacché Monti vincendo le elezioni, beneficerebbe – ammette Sartori – di un consistente premio di maggioranza.

A leggere l’articolo, intitolato “Lo Stato anfibio funziona male”, vien voglia di distribuire calci e ceffoni a destra e a manca.
È rivoltante constatare quanto l’opportunismo inquini gli ideali e la politica.

Sono sempre stato favorevole ad andare ad elezioni (anche oggi), ma leggere che le invoca uno che quando veramente erano salutari e necessarie, gridava contro, fa accapponare la pelle.
Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi Napolitano di questa idea.

Le elezioni si dovevano invocare nell’estate del 2010, quando si ebbe il tradimento di Fini ed i partiti non erano scesi così in basso nel consenso popolare.
Il Pdl mancò di coraggio e s’imbarcò in un’impresa fasulla, dovendo raccattare voti per sopravvivere, esponendosi a molti ricatti. Nel 2010 il centrodestra avrebbe vinto le elezioni alla grande, e l’elettorato avrebbe punito il tradimento di Fini. Lega Nord e Pdl avrebbero potuto realizzare buona parte del programma, potendo contare di nuovo su una maggioranza considerevole.

Anche nell’autunno del 2011 le elezioni avrebbero mantenuto ancora, seppure attenuato, il loro carattere salvifico. Sarebbe bastato che Berlusconi inviasse in parlamento il decreto con cui dava corso agli impegni richiesti dall’Ue, rifiutando di trasformarlo in disegno di legge, come richiesto da Napolitano.
Andando alle elezioni, nessun baratro ci avrebbe seppellito.

Al contrario, che cosa è successo con l’operazione Napolitano-Monti, è sotto gli occhi di tutti. Si è gravato il Paese di un livello di tassazione insopportabile e inutile, si stanno strangolando le imprese, non si fa nulla in favore della crescita, i tecnici bocconiani si sono impantanati ed hanno chiesto soccorso ad altri tecnici, uno dei quali è quell’immarcescibile Giuliano Amato che di guai ne ha già combinati abbastanza, facendoli ricadere tutti sulle spalle dei cittadini, salvo difendere le sue pensioni e i suoi privilegi; non solo questo: il fatto più eclatante è che l’operazione Napolitano-Monti ha provocato di botto la caduta verticale presso l’elettorato dei partiti tradizionali, precipitati al 2% dei consensi, considerati ora incapaci e vigliacchi. Quando Napolitano si scaglia contro l’antipolitica, dovrebbe tenere a mente che a determinarne un’ascesa così rapida e preoccupante è stata propria la sua improvvida operazione.

L’idea di Sartori, in realtà, che egli ne sia consapevole o meno, significa questo: approfittare del momento peggiore che sta vivendo la politica per riuscire ad impostare una specie di nuova dittatura, ad esercitare la quale è chiamato Mario Monti.
Anche quando si avviò il fascismo, le condizioni dell’Italia erano disastrose e la stima dei partiti evanescente.
Sartori ha praticamente riconosciuto che in Italia ci sono le condizioni per riproporre una soluzione analoga, convinto che sia per il bene del Paese.

Non so come sarà commentato l’editoriale di Sartori, ma esso dovrebbe dare al centrodestra molti motivi di riflessione e rimproverarlo che se siamo arrivati a questo punto, la colpa principale è stata quella, da parte sua, di non aver avuto coraggio.

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Bart