Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Se non ci fosse stato il governo Berlusconi

1 Maggio 2010

Sebbene sia diventato chiaro anche agli stranieri che l’Italia sta agendo bene per superare questa crisi internazionale che non ha precedenti, ancora l’opposizione non ci capisce un’acca. Confusa su tutto. Di economia non si è mai intesa, e i suoi pochi ministri che potevano far qualcosa di buono sono stati sommersi da politiche demagogiche. Si pensi a Padoa Schioppa, si pensi a Ciampi. Hanno avuto Visco, invece, che – facendo rima con fisco – era buono solo a mettere tasse, che è poi nel dna soprattutto dei vecchi comunisti.
L’opposizione gira a vuoto, parla e straparla nel ruolo di Cassandra, che le è congeniale. Non vede più in là del suo naso.

Ringrazio il cielo che questa crisi devastante scoppiata all’indomani delle elezioni 2008 abbia trovato a contrastarla il governo Berlusconi. Un colpo di fortuna. Con il debito pubblico che ci ritroviamo, con l’opposizione al governo saremmo finiti a gambe all’aria come la Grecia. Quanti italiani ancora non si rendono conto della fortuna che abbiamo avuto. L’abbiamo scampata per un pelo.

Tutti i paese europei che ci venivano citati dall’opposizione come modelli da seguire, stanno barcollando come ubriachi fradici: Portogallo, Spagna e Irlanda, sono sull’orlo del baratro. Mi auguro, per i loro popoli, che non facciano la fine della Grecia.

Ieri abbiamo avuto la riprova della fiducia che il mercato internazionale nutre per il nostro Paese. La collocazione dei nostri titoli è stata un successo. Una richiesta di 12 miliardi e mezzo di euro contro i 7, 5 miliardi che abbiamo offerto.
Tutti gli indici economici reggono meglio che negli altri Paesi europei.

È chiaro, in presenza di una tale crisi le nostre magagne mal curate sono venute al pettine, ma non vi è dubbio che se l’opposizione fosse stata al governo, ora ci troveremmo tutti a piangere a dirotto. Abbiamo evitato la bancarotta. Dunque, le ferite ci sono, si dovranno rimarginare, ma la bancarotta avrebbe provocato lacerazioni mortali.

Ora mettiamo all’angolo le Cassandre: non ci curiamo più di loro. Portano iella. Turiamoci i cinque sensi, e anche sei se ce ne fossero.  Procediamo celermente con le riforme. Fini non si rassegna,  è di ieri la sua difesa di un irrecuperabile Bocchino, ma i colpi che ha ricevuto, l’isolamento in cui si trova, sebbene lo facciano ancora abbaiare (di rabbia), dovranno condurlo ad una prudente rassegnazione. Che non faccia parzialità in parlamento o la corona gli cadrà dalla testa.

Chi scommetteva su Fini, si è accorto di aver scommesso su un cavallo bolso. Non so chi cercheranno al posto suo. Per scalzare Berlusconi dal governo, ne troveranno ancora, statene certi. Ma il governo e la maggioranza che lo sostiene si sono dimostrati decisi ad andare avanti. Basterà far scomparire l’assenteismo e la vittoria sarà più che sicura.

Non so quanto coloro  che si affidano a Luca Cordero di Montezemozolo abbiano visto giusto. Lo dico ora, in tempi non sospetti: l’ex presidente della FIAT sarà stato bravo a fare l’industriale, non so, non ho dati per trarne un preciso giudizio, ma come capacità di governo di un Paese democratico, non ho dubbi: zero (come, del resto, Fini). Si sente a pelle. E a volte ci si azzecca.


Letto 1725 volte.


10 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 1 Maggio 2010 @ 10:51

    Posto qui e qui tutto quello che scrive oggi Libero su Scajola e Fini perché si abbia chiaro il clima in cui deve lavorare questo Governo.

    Vedi tu Bart se vuoi mettere in evidenza qualcosa.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Maggio 2010 @ 11:32

    Li ho letti con interesse, soprattutto quelli del secondo link. Grazie.

  3. Commento by Ambra Biagioni — 1 Maggio 2010 @ 12:56

    Dal Legno

  4. Commento by Mario Di Monaco — 1 Maggio 2010 @ 14:40

    Io ho trovato interessante anche l’argomento del primo link.

    Se effettivamente esistono 80 assegni circolari per un ammontare di 900.000 euro, intestati alle due sorelle che hanno venduto a Scajola l’appartamento vicino al Colosseo, il fatto è di una estrema gravità, sia che abbia ragione il ministro quando afferma di non averne mai saputo l’esistenza, sia che corrispondano a verità le indiscrezioni dei giornali sulla testimonianza delle venditrici che affermerebbero, viceversa, di aver ricevuto gli assegni direttamente dal ministro.

    Su una questione così importante, che ha serie conseguenze sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni, gli inquirenti dovrebbero sentire il dovere di far conoscere al più presto la loro verità per evitare possibili strumentalizzazioni da parte di chi ha interesse a destabilizzare il paese.

  5. Commento by giuliomozzi — 1 Maggio 2010 @ 14:48

    Be’, al momento la “verità degli inquirenti” mi pare piuttosto chiara: il signor Scajola non è inquisito.

  6. Pingback by Se non ci fosse stato il governo Berlusconi- Rivistaeuropea — 1 Maggio 2010 @ 15:47

    […] Vai alla fonte Condividi questo post: […]

  7. Commento by Mario Di Monaco — 1 Maggio 2010 @ 17:47

    A me sembra che in una questione così delicata, un   esplicito chiarimento da parte degli inquirenti, almeno sull’effettivo contenuto della testimonianza delle due sorelle, sia doveroso.

  8. Commento by Ambra Biagioni — 1 Maggio 2010 @ 19:43

    Da Italia Oggi un articolo con questo titolo:

    Il dibattersi di Fini dimostra quanto sia cresciuto Tremonti

  9. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Maggio 2010 @ 21:29

    Ottimo articolo, Ambra. Un parolaio (Fini) contro un uomo del fare (Tremonti)

  10. Commento by Ambra Biagioni — 1 Maggio 2010 @ 22:41

    Ciricenno !

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart