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Finiamola: sostituiti e a casa dopo tre assenze ingiustificate

30 Aprile 2010

È l’ora di finirla! È uno scandalo. Una vergogna! 95 parlamentari della maggioranza a zonzo mentre in Aula si votava. E la maggioranza va sotto, facendo ridere gli italiani. Berlusconi, anziché passare alla storia come il campione delle riforme, rischia di essere il primo Brancaleone nella storia della Repubblica.

Se è questo che vuole, chiuda pure gli occhi. Se invece non lo vuole, prenda rigorose misure affinché i fannulloni se ne tornino a casa. È denaro pubblico quello che consente a costoro di fare la bella vita.

Salvo alcuni parlamentari, ovviamente. Per me, visto l’esiguo numero di quanti si presentarono all’indagine sull’uso di droga, molti potrebbero rientrare perfino nel novero dei drogati. Questi ultimi vanno a farsi le canne, e gli altri se la godono per le strade di Roma a braccetto di qualche giovane amante, mentre il loro posto dovrebbe essere in Aula.

Oggi non mi va di perdonare e giustificare nessuno. Siamo alla vigilia di una battaglia sulle riforme che si presenta insidiosa per le manovre infide di Gianfranco Fini, presidente della Camera – mica uno qualunque – e leggo qui i nomi dei 95 bellimbusti della maggioranza che intascano i soldi degli italiani poi vanno a fare baldoria se non addirittura a fumarsi una canna. Si arriva al paradosso che ora è l’opposizione a reclamare a gran voce le riforme e ad accusare la maggioranza di non volerle.

Se potessi li prenderei tutti a calci in culo. Irresponsabili e di pessimo esempio. Metterei una gogna davanti a Montecitorio ove esporre a turno gli assenteisti, con diritto dei cittadini di sputargli in faccia.

Quando facevo parte di organi direttivi, vigeva una regola: se qualcuno si assentava per tre volte consecutive, veniva destituito, tornava a casa e lo si sostituiva con il primo dei non eletti.

Qui, trattandosi di parlamentari, la regola dovrebbe essere assai più severa, visto che sono profumatamente pagati. L’assenza per tre volte complessive nel corso del mandato in un qualsiasi organo parlamentare di cui si fa parte, dovrebbe comportare il dimissionamento e la sostituzione con il primo dei non eletti.

Sono soluzioni spiacevoli, ma i nostri parlamentari della maggioranza se le sarebbero cercate e meritate.

In più – ripeto – ci troviamo a vivere una situazione delicata. Leggo che i finiani sono tra gli assenteisti: “In ogni caso Fini avrà sicuramente una spiegazione sul perché, al momento del voto, in Aula non fossero presenti, in rigoroso ordine alfabetico: Antonio Angelucci, Claudio Barbaro, Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Antonio Buonfiglio, Nicolò Cristaldi, Aldo Di Biagio, Francesco Divella, Fabio Granata, Antonino Lo Presti, Flavia Perina, Enzo Raisi e Giuseppe Scalia. Tutti assenti ingiustificati.”

Dunque, l’azione di Fini è cominciata, i soldati rinchiusi dentro il cavallo di Troia sono usciti tutti e si trovano in piena azione. Si deve restare con le mani in mano ed attendere l’incendio?

Per sconfiggerli il modo più semplice è quello di neutralizzarli, visto il loro numero esiguo, e per neutralizzarli non c’è che un modo, essere presenti in Aula.

Se la giovane amante e la cannabis vengono prima del dovere istituzionale, abbiamo sbagliato tutto, e noi non ci siamo accorti di vivere nella repubblica delle banane.

Mi piacerebbe che sul sito del Pdl comparisse una tabella, continuamente aggiornata, con i nomi dei parlamentari del partito e accanto a ciascun nome il numero delle assenze ingiustificate, a far conto dall’inizio di questa legislatura.

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“Discussioni non fermeranno riforme Giù le tasse con la ripresa consolidata”‘. Qui.


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7 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 30 Aprile 2010 @ 12:42

    Dal Legno

    Bart, sei giustamente fuori di te, ma limitiamoci achiedere l’allontanamento degli assenti ingiustificati a prescindere delle ragioni dell’assenza.
    In quanto a Fini, inutile chiedergli alcunché dal momento che si comporta, di fronte a regole esistenti, in questo modo:

    http://linkati2.files.wordpress.com/2009/10/fini-infamia-30.doc

  2. Commento by Mario Di Monaco — 30 Aprile 2010 @ 14:58

    Ricordatevi che i parlamentari hanno diritto allo stesso trattamento dei magistrati sia per quanto riguarda l’aspetto economico sia per le responsabilità connesse alla loro funzione.

  3. Commento by Ambra Biagioni — 30 Aprile 2010 @ 21:19

    Gaetano Pecorella giustifica la sua assenza

  4. Commento by giuliomozzi — 1 Maggio 2010 @ 15:14

    I dati su assenze e presenze(alle votazioni sono qui: Senato, Camera. Sono dati ufficiali. In questa legislatura Silvio Berlusconi, che è deputato, ha partecipato a 13 votazioni su 5950. (Uno dice: è il capo del governo, ci ha altro da fare. D’accordo: ma se ci ha altro da fare, perché non si dimette da deputato?). E in generale i parlamentari-ministri e i parlamentari-dirigenti dei partiti hanno dati di presenza bassissimi.

    (Nel leggere i dati del Senato, bisogna tener conto di questo: chi presiede l’assemblea – quindi non solo il presidente del Senato, ma anche i vicepresidenti di turno – non vota).

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Maggio 2010 @ 15:28

    Credo che tutti i presidenti del Consiglio si siano trovati nella situazione di Berlusconi. Non conosco se il presidente del Consiglio debba essere anche parlamentare.

    L’assenteismo, Giulio, è altra cosa, lo sai bene.

  6. Commento by giuliomozzi — 3 Maggio 2010 @ 09:55

    Non è necessario che il presidente del consiglio sia anche parlamentare; né è necessario che siano parlamentari i ministri, i sottosegretari eccetera. Romano Prodi, ad esempio, aveva preteso che i suoi ministri e sottosegretari si dimettessero dal parlamento. E’ un modo per responsabilizzare i ministri, ma anche un modo per dare più forza alla propria parte in parlamento.

    E’ più difficile ipotizzare di tener fuori dal parlamento i capi dei partiti. Diciamo che, se si instaurasse questa consuetudine, i capi dei gruppi parlamentari acquisterebbero molto più rilievo. E così pure, forse, l’attività del parlamento.

    Bisognerebbe poi vedere i dati sul lavoro delle commissioni.

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 3 Maggio 2010 @ 10:38

    Grazie di queste precisazioni, Giulio.

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