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Se si processa Gheddafi, si devono processare anche i ribelli

26 Agosto 2011

Mi limito alla Libia, perché se dovessi allargare il mio sguardo anche alla Siria, dove i massacri sono tutti provocati dal governo di Assad, dovrei ripetere che la giustizia internazionale fa abbondantemente schifo, e non vi è chi non veda i due pesi e le due misure che vengono applicati secondo convenienza. Assad è fortemente protetto e dunque è assai pericoloso ringhiare contro il suo regime, al massimo gli si può lanciare qualche rimbrotto, facendo poi marcia indietro.

Invece con Gheddafi è stato assai più facile. L’alleato di cui disponeva con una certa sicurezza forse era la sola Italia, ma abbiamo visto su quali spalle poggiava la fiducia del dittatore libico.

In quattro e quattr’otto l’Italia ha voltato le spalle, così come ha fatto nelle due ultime due guerre mondiali. La forza della tradizione   in questo caso è stata rispettata ed ha avuto il suo peso. Oggi l’Italia tratta con i ribelli ed è probabile che riesca a spuntare qualche benefit, ma non quanti ne accaparreranno i francesi e gli inglesi. Dovremo accontentarci, e annotare nel nostro registro diplomatico che sarà molto difficile che il nuovo governo che si insedierà in Libia possa nutrire una qualche fiducia in una eventuale alleanza con l’Italia. Anche se il tradimento oggi è stato fatto nei confronti del dittatore Gheddafi, i libici tutti hanno imparato che l’Italia è pronta a tradire di nuovo, se servirà.

Gheddafi e alcuni suoi figli sono sotto processo all’Aia, e dovranno rispondere di crimini di guerra, al contrario di Assad, che non risponderà di un bel niente, avendone combinate di più grosse.

E i ribelli? Contro di loro, contro i loro crimini non si muove nessuno? Leggo (e qui):

“ESECUZIONI SOMMARIE – I corpi di oltre 30 uomini, con ogni probabilità soldati lealisti di Gheddafi, sono stati rinvenuti, crivellati da colpi d’arma da fuoco, principalmente in un accampamento militare nel centro di Tripoli, in una delle aree dove negli ultimi giorni si sono concentrati gli scontri. Almeno due erano ammanettati e questo potrebbe significare che gli uomini sono stati «giustiziati ». Cinque cadaveri sono stati ritrovati in un vicino ospedale da campo. Uno di loro era legato a una barella in un’ambulanza, con l’ago di una flebo ancora attaccato al braccio. Alcuni dei cadaveri indossavano uniformi militari, ma altri erano in abiti civili. A indicare che si trattava di soldati fedeli al rais è il fatto che nell’accampamento c’erano le bandiere verdi del regime e immagini del colonnello. Alcuni dei morti erano uomini di colore, e potrebbe dunque trattarsi di mercenari.”

Credo che anche questi si possano inquadrare come crimini di guerra. E chi sa quante altre stragi hanno la firma dei ribelli. Qualcuno cercherà di darne una giustificazione. Stanno combattendo contro una dittatura che altrimenti li avrebbe massacrati. Ma ciò potrà mai giustificare le esecuzioni sommarie, che diventano ipso facto crimini di guerra?

Si giudichi pure Gheddafi, ma una giustizia che si rispetti deve processare anche gli esecutori di queste nefandezze. E poi resta il problema Assad, e qui non ci sono dubbi. Perché la giustizia possa camminare a testa alta, si dovrà giudicare Gheddafi solo se contemporaneamente si giudicherà Assad.
Altrimenti non parliamo di giustizia, ma di perverso arbitrio.

Altri articoli

“Con Gheddafi c’è voluta una guerra, con Assad basteranno i siriani” di Michael A. Ledeen. Qui.

“Giravolta di Tonino: l’opposizione dura adesso è contro il Pd” di Vittorio Macioce. Qui.

“Casson svela le vergogne del Pd: “Tanti altri casi di corruzione” di Elisa Calessi. Qui.


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Bart