Se volete mediocrizzare una manifestazione

È una ricetta sicura, di quelle che una volta si diceva: È la ricetta della nonna.
Una vera garanzia da poterci fare su una bella scommessa e vincerla.

Non so se alla riunione degli Stati Generali tenutasi a Milano, indetta per cacciare Berlusconi ci fossero tutti, ma la ricetta infallibile della nonna prescrive che siano presenti almeno due o tre ingredienti affinché una manifestazione pubblica si riduca ad una marmellata senza colore e senza sapore.

Basterà invitare qualcuno di costoro: Roberto Saviano, Umberto Eco, Andrea Camilleri, Oscar Luigi Scalfaro, Gad Lerner, Michele Santoro, Marco Travaglio (mi fermo qui), basterà sentirli parlare e l’immagine correrà subito al fascismo, giustizialista e intollerante. Vengono i brividi. Da manifestazioni tipo quella tenutasi al Palasharp di Milano ci si dovrebbe allontanare subito, per mettere al riparo dalle lusinghe la propria coscienza di uomini liberi.
Del resto, ormai sono provate le coincidenze tra fascismo nero e fascismo rosso. Se non è zuppa è pan bagnato.

Costoro salgono sul palco per dire sempre la stessa cosa: Occorre cacciare Berlusconi e tutti i mali del Paese saranno risolti.
Non dicono come: giacché di idee e di proposte nisba. Quando ci provano è la stessa frittata. Tutto si regge sulle tasse. Sono gli stessi che dicono di avere in mano la soluzione giusta per i mali dell’Italia e ci ripropinano la solita minestra riscaldata, dove il sale che deve insaporirla è rappresentato dal solito ingrediente per loro irrinunciabile: le tasse. Prodi, D’Alema, Visco, ve li siete dimenticati? Hanno governato in alternanza a Berlusconi, dal 1994 in poi.

Se avessero avuto il tempo di completare le loro legislature avrebbero messo una tassa anche sull’aria che respiriamo. Mica si proponevano di ridurre gli sprechi. Troppo difficile. Più facile ricorrere alle tasche degli italiani. Ossia dei soliti – secondo loro – pecoroni.
La filosofia che regge il fascismo rosso è sempre la stessa: il popolo è un gregge non pensante. L’abilità del politico sta nel saperlo infinocchiare.

Volete un esempio? Nei mesi scorsi si è capito quanto poco interessi alle opposizioni il federalismo. L’Udc addirittura è contraria, ma Bersani e Fini sono andati a corteggiare Bossi promettendogli tutto quello che desidera sul federalismo. A condizione che mollasse il Cavaliere.
E il popolo di centrosinistra che li ha eletti? Pecore senza capacità di intendere e di volere. Da manipolare.

Ancora non hanno capito che se si vuole impartire qualche lezione di democrazia, bisogna prima impararla. Cominciando dalle conoscenze di base:

1 – perché un governo di dimetta deve essere sfiduciato dal parlamento. E qui, come ognuno vede, ogni giorno che passa il governo si rafforza.

2 – Non si può mandare a casa un governo che ha il consenso del parlamento, gridandolo in piazza o raccogliendo firme. Maggioranza e governo devono essere scelti dagli italiani. Con il voto.

Qui sta la differenza tra la democrazia e il fascismo rosso. Berlusconi si rimette al parlamento e al voto popolare.
Il fascismo rosso ai predicatori che sanno solo vendere fumo.

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“Bersani è un ronzino. Se si vota vince Silvio” di Giampaolo Pansa. Qui. Da cui estraggo:

“Bersani guida un partito che nella testa degli italiani è la lobby delle tasse e della patrimoniale.”

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Commenti

2 risposte a “Se volete mediocrizzare una manifestazione”

  1. Eh già, quando è il popolo di  destra a manifestare si plude alla democrazia, se lo fa quello di sinistra sono fascisti rossi.
    E non spettava agli oratori del Palasharp  fornire ricette per  guarire i mali del Paese una volta cacciato Berlusconi. Libertà e Giustizia non è un partito politico e sul palco non c’ erano politici.
    Quanto alle tasse di Prodi and co., se Berlusconi non avesse sforato il tetto del deficit/pil alla fine del 2005, inducendo la UE ad aprire una procedura d’ infrazione contro l’ Italia, la finanziaria da 37 mld. di Prodi, e le tasse che portava con sé,  avrebbe potuto essere ridotta della metà.
    Se non altro però quei sacrifici servirono a riportare il deficit sottocontrollo e a chiudere la procedura d’ infrazione.
    Ecco  come il  Giornale riportò  la notizia, ovviamente senza ricordare chi c’ era al governo nel 2005.
    http://www.ilgiornale.it/economia/conti_pubblici_ue_chiude_procedura_deficit/07-05-2008/articolo-id=259924-page=0-comments=1

    E non ci crederà ma quello stesso governo Prodi ridusse anche la spesa. Non lo dico io lo scrisse Tremonti, qui http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0005730.pdf  a pag.5

    Il 2007 si è chiuso con i conti pubblici sensibilmente più favorevoli del previsto.
    E’ il risultato di una politica economica che ha perseguito l’ obbiettivo della crescita e del risanamento. Ai risultati ottenuti hanno concorso sia le entrate che le spese e, per le entrate, il grosso contributo è venuto dalla lotta all’ evasione fiscale, mentre l’ espansione della spesa primaria è stata rallentata
     .

    Visto? Spesa primaria rallentata (e le abbuono il resto). Lo ha detto Tremonti, non Conchita de Gregorio.  Lei dovrebbe informarsi meglio  prima di scrivere, Di Monaco.

    Anche sul federalismo vedo che è poco informato. L’ unico partito che si è sempre opposto è stata l’ UDC.  Quando il D.L. fu presentato in aula  il PD si astenne mentre l’ IDV votò addrittura a favore. Se oggi  hanno cambiato idea è perché il  tipo di federalismo proposto dal PDL è un pastrocchio che fara aumentare le tasse locali  (tassa di scopo, tassa di soggiorno, tolto il tetto alle addizionali irpef).

    Infine una risposta sui suoi due punti.
    1) Verissimo, i governi cadono solo se perdono la fiducia delle camere non per manifestazioni di piazza.
    2) Tuttavia i cittadini  hanno il diritto di manifestare come e quando credono e i partiti di raccogliere firme. Cittadini che meritano rispetto, non  l’ insulto  di essere dei fascisti rossi. Ma lei è proprio  sicuro di essere un “promotore della libertà”, Di Monaco? Del resto nel novembre 2007 anche Berlusconi organizzò una raccolta  di firme nei gazebi per “mandare a casa Prodi”. Se ne è già scordato, signor Di Monaco?  E allora lascio che sia il Giornale a rinfrescarle la memoria
    http://www.ilgiornale.it/interni/cinque_milioni_firme_mandare_casa_prodi/14-11-2007/articolo-id=220354-page=0-comments=1

  2. Mai visto manifestare il centrodestra con i toni giacobini del centrosinistra. La differenza sta tuta qui. Le manifestazioni non possono somigliare a quelle della rivoluzione francese. Se non nota la differenza, è inutile discuterne.

    Quando al governo c’era Prodi, io c’ero. E che le tasse ci sono state, mi ricordo che lo annotavo in un altro spazio ai sostenitori di Prodi. Lo facevo colpo su colpo, non ricevendo, ovviamente, smentita, che non era possibile. Parlo per aver vissuto quel peiodo direttamente senza tenere la testa per aria. Difesi perfino Prodi quando D’Alema fece il colpo di Stato per sostiturilo.

    Si legga Pansa, le farà bene.