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Si va come i gamberi

17 Marzo 2012

Ieri un articolo di Franco Bechis e oggi uno di Francesco Giavazzi mi hanno ridato la speranza di non essere ancora arrivato a quella fase di incretinimento che prima o poi si affaccia nella vita di un uomo. A volte la si sa contrastare e si vince, a volte si è sconfitti. Pensavo di essere avviato ormai su questa seconda strada, quando la lettura dei due articoli mi ha un po’ risollevato.

Confesso: i miei giorni si sono fatti silenziosi. Intorno a me si leva quotidianamente un coro di evviva e di osanna in favore del governo Monti ed io non riesco a capire perché. La mia analisi di ciò che sta accadendo è tutto all’opposto di quella divulgata. Mi chiedo: Perché tanto entusiasmo?
Solo per la ragione che Berlusconi non è più al governo? Non è accettabile. I cittadini hanno diritto a non essere illusi.

Il decreto Salva-Italia sta producendo più danni di un terremoto. Gli italiani, afflitti da un livello di tassazione che arriva, ho letto, in sostanza anche al 54%, non possono più contribuire con i loro consumi alla crescita. I ceti medi, proprio loro, faticano ad arrivare alla fine del mese. A giugno scatteranno le nuove aliquote Imu, e gli italiani, soprattutto i tanti che hanno contratto un mutuo per farsi una casa, dovranno aggiungere alle pene della rata di ammortamento, quella dell’aliquota sulla prima casa, che il Pdl aveva giurato di cancellare per sempre.

Niente invece è stato ancora fatto per la crescita e la riduzione del debito pubblico attraverso anche le dismissioni del nostro patrimonio.
Insomma, a mettere le tasse si è fatto in un lampo, mentre per il resto tutto procede come i gamberi. Infatti, il ritardo con cui il governo opera in realtà ci fa fare passi indietro. Non solo, ma vista l’impossibilità di incrementare i consumi, difficilmente si potrà avere crescita.

Monti si compiace che lo spread sia calato e lascia che piovano lodi nei suoi confronti, ma in realtà, le lodi vanno tutte, come scrissi, a Mario Draghi, i cui provvedimenti decisi immediatamente dopo la sua nomina alla governance della Bce hanno scoraggiato gli speculatori e hanno lasciato intendere che l’Europa non si sarebbe fatta mettere nel sacco. È grazie alla fermezza e alle qualità di Draghi che lo spread è sceso per tutti i Paesi europei. Ciò a dimostrazione che non è stata certo l’azione di Monti ad incidere, ma quella di Draghi. Al quale l’Italia prima o poi dovrà dare un riconoscimento.

La fase politica che stiamo vivendo è deludente. I partiti, dimostratisi inetti, sono degli ectoplasmi. Il governo Monti sta perdendo quella capacità di agire che ci aveva meravigliati. I provvedimenti che si stanno profilando sulle liberalizzazioni, sulla giustizia, sulle riforme istituzionali, sono ridotti a palliativi, che non muteranno nulla. La nuova legge elettorale che si sta preparando ripristinerà il proporzionale e, dunque, l’infausta prima Repubblica.
Ci aspettano giorni tristi.

www.i-miei-libri.it


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Bart