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Silone, don Circostanza e la democrazia parlamentare

5 Gennaio 2010

Vi sarete accorti che da parte di alcuni giornali si comincia ad entrare nel merito delle riforme, esprimendo opinioni e attese. Il Fatto quotidiano vi dedica ben quattro articoli, qui, qui, qui e qui. Essendo Il Fatto Quotidiano parte dell’asse immobilista del Paese, composta dallo stesso giornale, da la Repubblica, dalla Bindi/Franceschini e da Di Pietro, non va sottovalutato questo vero e proprio mettere le mani avanti.

Ciò che si vuole compiere con queste prime mosse, è cominciare a levigare la strada che ci riporterà, secondo i loro auspici, alla prima Repubblica e agli anni degli inciuci permanenti: la Repubblica, per intenderci, vagheggiata da Oscar Luigi Scalfaro.

Se fate attenzione, nessuno si pone le due domande più importanti, che sono queste:

1 – Ha il corpo elettorale il diritto di vedere rispettata la sua volontà?
2 – In quale modo la si può far rispettare?

Queste due domande sono i muri portanti di qualunque democrazia.

Esse, tuttavia, sembrano aborrite, perché si ha paura a rispondere. Rispondendo, verrebbero fuori la loro meschinità e il loro spirito antidemocratico. Lo spirito ambiguo e in malafede che fu dell’avvocato don Circostanza, il quale nel capolavoro di Ignazio Silone, “Fontamara”, fingeva di prendere le difese dei cafoni nei confronti del padrone e diceva:

“Queste donne pretendono che la metà del ruscello non basta per irrigare le loro terre. Esse vogliono piíº della metà, almeno così credo di interpretare i loro desideri. Esiste perciò un solo accomodamento possibile. Bisogna lasciare al podestà i tre quarti dell’acqua del ruscello e i tre quarti dell’acqua che restano saranno per i Fontamaresi. Cosí­ gli uni e gli altri avranno tre quarti, cioè un po’ più della metà. Capisco” aggiunse don Circostanza “che la mia proposta danneggia enormemente il podestà, ma io faccio appello al suo buon cuore di filantropo e benefattore”.

La prima domanda (Ha il corpo elettorale il diritto di vedere rispettata la sua volontà?) sembra quasi ovvia, scontata. Perché allora non la si pone?

Perché rispondervi significherebbe rispondere sì, e rispondendo sì significherebbe affrontare la seconda domanda, che costringerebbe a prendere in esame che cosa è successo nella prima Repubblica, durante la quale non si è quasi mai (se non addirittura mai) rispettato la volontà del corpo elettorale.

Se volete avere un’idea dei pasticci e degli inciuci fatti nella prima Repubblica a dispetto della volontà popolare potete andare qui e vi renderete conto che cosa significherebbe se lasciassimo ancora una volta la guida del Paese in mano ai partiti e al parlamento. Essi non si sono mai sentiti in dovere di rispettare il corpo elettorale e ne hanno fatto scempio, creando solo debito pubblico, ingovernabilità e inciuci.

La prima Repubblica ha dimostrato, ossia, che gli elettori sono sempre stati presi in giro, come i cafoni da don Circostanza. Una volta esercitato il diritto di voto, l’elettore poteva tornare a casa e lasciar perdere la politica, poiché a deciderla ci avrebbero pensato gli illuminati, gli oligarchi, i prescelti. Ci avrebbero pensato i partiti e il parlamento.

Nella prima Repubblica, l’elettore non è stato altro che il cafone di “Fontamara”, e il partito e il parlamento non sono stati altro che l’avvocato don Circostanza.

Alla seconda domanda, infatti (In quale modo la si può far rispettare?) dovrebbero rispondere: con l’elezione diretta della maggioranza e del premier. Qualsiasi altra risposta sarebbe sospetta.

L’elezione diretta di una maggioranza e di un premier vincola infatti l’azione politica alla volontà espressa nelle urne dal corpo elettorale. Ne consacra la sovranità, e lega le mani ai partiti e al parlamento, evitando manomissioni e inciuci.

Non esiste, a mio avviso, una democrazia parlamentare che si possa permettere di non rispettare la volontà popolare. E’ un equivoco voluto dai vari don Circostanza della prima Repubblica.

Qualsiasi democrazia che non rispetti la volontà popolare, non è tale. La democrazia parlamentare come è stata ed è ancora intesa dai don Circostanza si deve chiamare più propriamente dittatura parlamentare e non ha niente a che vedere con la democrazia.

Il silenzio su questo punto è preoccupante. Vediamo di non farci imbrogliare un’altra volta.

Ci riapproprieremo della nostra sovranità solo se tra le varie riforme istituzionali ci sarà quella che ritengo la più importante, l’elezione diretta della maggioranza e del premier. Qualsiasi altra soluzione ci metterebbe nelle mani dei don Circostanza di turno, di nuovo presi in giro come lo furono i cafoni di Fontamara e come lo furono i cittadini-cafoni della prima Repubblica.


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15 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 5 Gennaio 2010 @ 19:20

    Proprio ora ho sentito Gasparri al TG4 ed ha detto chiaramente che le riforme dovranno riguardare proprio il presidenzialismo. Speriamo bene.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 5 Gennaio 2010 @ 21:05

    Mi pare che sia rimasto solo lui a dirlo a voce alta. Sì, speriamo proprio in bene.

  3. Commento by Ambra Biagioni — 6 Gennaio 2010 @ 11:18

    Io credo che il Popolo sia maturo per questa sovranità e lo ha dimostrato nelle ultime politiche, quando ha effettuato un scelta ben precisa, allontanado dal Parlamento le ali estreme dei politicanti.
    Inutile nascondersi dietro un dito e tramare per rendere nullo quel voto.
    Alle urne tornerà il Popolo e quello che non avranno saputo fare gli inetti di Stato lo saprà fare lui. Ormai si è innescato un meccanismo di maturazione nella Popolazione, per cui si potrà solo procrastinare il momento in cui dovrà cessare questa lotta per il potere fine a sé stesso e andrà al governo solo chi conquisterà la fiducia di saper amministrare per il meglio le nostre risorse.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 6 Gennaio 2010 @ 11:31

    E’ una battaglia difficile, Ambra. Spero che gli elettori riescano a capire che eleggere direttamente maggioranza e premier significa riappropriarsi della sovranità consegnataci dalla Costituzione e vilipesa dalla prima Repubblica.

    Come ti sarai accorta, mi sto battendo per questo, e proprio in questo periodo in cui si comincerà a parlare di riforme è necessario farsi sentire, anche se può sembrare monotono.

  5. Commento by Ambra Biagioni — 6 Gennaio 2010 @ 11:42

    Sono al tuo fianco Bart, ma posso solo sostenerti e diffondere i tuoi articoli.

    Il Legno li pubblica regolarmente ed è una buona cosa, ma tu non stancaerti e scrivi ancora.

  6. Commento by Felice Muolo — 6 Gennaio 2010 @ 18:03

    Anch’io ti sostengo, Bart, anche se con scetticismo. Non credo basti cambiare le regole per cambiare il comportamento della classe politica che ci guida o che ci guiderà. Forse bisognerà manomettere il DNA degli itaiani, deformato da troppo tempo di ….metti tu la parola appropriata. Grazie.

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 6 Gennaio 2010 @ 18:36

    Riuscire, Felice,   ad appropriarci come elettori della scelta della maggioranza e del premier  sarebbe un grosso passo avanti, dal quale potrebbero nascere altre cose positive. Sono convinto che la chiarezza che ne deriverebbe e l’impossibilità delle Istituzioni di manomettere il risultato elettorale, convincerebbe molti cittadini a riavvicinarsi alla politica.

  8. Commento by Ambra Biagioni — 6 Gennaio 2010 @ 21:49

    Interessante questo articolo che aggiunge particolari e giustificazioni a quanto tu auspichi.

  9. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 6 Gennaio 2010 @ 23:07

    Articoli così, Ambra, mi riconciliano con il prossimo.   Mi fanno sperare che a poco a poco si possa essere in molti a capire dell’importanza dell’elezione diretta della maggioranza e del premier. Speriamo che il Pdl sia compatto (e che Fini non ne inventi una delle sue).

  10. Commento by Maria — 6 Gennaio 2010 @ 23:51

    Bell’articolo che condivido al 100% e segnalo subito su Facebook in modo che siano in tanti a leggerlo (così spero)
    Buon anno
    Maria

  11. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Gennaio 2010 @ 00:26

    Grazie, Maria. Buon Anno anche a te.

  12. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Gennaio 2010 @ 18:51

    Ambra, sono senza linea, e faccio questa segnalazione dal pc di mio fratello.

    Schifani, ancora una volta è stato chiaro: tra le riforme ci deve rientrare anche l’elezione diretta del premier. Qui.

    Forse ce la faremo?

    Certo che il Re tentenna (Fini) preoccupa molto. Leggi Veneziani, qui.

  13. Commento by Ambra Biagioni — 7 Gennaio 2010 @ 19:10

    Su questa intervista da Libero di oggi, nella seconda parte, dice che di scissione non se ne parla e poi direi che non è il caso di dare molto credito a tutto quello che si legge. Sulla volontà di arrivare al presidenzialismo poi, penso che siano in tanti ad essere d’accordo, considerato poi che Berlusconi non è eterno.

    Cerchiamo di essere ottimisti.

  14. Commento by Andrea — 2 Febbraio 2010 @ 12:54

    Voi che credete che il PdL sia una sana forza politica, voi che pensate che la libertà di pensiero sia un attentato ai vostri piccoli e grandi privilegi, voi che inorridite alle malefatte della parte politica avversa e scusate (o vi turate il naso) sulle nefandezze del signor B. e dei suoi accoliti, voi che inneggiate alla libertà ma poi invocate manganello ed olio di ricino per coloro che hanno un’idea diversa dalla vostra …

    RICORDATEVI:   29 APRILE 1945 – PIAZZALE LORETO (MILANO)

    Questa è la fine riservata ai dittatori ed ai loro tirapiedi.

    Meditate, gente, meditate…

    P.S. Spero che Fini sia il prossimo Presidente del Cosniglio e che vi faccia un **LO COSì (O) <– quelle sono le mani del gesto esplicativo

     

    VIVA IL POPOLO VIOLA, VIVA LA COSTITUZIONE!

  15. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 2 Febbraio 2010 @ 14:08

    Mi dispiace per te Andrea, ma qui di fascista ci sei solo tu. Almeno per quanto mi riguarda. io sono per non ripetere la cattiva esperienza della prima Repubblica, dove il voto degli elettori non contava niente, e voglio invece che d’ora in poi conti, con l’elezione diretta della maggioranza e del premier, con modifica costituzionale. Il parlamento non può modificare le maggioranze a suo paicimento. Come vedi il fascista sei tu.
    Si vede che leggi in fretta o non capisci ciò che leggi.

    Voglio raccomamdarti per il futuro di usare un linguaggio corretto, privo di insulti, perché altrinmenti sarò costretto a censurarti. Qui la buona educazione non è un optional ma è una regola da osservare. Il confronto di idee deve essere rispettoso nei riguardi dell’interlocutore.

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