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Sprecata la carta Cosentino

15 Luglio 2010

Machiavelli si starà rivoltando nella tomba. Il fine giustifica i mezzi. E dunque, poiché i finiani avevano già annunciato di appoggiare la mozione di sfiducia dell’opposizione, perfino se Cosentino fosse stato colpevole avrebbe dovuto essere difeso dalla maggioranza, invocando machiavellicamente e strumentalmente la presunzione di innocenza sancita dalla Costituzione.
A maggior ragione se la maggioranza lo considera addirittura innocente.

Cosentino era il pedone che poteva dare scacco matto a Fini. Mi domando di quali consiglieri sia circondato Berlusconi. Era partito bene: Chi del Pdl approva la mozione di sfiducia è fuori del partito, aveva appena tuonato.

Mi sono detto: ecco il redde rationem, finalmente. E, lo dico senza vergognarmene, Cosentino era   per me un po’ come Giacobbe per Isacco.

Al momento della votazione si sarebbero avute due possibilità:
– i finiani votano per la sfiducia. E allora i probiviri li cacciano dal partito. Mossa attesa da mesi e auspicata da moltissimi elettori. È lo scacco matto.
– i finiani non votano la sfiducia. E allora Berlusconi ha mostrato i muscoli e ridotto con la coda tra le gambe il presidente della Camera. Una vittoria alla quale, sono sicuro, sarebbero seguite altre.

Invece, con mia delusione, Cosentino si è dimesso e in mano a Berlusconi sono rimaste le mosche. La vittoria è di Fini, non ci sono dubbi, e Berlusconi porta a casa un’altra sconfitta contro il suo avversario.

Si ha l’impressione che Berlusconi abbia paura dello scontro. Abbaia come il cane alla luna, ma poi quando l’uomo gli si para davanti, mette la coda tra le gambe.
Non vorrei fosse l’inizio del declino.
Il Berlusconi che immaginavo forse non c’è più. Il cervello suo e dei suoi inefficienti consiglieri comincia a girare a vuoto.

Grande sofferenza per me. Grande delusione.
Le carte buone gli passano per le mani, e non sa giocarle.
Così non va, Cavaliere. A che cosa serve gridare: Forza Silvio! A nulla.

Andrà a finire che nel Pdl di “er caghetta” ne avremo due: quello storico, Fini, e quello di recente investitura, Berlusconi.

Per un po’ mi fermerò, amici lettori. Se non ci saranno scuotimenti, impennate di orgoglio e di leadership. Non voglio registrare ogni giorno questo declino.

Troppo doloroso: per la mia età e per le mie speranze.

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“E questa voi la chiamate politica?” di Emanuele Boffi (intervista a Rino Formica). Qui. Da cui estraggo:

“Ma se vuoi tenere viva la politica non puoi e non devi dimenticare. Non è una questione di vendetta personale, ma di vendetta storica. Ricordare non è di lenimento per le ingiustizie ricevute, ma serve per progredire, per ricostruire da dove è stato distrutto. Per questo, quando avrò le motivazioni della sentenza, aprirò un caso su un danno che non è personale, ma politico. Perché dopo tanto tempo bisogna che si risponda a questa domanda: in quegli anni la giustizia fu uno strumento usato consapevolmente e offerto inconsapevolmente oppure fu uno strumento usato inconsapevolmente ma offerto consapevolmente?”

“Alfano sbugiarda “Repubblica” con un post-it”. Qui.

“L’auto blu al mare: figuraccia del moralista Idv” di Gabriele Villa. Qui.

“La Lega spinge per far fuori Fini: «Governiamo lo stesso »” di Amadeo La Mattina. Qui.

“”Fini è stato il primo a dividere il Pdl ma ora ce ne sono altri che lo imitano”” di lucia Bigozzi (intervista a Daniela Santanché). Qui.
Da cui estraggo: “Berlusconi deve decidere, fare, non dare l’impressione di subire le tattiche degli altri.”
“E’ una persona troppo per bene, educata, troppo rispettosa della libertà degli altri. E’ un uomo che non è abituato a comandare ma a muoversi nel consenso più ampio. Lui non vuole dispiacere a nessuno: questa è la sua grande forza ma al tempo stesso il suo grande limite.”

“Intercettazioni, Pd a Fini: “Ora votate con noi” Il premier ai ministri: “Non fomentare divisioni””. Qui.

“Attenti, qui salta tutto” di Maurizio Belpietro” Qui (pag.45).

“Nel Pdl è l’ora del divorzio” di Gennaro Malgieri”. Qui (pag. 44).

“Cesare non sta ad Arcore. La P3 parlava con il Colle” di Filippo Facci. Qui (pag.46).


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11 Comments

  1. Commento by giuliomozi — 15 Luglio 2010 @ 08:31

    “Si ha l’impressione che Berlusconi abbia paura dello scontro”.

    Non solo dello scontro, Bart: Berlusconi ha paura anche del semplice confronto, della differenza d’opinioni, della discussione. Ha paura di ogni foglia che cade, di ogni sussurro. Ha paura perfino di un Gianfranco Fini che sta facendo di tutto per salvargli la pelle, suggerendo al Pdl una linea un po’ più presentabile.

    Ne scrivevo un anno e mezzo fa, qui, e un paio di mesi dopo qui.

    La morte politica di Silvio Berlusconi è avvenuta da un pezzo. Ne ho scritto anche nel mio libretto “Corpo morto e corpo vivo: Eluana Englaro e Silvio Berlusconi”.

    Faccio una profezia. Finché sarà capo del governo l’uomo più ricattabile e ricattato d’Italia, avremo un governo impotente.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 15 Luglio 2010 @ 10:43

    Non sono d’accordo. A Berlusconi sta mancando quella che credevo egli possedesse: la risolutezza dei suoi propositi. Invece la sua azione è continuamente annacquata da quelli che io considero i suoi cattivi consiglieri.
    Se vuoi, puoi leggere i miei ultimi articoli.
    Il suo nemico più pericoloso e infido è Fini, perché accumula le due cariche di cofondatore e di presidente della Camera e può rallentare e logorare l’azione del governo, e lavora per un fine che non è affatto quello che pensi tu: la legalità. No, mira, in una concertazione con Napolitano, a lasciare le cose come stanno.

    Fini lavora, dopo una giravolta a 360 gradi, per l’immobilismo. Berlusconi per il cambiamento.
    Solo che sta mostrando, Berlusconi,  di non avere la forza di lottare fino in fondo per il suo progetto. Anche sacrificando le questioni personali, ossia non deve temere che uscendo di scena, dopo aver condotto fino in fondo la sua battaglia, si dovrà presentare ai magistrati. Se ha commesso degli sbagli, si prepari a pagarli. O altrimenti a uscirne assolto.

  3. Commento by giuliomozi — 15 Luglio 2010 @ 12:55

    Bart, scrivi: “[Fini] lavora per un fine che non è affatto quello che pensi tu: la legalità”.

    Mi stupisco: sei convinto di leggermi nel pensiero?

    Piuttosto, leggi quello che ho scritto.

    Ho scritto che, secondo me, Fini “sta facendo di tutto per salvargli [a Berlusconi] la pelle, suggerendo al Pdl una linea un po’ più presentabile”.

    Che è tutt’altra cosa.

     

  4. Commento by Ambrarosa — 15 Luglio 2010 @ 14:02

    Ma caro Bartolomeo, hai provato a ragionare col cervello di chi vede l’Italia proiettata in Europa e cerca di salvarla da pericoli maggiori di quelli contingenti al Pdl ?
    Oggi si vota la manovra; è o non è di gran lunga la cosa più importante per non mandare l’economia italiana a farsi friggere ?
    Sono certa che questa è la valutazione che ha fatto Berlusconi e il sacrificio della carta Cosentino gli sarà certo costata più di quanto non possa sembrare.
    Ho come l’impressione che, invece di aiutarlo, ci mettiamo tutti a demolire quest’uomo che, caparbiamente, continua a mettere da parte sé stesso, si sforza di contenere i suoi impulsi, uguali e più forti dei nostri, per salvare quei quattro stracci che ci restano ancora.
    Per favore, non aspettiamo che sia la Storia a chiarire le cose, cerchiamo di essere più lungimiranti e non ci uniamo al coro dei detrattori.

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 15 Luglio 2010 @ 14:07

    Sono, Giulio, tue convinzioni, che tuttavia non condivido. Non so a cosa vuoi riferirti quando dice che gli salva la pelle. Politicamente? Ma se i suoi abbracci sono avvelenati. Fisicamente? Non credo proprio. Alla pelle gli hanno attentato già più di una volta, Fini o non Fini. E’ chiaro che quando sarà reso inattivo la pelle di Berlusconi non interesserà più a nessuno.
    Ho citato la legalità, perché è l’ultima bandiera che   sta sventolando Fini, ipocritamente.

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 15 Luglio 2010 @ 14:10

    Ambra, voglio un’impennata da parte di Berlusconi. La manovra si sapeva da tempo che sarebbe passata. Non era questo il punto per saldare i conti con Fini, ma proprio la mozione di sfiducia su Cosentino. E Berlusconi si è tirato indietro. Ed ora l’opposizione e i finiani cantano vittoria. Sono sconfitte gravi agli occhi dei suoi elettori.
    Sono sicuro che avrebbero preferito la battaglia tra finiani e Berlusconi con il conseguente esito finale a favore dell’uno o dell’altro. Così non si può andare avanti.

  7. Commento by Felice Muolo — 15 Luglio 2010 @ 18:32

    Bart,  un buon politico non cerca lo scontro diretto con l’avversario.  Aspetta pazientemente che  l’avversario si logori.  Berlusconi non  guadagnerebbe  nulla ad  annientare Fini. Lo terrà in campana fino a quando, Fini,  non deciderà di darsi  la zappa sui piedi.  Cosa che  Fini ha chiaramente dimostrato di non aver intenzione di fare. Forse i due finiranno per riabbracciarsi.  Per  non scomparire entrambi  sotto il rullo compressore della Lega.

  8. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 15 Luglio 2010 @ 19:53

    Felice, è Fini che logora Berlusconi.

  9. Commento by giuliomozi — 16 Luglio 2010 @ 07:51

    Sì, Bart: Fini sta cercando di salvar la pelle politicamente a Berlusconi. Il guaio è che Berlusconi, come Felice Muolo, sembra praticare la competizione politica esclusivamente come “annientamento”.

    Qualche settimana fa, Bart, protestavi fieramente per il ritorno della “mediazione”. Ecco: basterebbe un po’ di disponibilità alla mediazione (il che significa, ad esempio, badare a fare leggi che non siano destinate ad essere automaticamente cassate dalla Corte costituzionale: non è un fatto di principio, è un fatto di convenienza), e tutto questo si risolverebbe; e il consenso nel Paese attorno a Berlusconi aumenterebbe.

  10. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 16 Luglio 2010 @ 08:33

    Ho una visione diversa dalla tua in questo particolare momento politico.
    Tutto ciò che è appartenuto alla prima Repubblica, compresa la sua carta costituzionale (ma non sono il solo a dirlo) è una palla al piede per la modernizzazione dello Stato.
    Voglio liberarmi della repubblica parlamentare, e dare più potere agli elettori.

    Siamo in tempi di rivoluzione epocale, secondo me, per quanto riguarda il nostro Stato. E in tempi rivoluzionari non si deve cercare alcuna mediazione. Si deve andare avanti e gli errori, se se ne commetteranno, si correggeranno in seguito.
    Ci vuole una spallata.
    Ne sono convinto, e contavo su Berlusconi.
    Fini non è così generoso da volergli salvare la pelle. Fini lavora pro domo sua.
    Staremo a vedere le prossime mosse. Al momento, d’aprile in poi, Berlusconi non ha saputo sfruttare quelle che il suo stellone gli aveva messo a disposizione, compresa la carta Sorrentino.

  11. Commento by Felice Muolo — 16 Luglio 2010 @ 16:16

    Giulio, gli uomini politici non salvano la pelle politicamente a nessuno. Se Fini potesse contare sulla fedeltà di tutti i suoi di una volta, ne combinerebbe di più grosse.

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