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STORIA: Le figurine del Risorgimento

3 Aprile 2011

di Costanza Caredio

Che cosa rimane nella memoria dalla Kermesse risorgimentale? Le figurine di Garibaldi, di Cavour, di Mazzini un po’ defilato, ma non i Savoia che sono stati messi da parte.

Garibaldi, già abbondantemente sfruttato dal PCI ai vecchi tempi, è un eroe pittoresco e generoso, adoperato nei due mondi come un ariete contro il Cattolicesimo. Il suo segno è infatti l’anticlericalismo allo stato puro.

Mazzini non era generoso, ma neanche ingenuo. Magari portava sfortuna, ma era severo e colto , conosceva bene e valutava   i grandi movimenti ottocenteschi, socialismo e marxismo. Non amava i fuoriusciti russi, esaltati e anarchici, anche se i metodi rivoluzionari erano simili. Era di casa presso amici ebrei in Svizzera e a Londra, con i quali condivideva l’ESILIO come luogo di meditazione e di espiazione e metteva a punto la visione comune di Dio,Terra e Popolo. Fu allora che anche gli Ebrei sui quali soffiava il vento del nazionalismo, si dettero una mossa e elaborarono progetti concreti per “il ritorno a Sion”.

In questa sfilata di personaggi risorgimentali importanti, l’intera classe aristocratica è stata completamente cancellata. la figura femminile salvata dall’oblìo è quella della nobile escort, la contessa di Castiglione, mandata a sedurre Napoleone, il piccolo, per amor di Patria.

Pure l”800 abbonda di donne regali :regine in carica, regine spodestate, regine protettrici di poeti anarchici incattiviti, regina Elena madre di famiglia con il compito di rinvigorire la stirpe ;Sono stati sbianchettati gli eredi Savoia, colpevoli di non adeguarsi a icone reali :ma un re non deve adeguarsi a nulla : la sua virtù è il Sangue Reale.

Eliminando i re, anche le vicende del Sud diventano incomprensibili. I Borboni, promossi recentemente a sovrani esemplari, non potevano ufficialmente essere spazzati via da un Cavour, ministro della Real Casa, come due Murat qualunque. Ma non si capiscono nemmeno le rivolte e le repressioni che non si verificarono né in Toscana ,né nello Stato Pontificio e quindi si ricorre per il Sud, all’accusa razzista di   brigantaggio congenito. Chi ispirò i ribelli? chi li rifornì di armi e di denaro? e quale fu il ruolo in queste vicende della coppia borbonica, rifugiata prima a Gaeta e poi a Parigi?

La regina spodestata, Sofia di Baviera, sorella di Sissi, covò per anni e anni la sua rancorosa vendetta, armò la mano di Bresci e soffiò sulla rivolta “del pane” del ’98 (Petacco).e infine maledì le progettate nozze fra Maria José, discendente anch’essa dai re di Baviera, belli e maledetti, e l’erede Savoia.

Nella storia d’Italia è bene che ci siano tutti, re e popolo, briganti e gendarmi, santi e dannati, perché tutti figli della stessa terra.


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