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Il Nord Africa. Ci siamo

3 Aprile 2011

Prima o poi i nodi vengono al pettine, dice il proverbio. Basta avere un po’ di pazienza, e anche sulle cosiddette rivoluzioni democratiche che stanno incendiando il Nord Africa si farà chiarezza. Passerà molto tempo? Non credo. Ormai anche da parte americana è stata segnalata l’infiltrazione tra gli insorti degli uomini di Bin Laden, il cui odio verso gli occidentali è noto. Che possano insediarsi a sud del mediterraneo governi amici dell’Occidente, temo che sia assai improbabile. I sorrisetti, gli ammiccamenti di oggi si trasformeranno in belligeranza camuffata.

Riguardo agli immigrati stiamo già misurando il nuovo governo tunisino. L’Italia gli ha chiesto di accettare il rimpatrio dei clandestini giunti sul nostro territorio con riferimento ad un trattato in tal senso firmato nel 1998, e i tunisini fanno gli gnorri. Si legge (e anche qui):  

“Fonti del governo fanno sapere che Maroni e Frattini hanno concordato con le autorità tunisine il rimpatrio immediato e progressivo – nel giro di un mese con navi e aerei – di tutti i cittadini del paese nordafricano arrivati a Lampedusa quest’anno, sulla base dell’accordo tra i due Paesi sottoscritto il 6 agosto 1998 e rinnovato nel gennaio del 2009. Non c’era dunque da firmare un nuovo accordo. Ma quell’impegno non è stato rispettato. Da Roma è stata infatti inviata a Tunisi la richiesta per il rimpatrio dei primi mille già identificati, senza avere risposta.”

Dunque, tunisini accertati dalle nostre autorità come clandestini, quindi non in regola per sostare sul nostro territorio, vengono rifiutati dal loro Paese.
Che significa?

Il governo tunisino dovrebbe vergognarsi di lasciare allo sbando i propri connazionali, ed invece sostiene che ha troppi problemi causati dall’ingresso dei libici in fuga dal loro Paese. Preferisce, ossia, accogliere i cittadini libici (i quali poi se ne andranno anche da lì) piuttosto che i propri: fuggiti, è vero, ma ora bisognosi di riavere l’assistenza della propria Patria.

Vi sembra una motivazione degna di una Nazione? Credo proprio di no. È una migrazione che, se ha una componente umanitaria, ha anche, secondo me, una componente molto sospetta. La domanda è: Perché il proprio Paese li rifiuta?: c’è un qualche interesse del governo tunisino a che i propri cittadini restino in Occidente?

Se si aggiunge che l’Egitto si dà da fare per armare i ribelli libici possiamo anche concludere che questi due nuovi governi, i primi apparsi sulla scena a seguito delle rivolte, già ci creano qualche problema, e alimentano molti interrogativi.
E siamo solo agli inizi.

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Bart