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Sulle intenzioni della Nato non ci sono più dubbi

1 Maggio 2011

Che la Nato, probabilmente ispirata dai francesi e dagli inglesi, non abbia mai pensato di usare le sue armi per una guerra che non facesse vittime civili, e fosse addirittura chirurgica al massimo possibile, ci hanno creduto solo gli allocchi.

Ormai siamo esperti di queste faccende. Si dice una cosa e poi se ne fanno altre, e specialmente quelle che abbiamo promesso di non fare.
I continui bombardamenti centrati sul bunker di Gheddafi sono una chiara dimostrazione che l’intento non è affatto quello di distruggere gli armamenti di cui il rais dispone, bensì quello di mirare direttamente ad ucciderlo, a farlo scomparire dalla scena per sempre.

Per arrivare a questo non si bada a spese. Ieri l’annuncio della morte di uno dei figli di Gheddafi, di appena 29 anni e pare il meno interessato alla politica; così pure abbiamo appreso della morte di tre nipotini del rais.
Si può avere o meno simpatia per Gheddafi, ma al solo pensare che, senza che lui abbia attaccato le potenze della Nato, si miri ad ucciderlo, e per questo ad uccidere anche giovani componenti della sua famiglia, vengono i brividi provocati dall’orrore e dalla miseria umana.

Gheddafi ha lasciato dichiarazioni di fuoco, accusando la Nato di violare perfino i contenuti della risoluzione Onu che ha dato il via ai bombardamenti. Sono d’accordo anch’io, come scrivono altri, che la guerra ha travalicato da un bel po’ i limiti che le erano stati assegnati. Ora si va a ruota libera, e chi sa che cosa potrà succedere, visto che il rais ha dichiarato di non voler arrendersi, disposto a morire nella sua patria con le armi in pugno.
Il dolore per il lutto che lo ha colpito ha sicuramente inasprito il suo animo e fa bene Maroni a prendere sul serio le sue minacce contro l’Italia.

Scrissi anch’io che l’Italia avrebbe dovuto fare come la Germania, visto che in più noi avevamo un patto d’acciaio con Gheddafi, rinnovato appena alcuni mesi prima.
Se ci considera dei traditori, ha tutte le ragioni per sostenerlo.

Solo che un uomo gravemente ferito come lui, non può accontentarsi del semplice pianto e delle veementi ire contro gli occidentali e contro l’Italia.
Passerà all’azione, sicuramente troverà il modo di rinverdire vecchie alleanze con il terrorismo e non è detto che non finisca per ricevere sostegni insperati da parte di quelle nazioni islamiche che vivono sul fanatismo antioccidentale e anticristiano, Iran in testa.

Ormai sono sempre più numerose le voci che legano Assad della Siria all’Iran e ad un progetto che, comprendendo anche il nuovo Egitto, mira a diffondere sulle rive del mediterraneo l’islamismo più oltranzista.
Noi saremmo la nazione che ne farebbe le spese più delle altre. Eppure la nostra collocazione nel Mediterraneo ci avrebbe dovuto consigliare da decenni una politica di trait d’union tra il Nord Africa e l’Europa. Ci provò Craxi, ma non trovò molti alleati animati dalla stessa forte convinzione.

Non so se a questo punto riusciremo mai a realizzare quella che la geografia ci aveva e ci ha assegnato come vocazione naturale.
Il Nord Africa, infatti, ci prenderà di mira, e non si comincerà solo con Gheddafi. Le minacce che ci ha lanciato avranno prima o poi il sostegno di altri.

Il tradimento di Berlusconi (così lo giudica Gheddafi, e come dargli torto), per uno come il rais non può restare impunito. Se ho imparato a conoscerlo, la sua vendetta non avrà limiti, e consiglierei alla politica di prendere misure di sicurezza estrema a tutela del nostro presidente del Consiglio. La prudenza non è mai troppa, e non lo è con uno stratega e un combattente indubbiamente dotato come Gheddafi, la cui ferocia attuale forse non abbiamo mai sperimentata.

Maroni, mi pare di leggere, ha capito la pericolosità del rais. Dunque allertiamoci e riflettiamo anche sull’errore che, sull’onda delle sollecitazioni della sinistra e di Napolitano, ci ha fatto precipitare in una situazione che, per sovrappiù, porrà un freno, se non addirittura uno stop, al percorso delle riforme tanto attese dalla maggioranza degli italiani.

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“Napolitano, l’appello per una sinistra affidabile “Sia un’alternativa o resti all’opposizione”. Qui.


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Bart