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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Tre articoli

3 Maggio 2012

Governo cabaret
di Vittorio Feltri
(Dal “Giornale”, 3 maggio 2012)

Quando √® giunta in redazio ¬≠ne questa no ¬≠tizia, erava ¬≠mo increduli e l’abbiamo riletta due vol ¬≠te per capire se fosse o no uno scherzo. Ebbene, non si tratta di uno scherzo, quindi √® ancora pi√Ļ diver ¬≠tente, ammesso che ci sia ancora chi abbia voglia di divertirsi con la spending review, cio√® la revisione della spesa. Breve premes ¬≠sa per comprendere la fac ¬≠cenda. Il governo Monti √® stato imposto dal presi ¬≠dente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e ac ¬≠cettato obtorto collo dai partiti che non riuscivano a mettersi d’accordo su co ¬≠me affrontare l’emergen ¬≠za economica.

Fin dal suo insediamen ¬≠to, il premier ha reso noto le proprie idee: poche chiacchiere, qui si tratta di salvare il Paese dal bara ¬≠tro; cominciamo a recuperare denaro fresco azio ¬≠nando la leva fiscale, poi taglieremo la spesa pub ¬≠blica nella misura neces ¬≠saria all’abbattimento del debito. Discorso logico, ineccepibile. La prima parte del piano √® stata at ¬≠tuata rapidamente: tasse in quantit√† da ammazza ¬≠re un toro. Vabb√®. Non se ne poteva fare a meno. La seconda parte √® iniziata pure speditamente con l’innalzamento dell’et√† pensionabile, ma si √® subi ¬≠to fermata l√¨.

Altre iniziative, zero. Perché? Spiegazione del presidente del Consiglio:
calma, una cosa alla volta, occorre studiare a fondo la pratica onde evitare er ¬≠rori. Giusto. Studia oggi e studia domani, finalmen ¬≠te il Consiglio del ministri si riunisce per decidere le potature. Siamo tutti in at ¬≠tesa, col fiato sospeso, di apprendere cosa abbiano escogitato i tecnici allo scopo di sistemare i conti. La montagna partorisce un topolino: una misera sforbiciata da 4 miliardi fi ¬≠nalizzata, dicono i cervel ¬≠loni, a non aumentare l’Iva di due punti il prossi ¬≠mo autunno.

Se il debito pubblico √® di 2.000 miliardi, recupe ¬≠rarne 4 significa togliere una goccia dalla palude che, pertanto, rester√† pa ¬≠lude. La realt√† √® che i tecni ¬≠ci da cui ci si aspettava mi ¬≠racoli non sono abbastan ¬≠za tecnici nemmeno per gestire l’ordinaria ammi ¬≠nistrazione, tanto √® vero che si sono rivolti ad altri tecnici per avere indica ¬≠zioni su come azionare le cesoie: Enrico Bondi, Francesco Giavazzi e Giu ¬≠liano Amato. Ogni com ¬≠mento sarebbe superfluo: viene da ridere e basta. I ci ¬≠tati professori suggeriran ¬≠no agli altri professori, che li hanno nominati, quali siano i rami secchi da recidere. Intanto, mol ¬≠to tempo √® passato e mol ¬≠to altro ne passer√†, proba ¬≠bilmente invano. Non lo diciamo perch√© abbiamo pregiudizi e nessuna fidu ¬≠cia nei bocconiani e nei lo ¬≠ro colleghi; purtroppo, constatiamo l’assoluta incapacit√† dell’inte ¬≠ra compagine governativa di legge ¬≠re i bilanci dello Stato e di scovare le voci su cui intervenire per com ¬≠primere le spese superflue o non indispensabili.

√ą lo stesso esecutivo a confessa ¬≠re la propria inettitudine, e lo fa nel modo peggiore, con grande sprez ¬≠zo del ridicolo, addirittura invitan ¬≠do i cittadini a esprimere la pro ¬≠pria opinione sui tagli che conside ¬≠rano opportuni. Come? La presi ¬≠denza del Consiglio ha predispo ¬≠sto sul sito web ufficiale del gover ¬≠no una sorta di modulo su cui cia ¬≠scuno ha la possibilit√† di scrivere la sua. A prima vista sembra un esercizio democratico nuovo, in ¬≠vece √® una inedita sciocchezza che dimostra la sprovvedutezza dei tecnici. I quali, pur avendo a dispo ¬≠sizione la contabilit√†, nonch√© la cassa, domandano alla gente, pri ¬≠va di informazioni specifiche, co ¬≠me e dove convenga agire con la lima.

Siamo al paradosso: il medico che sollecita il paziente a formula ¬≠re la diagnosi su s√© medesimo e ma ¬≠gari a scegliere la terapia idonea. Immagino le risposte degli italiani al quesito: siete voi che maneggia ¬≠te il denaro e venite adirci che igno ¬≠rate il modo per non sprecarlo? Ma allora che ci fate l√¨, scaldate le sedie, rubate lo stipendio? S’√® mai visto un docente che si fa illumina ¬≠re sulla propria materia dai discen ¬≠ti? Eppure a questo sono arrivati i tecnici: pronti per il cabaret.


Amato ci è già costato 13 milioni di euro
di Franco Bechis
(Da ‚ÄúLibero‚ÄĚ, 3 maggio 2012-05-03

Le cattive notizie sono due. La prima la conoscete tutti: Giuliano Amato ha trovato il suo centesimo incarico po ¬≠litico della vita: consulente di Mario Monti sui costi della politica. La secon ¬≠da l’avete sentita qualche tempo fa: per cambiare la legge sui rimborsi elettorali molti pensano di tornare a finanziare i par ¬≠titi con il 740, firmando per devolvere il 5-6 per mille dell’Irpef. La notizia in s√© non √® cattiva, ma se si incontra con la prima rischia di trasformarsi in tragedia.

Mentre scrivo non so co ¬≠sa potr√† accadere durante la notte: magari Amato l’ha gi√† letta ed √® passato nella vostra banca prelevando dal conto corrente direttamente un sei per mille da dare ai partiti. √ą la sua passione prelevare il 6 per mille dai conti correnti degli italiani. Appena diven ¬≠tato presidente del Consiglio nel 1992 √® stato il primo viag ¬≠getto che ha fatto in una not ¬≠te d’estate. E non si √® mai pentito.

OCCHIO AL CONTO

Il rischio √® grande, convie ¬≠ne mettere il lucchetto al vo ¬≠stro conto in banca. Perch√© se c’√® una cosa che Amato sa √® che la politica costa. Nessu ¬≠no lo sa meglio di lui, e credo che sia proprio per questo motivo che Monti l’ha voluto con s√©. Amato √® infatti il pi√Ļ grande costo della politica vi ¬≠vente in Italia. Da quando ha scelto di farsi eleggere o no ¬≠minare in qualche incarico pubblico accantonando (e spesso cumulando) l’amata cattedra universitaria, Amato √® costato ai contribuenti ita ¬≠liani la bellezza di 13.661.172 euro, contati al centesimo. √ą il numero uno in Italia. Batte perfino l’unico che pu√≤ te ¬≠nergli testa, l’attuale presi ¬≠dente della Repubblica, Gior ¬≠gio Napolitano, che √® nato 13 anni prima dell’amico Giuliano, ma ha avuto meno inca ¬≠richi pubblici di prestigio: ha fatto il parlamentare 45 anni, ma buona parte di questi quando lo stipendio era poco pi√Ļ di un rimborso spesa e l’attivit√† politica quasi volon ¬≠tariato.

POLTRONE IN SERIE

Amato invece il parlamen ¬≠tare ha iniziato a farlo nel 1983, che si pagava pi√Ļ che bene. E dal primo giorno ha cumulato subito un incarico di governo: sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel primo e nel secondo go ¬≠verno guidato da Bettino Cra ¬≠xi. Fino al 1987. Poi Craxi √® stato sbalzato di sella, Amato no: vicepresidente del Consi ¬≠glio e ministro del Tesoro fino al 1989. Presidente del Consi ¬≠glio nel 1992 e una seconda volta nel 2000. Nel mezzo e dopo ancora ministro delle Riforme costituzionali, mini ¬≠stro del Tesoro e ministro dell’Interno.

Ha passato 133 mesi della sua vita con un incarico di governo, e 224 mesi √® stato parlamentare della Repubbli ¬≠ca (quasi sempre deputato, un giro solo senatore). A que ¬≠sti ha aggiunto un bel venta ¬≠glio di incarichi pubblici, quasi sempre remunerati, talvolta molto ben remunera ¬≠ti: 37 mesi e mezzo alla guida dell’Antitrust, presidente del comitato dei garanti per le celebrazioni del 150 ¬į anniver ¬≠sario dell’unit√† di Italia per circa un anno, attualmente presidente della Treccani da 38 mesi (incarico che vale 150 mila euro l’anno). Fra incari ¬≠chi politici e indiretti Amato ha goduto del benefit di auto blu con autista per 236 mesi. E naturalmente di tutti gli al ¬≠tri benefit che sono concessi a parlamentari e membri del governo: aerei, treni e auto ¬≠strade gratis, bollette telefo ¬≠niche parzialmente rimborsate e quisquilie varie.

Prendendo per buona la sua versione sulla scelta di non cumulare pensione e sti ¬≠pendi in alcune fasi della sua vita politica e tenendo conto delle leggi che vietano il cu ¬≠mulo, Amato ha percepito per 132 mesi una quota di pensione pubblica. Una par ¬≠te √® costituita dal vitalizio e una parte dall’incremento della pensione Inpdap otte ¬≠nuto grazie al passaggio all’antitrust.

GRAZIE ITALIANI

√ą grazie a tutti questi inca ¬≠richi pubblici che Amato ha ricevuto dagli italiani i suoi 13,6 milioni di euro. La som ¬≠ma √® costituita da emolu ¬≠menti pensionistici pubblici lordi per 2,1 milioni di euro (solo quota vitalizio + parte antitrust), altri 4,2 milioni di euro per indennit√† parla ¬≠mentare, diaria, rimborso spese segreteria parlamenta ¬≠ri. E ancora: 1,03 milioni di euro come indennit√† aggiun ¬≠tiva per incarichi di governo e 1,4 milioni di euro di inden ¬≠nit√† lorda per incarichi a no ¬≠mina politica/pubblica (anti ¬≠trust e Treccani). Infine ci so ¬≠no 4,7 milioni di euro di spe ¬≠se di trasporto per i suoi in ¬≠carichi pubblici. Il solo costo medio annuo di un auto blu si aggira infatti intorno ai 25 ¬≠30 mila euro (comprensivo della spesa per autisti).

In cambio dei 13 milioni di euro di emolumenti Amato ha regalato all’Italia pi√Ļ di un quarto del suo attuale debito pubblico.

Certo, era in buona com ¬≠pagnia e non era il solo re ¬≠sponsabile, ma mentre lui era al governo con uno dei suoi tanti incarichi il debito pub ¬≠blico √® cresciuto di 507,1 mi ¬≠liardi di euro. Il grosso √® re ¬≠lativo ai governi Craxi-Goria e De Mita in cui Amato √® stato a palazzo Chigi e al ministero del Tesoro. Un terzo della somma √® invece dovuta alle sue avventure da presidente del Consiglio e al periodo in cui √® stato ministro nei gover ¬≠ni di Massimo D’Alema e di Romano Prodi.


Gioca al tagliaspese
di Maurizio Belpietro
(da ‚ÄúLibero‚ÄĚ, 3 maggio 2012)

Devo rivelare un piccolo retroscena re dazio – nate. Luned√¨ scorso, quando si √® trattato di commentare la nomina a super commissa ¬≠rio alla spesa pubblica di Enrico Bondi, a Li ¬≠bero si √® discusso molto. In particolare sulla scelta del titolo: l’ala radicale del giornale propendeva per un secco ¬ęCi hanno preso per il culo ¬Ľ; quella moderata, nella quale mi ci metto anch’io, era per un pi√Ļ castigato ¬ęPresi per i fondelli ¬Ľ. Dovendo parlare di professori, che sono per definizione sobri, abbiamo infi ¬≠ne optato per la soluzione pi√Ļ elegante.

Con il senno di poi probabilmente avrem ¬≠mo fatto meglio a decidere per la versione meno casta, la quale, sebbene un po’ volgarotta, aveva il merito di esprimere a pieno ci√≤ che sta accadendo da quando al governo ci sono i tecnici. Noi pensavamo che il fondo (schiena) fosse stato toccato durante l’ultima riunione del Consiglio dei ministri, con l’affi ¬≠damento della missione di tagliare i soldi alla Casta a un tipo come Giuliano Amato che della Casta fa parte da almeno 25 anni, ma ci sbagliavamo, perch√© Monti e colleghi sono riusciti a far di meglio. Ieri infatti si sono rivolti direttamente agli italiani, chiedendo dal sito internet di Pa ¬≠lazzo Chigi di segnalare come e dove affon ¬≠dare il bisturi, ma comunicando per√≤ allo stesso tempo, per bocca del sottosegretario Antonio Catrical√†, che il piano per la riduzio ¬≠ne degli sprechi sar√† pronto in quindici gior ¬≠ni. Evidentemente le due cose non vanno di pari passo, perch√© se in due settimane ver ¬≠ranno resi noti i tagli non c’√® ragione di chie ¬≠dere l’aiuto da casa, che – come nel program ¬≠ma di Gerry Scotti, Chi vuol essere milionario – si sollecita solamente quando non si sa che pesci prendere. O il piano c’√® e non serve che gli italiani diano il loro contributo, oppure non c’√® e sono necessarie le segnalazioni dei privati. Nell’uno e nell’altro caso l’esecutivo mostra di essere un po’ confuso. Dopo mesi in cui i ministri si sono segnalati per l’ostenta ¬≠ta sicumera, ora il loro procedere appare in ¬≠certo e perfino contraddittorio. Ci√≤ che fino a ieri sembrava sicuro, negli ultimi giorni √® di ¬≠venuto vago. La serenit√† d’animo con cui ve ¬≠nivano affrontati i problemi a sua volta ha la ¬≠sciato spazio a una buona dose di nervosismo.

Eppure non c’era bisogno di super com ¬≠missari, n√© di super consulenti per stabilire come impugnare le forbici. Con un po’ di buona volont√† sarebbe stato sufficiente fare un giro in biblioteca, prendendo a prestito i libri che in materia di spesa pubblica sono stati pubblicati nell’ultimo ventennio, a co ¬≠minciare da quelli scritti da Raffaele Costa, il deputato liberale noto perle sue battaglie an ¬≠ti- sprechi. Dal primo all’ultimo costituisco ¬≠no un’enciclopedia delle maniere in cui si buttano i soldi dei contribuenti. A firma di Stella e Rizzo, Porro e Cervi, Giordano e Liviadotti si trovano elencate tutte le follie del bi ¬≠lancio statale. Norme e consuetudini con cui per decenni si sono bruciati quattrini pubbli ¬≠ci, un fal√≤ che ancora continua.

Ma perch√©, se √® tutto noto, i professori non usano quei testi scritti e li fanno propri? Sem ¬≠plice. Un conto √® dire dove bisogna interve ¬≠nire, un altro √® farlo. Diceva benissimo l’altro giorno su Libero il professor Luca Ricolfi: tutti sanno dove se ne vanno i soldi, ma nessuno sa come fermare il flusso senza rischiare l’im ¬≠popolarit√†. Gi√†, perch√© il tema √® il seguente. Se spende troppo, l’Italia deve essere messa a dieta, ma, siccome non tutto il Paese ha biso ¬≠gno di rimanere a digiuno, serve stabilire per chi √® giunta l’ora di adeguarsi a regimi ali ¬≠mentari pi√Ļ contenuti. Per Ricolfi al Nord la spesa pubblica √® gi√† a stecchetto, mentre al Sud ci si abboffa e volendo si potrebbe rispar ¬≠miare il 40 per cento. Come mai non si fa? Per non rischiare la rivolta. Siccome ogni inter ¬≠vento suscita la reazione delle categorie o delle Regioni colpite, nessuno ha voglia di prendersi la patata bollente, neanche i tecni ¬≠ci. E allora via con i super tecnici, sperando che almeno loro abbiano voglia di metterci la faccia e rimetterci il sonno.

Ingenuamente, noi pensavamo che gli esperti, a differenza dei politici, avrebbero governato senza guardare in faccia a nessu ¬≠no. Invece scopriamo che l’esecutivo tecni ¬≠co, al pari di quelli normali, procede con il bi ¬≠lancino e soprattutto con i sondaggi, deci ¬≠dendo solo ci√≤ che piace alla gente che piace. Pi√Ļ che il governo dei professori sarebbe dunque meglio chiamarlo il governo dei fur ¬≠boni. Che da un lato predicano bene, ma dall’altro razzolano male. E come razzolino lo dimostra un piccolo episodio accaduto ieri al Senato, quando si √® trattato di votare un emendamento che ripristinava le pensioni d’oro degli alti papaveri dello Stato. L’esecu ¬≠tivo aveva dato parere favorevole e se la nor ¬≠ma non √® diventata legge lo si deve al fatto che Pdl, Lega e Italia dei Valori si sono messi di traverso, bocciando la furbata. Perch√© sar√† anche vero che i professori non hanno un partito alle spalle, ma hanno una famiglia piuttosto allargata: quella della nomenclatu ¬≠ra di Stato.

Ps. In serata √® arrivata in redazione una di ¬≠chiarazione del presidente del Consiglio, il quale, a proposito delle riforme, pare abbia dichiarato: non aspettatevi molto. Quando si dice l’uomo giusto per infondere fiducia al Paese…


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Bart