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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Un anno di governo Monti. Un anno senza B. Quel che c’√® e quel che manca

12 Novembre 2012

di Caterina Perniconi
(da “il Fatto Quotidiano”, 12 novembre 2012)

Trecentosessantacinque giorni  per rimettere in piedi un Paese in crisi posson bastare?
Non solo economia per far fronte all’emergenza, ma anche lacrime per i pensionati, studenti sfigati, e precari choosy. Il bilancio dei tecnici √® cominciato in trend positivo: non potevano fare peggio del governo che li aveva preceduti. Ma hanno rispettato le attese o deluso i cittadini? Lo abbiamo chiesto a cinque autorevoli commentatori, tutti d’accordo sulla necessit√† di ridimensionare le altissime aspettative della vigilia.

In cambio di rigore e sacrifici, il governo tecnico non ha saputo dare all’Italia ci√≤ di cui aveva bisogno. ‚ÄúInsoddisfacente‚ÄĚ la spending review, ‚Äúfumo negli occhi‚ÄĚ la legge anti-corruzione, ‚Äúinefficace‚ÄĚ la lotta all’evasione, ‚Äúeccessivo‚ÄĚ l’aumento delle tasse, ‚Äútimide‚ÄĚ le liberalizzazioni, ‚Äúnessuna strategia‚ÄĚ per l’offerta n√© per l’industria, ‚Äúdimenticati‚ÄĚ ambiente e cultura, per non parlare della scuola e dell’universit√†.

Un rendiconto molto misero per un esecutivo che, nella continua ricerca dell’equilibrio di una strana maggioranza, non ha avuto il coraggio di cambiare direzione dopo una stagione politica durata 18 anni. Infatti l’11/11/11 non sar√† ricordato solo per l’eccezionale ripetizione numerica, ma anche per l’addio di Silvio Berlusconi. L’ufficialit√† arriv√≤ il giorno dopo. E domani, cosa ci attende?

SANDRO TRENTO

√ą ora di tornare alla politica Poche luci, molte ombre

UN ANNO FA eravamo in piena emergenza, l’Italia era sul punto di una grave crisi finanziaria. Il governo Monti ha avuto il merito di rassicurare i mercati con manovre finanziarie ¬†molto robuste, con impegni chiari sul pareggio di bilancio e con alcune riforme. ¬†La riforma delle pensioni ha definitivamente risolto il problema degli equilibri previdenziali. Il giudizio √® positivo anche sulla recente riduzione del numero di province. Ma molti sono i dubbi sull’azione di governo nel suo insieme: il risanamento √® stato realizzato con un eccessivo aumento ¬†delle tasse e questo ha avuto un profondo effetto recessivo. La riforma del mercato del lavoro √® stata gestita malissimo e il risultato √® deludente. Scarsa la lotta all’evasione e assente quelle ai costi eccessivi della politica. Liberalizzazioni timide sulle professioni ma nessun coraggio sui monopoli delle reti. Poca attenzione per l’industria e in generale nessuna strategia per l’offerta. Poca attenzione per la giustizia sociale. Zero su scuola e universit√†. √ą ora di tornare alla politica.

ROBERTA DE MONTICELLI
Ci sono pi√Ļ privilegi di prima quando diceva di volerli abolire
DODICI MESI FA salendo al Quirinale Mario Monti disse: ‚ÄúC’√® un lavoro enorme da fare. Bisogna abolire i privilegi‚ÄĚ. ‚ÄúPrivilegi‚ÄĚ √® davvero un eufemismo per dire l’enorme dissipazione ¬†di denaro pubblico in corruzione, malversazione, abusi, distruzione di risorse, talenti, speranze e futuro; per dire la politica come rapina e non come governo. ‚ÄúPrivilegi‚ÄĚ √® parola povera per dire il sistema di privilegi criminali che ha sostituito il sistema della competizione liberale, eppure quella frase evocava un’idea di giustizia. Cosa ne rimane oggi? Una ¬†legge anti-corruzione falsa e inutile, una proposta di legge di semplificazione che neppure Berlusconi avrebbe osato, tanto brutalmente abolisce gli ultimi vincoli alla cementificazione e due enormi buchi tecnici l√† dove i danni restano irreversibili: la distruzione dell’ambiente, che √® distruzione della nostra salute e quella del patrimonio culturale che √® distruzione del futuro dei nostri figli.
OLIVIERO BEHA
Un mito per il passato, un buco nero per il futuro
IL MAGGIOR MERITO del governo Monti dopo un anno √® ancora quello di aver rilevato un esecutivo che ci ha ridotti in questo stato, con la complicit√† complessiva della classe ¬†politica. Ma purtroppo anche il maggior demerito del medesimo coincide con il merito: per risollevare l’umore della truppa italiana nel suo disperante ‚Äúrompete le righe‚ÄĚ, infatti, siamo sempre costretti a riandare al Berlusca e ai suoi affini, iniquamente sparsi per le lande parlamentari. Con quelli saremmo ulteriormente precipitati, con i tecnici simuliamo un po’ di resistenza alla ¬†crisi. Per√≤ resta il nodo centrale: la situazione economica √® ancora fallimentare, l’effetto-precipizio ha colpito i pi√Ļ deboli, la voce-lavoro √® tremenda, quella pensioni tra ‚Äúesodati‚ÄĚ e ‚Äúricongiunti‚ÄĚ mette affanno o spavento addirittura ecc. E niente d√† il segno di un’inversione di tendenza reale, di ideali e valori, quindi culturale, quindi politica. Vedi la crisi della scuola e dell’Universit√†, cio√® il nostro domani. Lo spread profondo √® quello, ma sembra essere fuori dall’orizzonte di Monti&co. Quindi Monti √® un mito per il passato, una pezza a colori per il presente, un buco nero per il futuro.
MARCO POLITI
Ha salvato l’Italia dal baratro, ma i precari sono abbandonati
MONTI HA SALVATO l’Italia dal baratro finanziario e ha ridato credibilit√† internazionale al Paese. La maggioranza degli italiani lo avverte istintivamente. L’opinione pubblica ¬†giudica allo stesso tempo la traiettoria del governo tecnico. Circa i costi del salvataggio, il premier si √® dimostrato singolarmente reticente nel chiamare a pagare i boss delle slot-machine, la Chiesa, i possessori di conti correnti nascosti in Svizzera e in altri paradisi fiscali. Nessun motivo di razionalit√† economica giustifica ritardi e omissioni di questo tipo. ¬†Infine resta negletta la riforma numero 1 di cui ha bisogno la societ√† italiana: l’abbattimento delle norme che alimentano il lavoro precario di milioni di giovani e √Ę‚ā¨‚Äú purtroppo √Ę‚ā¨‚Äú anche meno giovani. Da Grillo a Renzi, da Casini a Bersani, ad Alfano tutti guardano altrove. Ma il premier √® oggi responsabile nel far finta di credere che il problema sia stato risolto dalla riformetta Fornero. √ą sul piano sociale che Monti rivela di non avere la tempra di un riformatore. Con questo precariato non ripartiranno neanche i consumi. Perci√≤ non c’√® nessuna agenda-Monti da idolatrare.
BRUNO TINTI
Partito cavallo, arrivato asino I risultati hanno deluso

PARTITA de caballo llegada de burro. Cos√¨ dicono gli spagnoli. L’inizio fu folgorante: ‚ÄúVi comunico che, per mia scelta personale, non ricever√≤ alcun stipendio per la mia funzione di presidente ¬†del Consiglio‚ÄĚ. E poi l’Italia, di nuovo e dopo tanto tempo, accolta nel consesso internazionale. Lo stesso Monti, serenamente autorevole, che ricorda a Sarkozy e a Merkel che, s√¨, l’Italia far√† i compiti a casa ma proprio lui, qualche tempo prima, aveva avviato, come Commissario europeo, una procedura di infrazione contro la Germania per le stesse colpe che i due rimproveravano all’Italia. E ancora il salvataggio dalla ¬†bancarotta; con lacrime e sangue, certo; ma cosa ci si poteva aspettare dopo 30 anni di clientelismo e corruzione? Poi e arrivata la spending review: 30 province appena e le altre ancora l√¨ a sprecare soldi e assicurare clienti alla politica; e 30 tribunali su pi√Ļ di 100 che avrebbero dovuto esser soppressi. Un incidente di percorso? Ma no, √® arrivata la nuova legge sulla corruzione. Fumo negli occhi: reati finti, prescrizione garantita, niente falso in bilancio e auto riciclaggio. Giudizio complessivo? A coda di topo (che comincia grossa e finisce fina fina).


Lucca Comics and Science, anno zero
di Roberto Natalini
(da “l’Unit√†”, 12 novembre 2012)

Chi non √® mai stato a Lucca ¬†Comics&Games (LC&G) forse non pu√≤ capire. Per 361 giorni ¬†all’anno, Lucca √® una cittadina tranquilla, anche troppo tranquilla ¬†secondo ¬†alcuni, fatta di stradine strette, vecchie case, chiese, e una cinta di ¬†mura tra le pi√Ļ belle al mondo. Poi arrivano i 4 giorni del ¬†LC&Ge ¬†tutto cambia. Le piazze si riempiono di tendoni giganteschi e ¬†decine di migliaia di persone si riversano e si spintonano nelle ¬†suddette stradine, ¬†quasi tutti abbigliati in fogge a dir poco pittoresche. Fumetti, ¬†video-giochi, libri per bambini, film di azione e di animazione, ¬†presentazioni editoriali. All’ombra di queste vecchie mura, tra una ¬†Sailor Moon attempata, un Iron man arrugginito, un Uomo Ragno un po’ ¬†sgonfio e un Ezio Auditore nuovo di zecca, possiamo finalmente ¬†incontrare alcune delle ¬†fantastiche star di questo mondo un po’ particolare: Leo Ortolani, ¬†Zerocalcare, Makkox (ognuno aggiunga qui a piacere le sue di star√Ę‚ā¨¬¶).

A questo punto uno potrebbe chiedersi cosa c’entri tutto questo con la ¬†matematica e la scienza in generale. A questa domanda abbiamo provato a ¬†rispondere nell’annuncio dell’evento ¬†e poi in un’intervista sul sito di LC&G ¬†e in un’altra per ¬†Radio3 Scienza, ¬†e non so ancora se ci siamo veramente riusciti. Ma forse per capire ¬†ancora meglio di che si tratta dovrei ¬†parlarvi di ¬†Andrea Plazzi, a.k.a. ‚Äúl’uomo che parla con Rat-man,‚ÄĚ che con me ha ¬†organizzato l’evento. Andrea √® uno di quelli che il fumetto lo ¬†conosce come pochi, lo produce, lo scopre. E ha una formazione da ¬†matematico, ha lavorato con la grafica al computer ¬†usando la geometria differenziale ¬†(quando i ¬†computers non erano quelli di adesso, credo fosse ai tempi di Babbage, ¬†e c’erano sicuramente ancora le molle e le manovelle√Ę‚ā¨¬¶), e sa leggere, ¬†o almeno ¬†sfogliare, un articolo di matematica con competenza (credo che guardi molto ¬†attentamente le figure, ma non sono sicurissimo del resto). E dovrei ¬†aggiungere che questo Lucca Comics&Science ¬†nasce un anno fa, quando, in compagnia dei miei figli adolescenti, ¬†ho incontrato per la prima volta Andrea di persona, nel cortile di ¬†Palazzo Ducale, e l√¨ ci siamo accorti che Ortolani per una volta non ¬†aveva dovuto usare molta fantasia per creare l’omonimo personaggio che ¬†popola i suoi fumetti. Insomma, sto dicendo che vi dovrei parlare del suo entusiasmo, e non √® facile.
Ma insomma, vi starete ancora chiedendo, anzi vedo che mi state proprio chiedendo, si pu√≤ sapere come √® andata? Beh, non lo so mica. Dovete ¬†sapere che questa iniziativa nasce in primo luogo dall’osservazione che ¬†c’√® un’enorme ¬†zona di intersezione tra la comunit√† degli appassionati di fumetti e ¬†quella ¬†degli appassionati di scienza, e che questa intersezione non pu√≤ essere ¬†in alcun modo casuale. A noi (ad Andrea e a me) sembra quasi che in ¬†questa intersezione si trovi proprio il cuore di tutta la divulgazione ¬†scientifica, che sia da l√¨ che si deve partire per fare delle cose che ¬†riescano ad avere successo, divertenti, istruttive, motivanti. Ok, sto diventando aulico. E allora ¬†partiamo dalla fine e da un fatto preciso che ancora mi gira per la ¬†testa. Durante l’ultimo incontro, in cui si parlava di Turing e del ¬†libro a ¬†fumetti di Tuono Pettinato e Francesca Riccioni a lui dedicato, ho ¬†deciso di raccontare qualcosa sulle ricerche di Turing sulla ¬†morfogenesi. Ho mostrato anche un paio di equazioni alle derivate ¬†parziali e una formula, con slides tipo queste:
Prima e dopo abbiamo parlato di altre cose. ¬†Silvia ¬†Bencivelli ¬†ha saputo fare una presentazione lampo ¬†molto efficace della vita di Turing (2Gb di roba, ¬†sputati fuori tutti in una decina di minuti, una cosa incredibile). A seguire ¬†Tuono ¬†Pettinato ha parlato di come ha cercato di affrontare questa ¬†tematica di cui non sapeva praticamente nulla e quali siano stati i ¬†suoi riferimenti culturali, e Fabio Gadducci, docente di Programmazione ¬†e Storia dell’Informatica all’Universit√† di Pisa, ha presentato ¬†l’ambiente scientifico che aveva accolto Turing a Princeton. Francesca ¬†Riccioni ha chiuso la discussione, raccontandoci del suo rapporto ¬†speciale con questo scienziato dalla tante vite. E poi?
E poi c’era una ¬†sacco di gente e avevamo ancora un paio di minuti, gente che si stava ¬†perdendo il posto in fila per avere un autografo da ¬†Leo Ortolani, ¬†o per farsi sbudellare durante la ricostruzione della battaglia di ¬†Bunker Hill, nel quadro degli eventi organizzati intorno all’uscita di ¬†Assassin Creed III. ¬†Insomma, per dire che avrebbero avuto molto di meglio da fare. E questa ¬†gente, un centinaio di persone, forse per disperazione, dopo aver perso ¬†ogni possibilit√† di farsi firmare il proprio ¬†armadillodirettamente da ¬†Zerocalcare, ¬†sembrava non volere andar pi√Ļ ¬†via. E proprio in quel momento, quando abbiamo ¬†deciso di permettere al pubblico di fare qualche domanda, si alza un ¬†ragazzo e chiede: ‚ÄúSarebbe possibile avere qualche dettaglio in pi√Ļ ¬†sulle equazioni alle derivate parziali che intervengono nella ¬†morfogenesi di Turing?‚ÄĚ Momento surreale di silenzio assoluto in sala. In un ¬†attimo mi sono reso conto che era ¬†lui. Era proprio lui. Cio√® era proprio per ¬†lui che questo evento era stato organizzato. Per questo ragazzo che se ¬†ne stava l√¨ con il suo armadillo triste non firmato, e ne chiedeva ancora. ¬†Chiedeva altre equazioni, altri dettagli, ancora Turing, forse anche un ¬†altro evento. E cosa ho saputo rispondere a questo vero eroe dei nostri ¬†tempi? A questo progenitore di una nuova specie umana? Cosa sono riuscito a partorire in un momento di puro ¬†obnubilamento delle mie usurate capacit√† intellettive? Ho risposto: ‚ÄúEhm, no.‚ÄĚ S√¨ avete capito: nisba, nada, niet, nein, ¬†nix, he√≠¬ß bir, nincs. Nulla insomma. Ok, va bene non c’era tempo. E la realt√† √® che questi argomenti li insegno nel corso di dottorato in matematica, e ci vogliono almeno un ¬†paio d’ore, dopo che per giunta il corso ha svolto la maggior parte dei ¬†prerequisiti. E forse un paio d’ore non bastano. Ma insomma, ma non ¬†potevo essere un po’ pi√Ļ gentile?
E allora cerco di recuperare. Proviamo. Caro ragazzo anonimo che ti ¬†porti tristemente appresso un armadillo non firmato e che vuoi saperne ¬†di pi√Ļ sull’instabilit√† di Turing e la morfogenesi, ecco, stai a ¬†sentire cosa ti dico. Intanto comincia a leggere il mio post precedente ¬†su ¬†‚ÄúTuring, la mela e il serpente‚ÄĚ o quello anche pi√Ļ ¬†esauriente di Gianluigi (Filippelli): ‚ÄúRitratti: Alan Turing‚Äú. Se poi fossi ancora ¬†veramente interessato, ma veramente, potresti leggerti prima di tutto ¬†questo articolo su Scientific American sulle macchie ¬†del leopardo, poi dare un’occhiata a ¬†questo power point sulla teoria di Murray-Turing ¬†e ¬†infine cercare di farti largo tra le equazioni di ¬†questo capitolo di corso introduttivo. Se poi ¬†infine la tua sete di sapere non fosse ancora stata saziata, ci sarebbe ¬†sempre il fondamentale testo di James Murray: ¬†Mathematical Biology. vol II (cap. 2 e 3, da pagina 71 ¬†a pagina 191). A questo punto ne sapresti anche pi√Ļ di me, temo. E ¬†l’anno prossimo magari potresti anche darci una mano ad organizzare il Lucca Comics&Science (ma l’armadillo per favore lascialo a casa, che cos√¨, non ¬†firmato, mi mette un po’ tristezza).

Ecco, come ammenda spero possa bastare. Per il resto devo dire che √® ¬†stato bello incontrare dal vivo alcune persone che prima conoscevo solo sul ¬†web (Peppe ¬†Liberti, ¬†Andrea ¬†Gentile, lo stesso ¬†Gianluigi Filippelli). Che l’organizzazione di ¬†LC&G ¬†ha mostrato un’enorme disponibilit√†, a ¬†cominciare da Giovanni Russo, coordinatore di Lucca Comics. Che c’era ¬†gente, e chi entrava non se ne andava. E soprattutto tutti ¬†quelli con cui ho parlato pensano che una cosa cos√¨ debba per forza ¬†funzionare. Per l’anno prossimo abbiamo gi√† alcune idee in cantiere, ma non voglio annoiarvi con le anticipazioni, vi dico solo che sicuramente cercheremo di puntare a fare ¬†un po’ pi√Ļ di spettacolo (sperando di riuscirci). Per un resoconto molto pi√Ļ analitico dei ¬†primi due eventi di Lucca Comics&Science vi suggerisco di ¬†andare a vedere il ¬†blog di Gianluigi Filippelli, che ha anche ¬†raccolto una ¬†galleria di foto ¬†su Lucca Comics&Science. Ma attenzione, √® a vostro rischio e pericolo, non ¬†in tutte siamo venuti bene√Ę‚ā¨¬¶


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ÔĽŅ

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart