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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Una lettura del romanzo La scampanata di Bartolomeo Di Monaco

13 Ottobre 2007

di Barbara Iannì

Caro Bart,
il tuo romanzo si è sciolto in un soffio tra gli occhi e mi è rimasto nel cuore, come le storie di guerra che ho sentito raccontare tante volte dai miei nonni.

Da donna ho provato empatia per l’eroina, quella Angela con il suo mondo fatto di regole, la sua carne debole, la sua illusione di vita e di libertà per un amore vissuto fuori dai confini del paese, un amore americano che la strappasse dagli angusti muri eretti dalle rigide regole sociali.
Ho riscontrato nel tuo stile immediatezza e precisione, con una ricostruzione fedele della vita delle persone che subiscono la guerra.
La guerra è sempre stata ritratta dalla parte degli uomini che soffrono e muoiono e delle donne cristallizzate nell’attesa del ritorno e nella fatica della sopravvivenza, donne stanche costrette alla solitudine emotiva e fisica che aspettano con fiducia che il loro uomo ritorni a casa per poi scoprire che chi sopravvive non è altro che un’ombra accartocciata e svuotata di quella vita che loro ricordavano.
Caterina è l’icona della donna moderna, che lavora e che si mantiene grazie alle sue risorse, quella che non ci sta a subire, a soffrire in silenzio piegandosi alle convenzioni sociali, si ribella e reclama la sua indipendenza, la piena padronanza sul suo corpo, la sua capacità di riprendersi un po’ di quell’allegria che gli eventi le hanno negato anche a costo di augurarsi che il proprio uomo se lo porti via la guerra, lasciandola libera. E’ triste, ma è proprio la guerra a rendere libera ed autonoma la donna.
Angela non ce la fa, in lei è radicata la cultura dell’obbedienza alla religione e alle regole della comunità maschile che tante donne prima di lei hanno accettato come giuste e sa che non si sopravvive fuori dalla comunità, perché si diventa quello che gli altri dicono di te… per cui la “scampanata” la mette a nudo e diventa la crudele e giusta punizione per il suo amore clandestino.
Anche Tonio è un uomo solido che trova all’interno del paese la propria identità e lava l’onta del tradimento con l’unico mezzo possibile, a scapito dell’amore, della sopravvivenza ai campi di prigionia, perché la vera guerra è quella degli uomini che si sottraggono alle regole della comunità ed alle guerre non si sopravvive se si è soli.
Il senso dell’onore è più forte dell’amore, più forte del perdono ed è la crudeltà della morale comune a vincere.
Carissimo Bart… di certo non sei un autore che finisce in un cassetto!


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1 commento

  1. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 13 Ottobre 2007 @ 23:30

    Ti ringrazio, Barbara.
    E’ stata una meravigliosa sorpresa. Un bellissimo regalo!
    Un abbraccio a te e a Paolo.

    Bart

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Bart