di Bartolomeo Di Monaco
Anche Dante Alighieri nomina il Serchio nell’VIII bolgia del Canto XXI dell’Inferno, nel mentre rampogna un lucchese barattiere (probabilmente Martino Bottario, criticando Dante la borghesia e i magistrati corrotti di Lucca):
«Qui non ha loco il Santo Volto!
Qui si nuota altrimenti che nel Serchio!»
(Inferno XXI, vv. 48-49)
Ma vi manca la bellezza e l’intenso amore che Giuseppe Ungaretti ha profumo nella sua poesia “I fiumi”, scritta il 16 agosto 1916, quand’era soldato al fronte sull’Isonzo nella Prima guerra mondiale:
«Questo è il Serchio
a cui hanno attinto
forse i duemila anni
dei miei avi che erano contadini
e mio padre e mia madre.»
Quale ricordo può essere più intenso e stracolmo di amore!
Come nella musica il più grande dei lucchesi è stato Giacomo Puccini, nella letteratura, ed in specie nella poesia, il più grande è stato Giuseppe Ungaretti che, pur essendo nato ad Alessandria d’Egitto, dove erano migrati i suoi genitori, è rimasto sempre lucchese, e la città gli concesse il 15 maggio 1958 la cittadinanza onoraria. In quella occasione, egli, nelle commosse parole di ringraziamento, disse di sentirsi “lucchese due volte”.
Pensate che nel 1969 la Mondadori inaugurò la collana dei Meridiani pubblicando, non a caso, la sua opera omnia!
In questi giorni, leggo che si vuol dare un nome al nuovo e bel ponte che è stato costruito di recente sul Serchio e, a questo scopo, si sono interpellate le scuole. Alla fine, sono stati scelti dalla giuria questi 3 nomi: Ponte dell’Airone, Ponte Arturo Paoli e Ponte Matilde di Canossa.
Che cosa pensare di una scuola che ha dimenticato il suo maggior poeta e la sua poesia “I fiumi”?
Senza giri di parole, ritengo ciò (pur rispettando i nomi scelti) una immarcescibile offesa recata dalla città ad uno dei suoi più elevati artisti.
Sembra che la questione sia chiusa e ci si limiti ora a indire un referendum affinché i cittadini scelgano tra soli questi 3 nomi.
Quel giorno in cui il nome sarà scelto, sappia la giuria di aver consentito un errore che non sarà dimenticato dalla Storia.
Anche se Ungaretti è morto da tempo (1 giugno 1970; dopo domani ricorrerà l’anniversario della sua morte, avvenuta a Milano all’età di 82 anni) giunga a lui e alla sua immortale arte la mia solidarietà.
30 maggio 2026
Vincenzo Pardini
Andrea Giannasi
Mario Pardini – Sindaco di Lucca
Francesca Fazzi