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Vendola e la poltrona

17 Gennaio 2013

A questo punto bisogna cominciare a pensare che a Vendola interessi molto una poltrona in parlamento e perciò sia pronto a sacrificare la sua coerenza.
Non so che cosa ne pensino gli elettori del Sel, ma appare evidente che, nonostante la ferma chiusura a Monti più volte dichiarata da Vendola, il Pd continua a fare la corte a Monti e ai centristi.

Il canto delle sirene è venuto ieri da D’Alema e da un incontro di primo mattino tra Bersani e Monti, nel quale non sono state escluse intese subito dopo il voto.

Vendola ha detto più volte che Monti non potrà mai far parte di un governo in cui sia presente il Sel; può semplicemente appoggiarlo, se lo desidera.
Dichiarazione che fino a qualche giorno fa appariva come forte e irreversibile, ma non più oggi dopo che Bersani e Monti si sono incontrati. Necessita quindi una presa di posizione chiarificatrice da parte del segretario del Sel.

Infatti, non vi è chi non veda come il rapporto tra Pd e i centristi stia avendo una escalation sempre più accentuata (vedere anche qui), soprattutto ora che si vanno addensando dubbi sul risultato al senato diventato sempre più incerto dopo l’accordo tra Pdl e Lega Nord e l’imprevisto successo della campagna elettorale di Berlusconi.

Se Vendola ha in mente di far valere la sua opposizione soltanto dopo il voto, quando Bersani andrà a chiedere il sostegno a Monti, sappia sin d’ora che essa sarà sterile, giacché è assolutamente impensabile che Monti rinunci ad avere il suo posto nel governo, ove si rammenti che nella lista unica al senato vi sono anche componenti dell’Udc e di Fli, ed è da mettere in conto che Casini e Fini, ancor più di Monti, non sono abituati a dare senza ricevere più di ciò che danno.

A quel punto la coerenza di Vendola, se sopravvivesse agli intrighi e alle lusinghe del dopo voto, avrebbe una sola via d’uscita, quella di provocare la crisi di governo, con tutte le conseguenze negative che si possono immaginare.

La domanda è: Non è scorretto nei confronti dei suoi elettori, ma anche di tutto il corpo elettorale, se Vendola andasse al voto con questa riserva mentale, visto che tutto si sta muovendo per porlo davanti alla necessità di allargare la maggioranza e il governo a Monti?

Vendola non può far finta di ignorare che tutto sta andando in questa direzione. Le sue ripetute dichiarazioni degli ultimi giorni non bastano più. Dopo l’incontro avvenuto ieri tra Bersani e Monti, Vendola deve dare una ferma risposta ai suoi elettori e al Pd.

In particolare deve pretendere sin d’ora dal Pd un patto solenne in forza del quale il governo sarà composto esclusivamente da componenti della coalizione che si è presentata agli elettori, ossia componenti del Pd e del Sel, o comunque graditi ad entrambi.

Non credo – è una mia opinione – che il Pd sia disposto a firmare un patto simile – e ciò dovrebbe mettere in guardia Vendola – ma il tentativo deve essere fatto in nome della correttezza e della trasparenza, onde non mettere il Paese di fronte ad una crisi annunciata.

Perciò: o la firma di un patto strettamente vincolante o altrimenti, anche se ormai siamo ad un mese dal voto, salta tutto: niente coalizione e il Pd si presenterà agli elettori da solo o con altri partiti disposti ad accogliere i centristi al governo.

Ove Vendola rimanesse ancora nel vago, saremmo autorizzati a pensare che anche a lui faccia gola una bella poltrona in parlamento, e per essa sia disposto a barattare la sua coerenza.


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Bart