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Vendola perde e Ingroia vince

23 Gennaio 2013

Lo dicono i sondaggi, e anche se è vero che essi sono ancora prematuri mancando un mese alla apertura delle urne, non vi è dubbio che essi denotano una linea di tendenza e perciò suggeriscono agli interessati l’opportunità, se non addirittura la necessità, di apportare dei correttivi alla loro campagna elettorale.

Gli ultimi atteggiamenti assunti da Vendola, e dunque dal Sel, non sono piaciuti ai suoi elettori, se è vero che se ne stanno fuggendo verso il partito di Antonio Ingroia. E il motivo è semplice nonché evidente, gli elettori della sinistra radicale non vogliono spartire alcunché con i centristi, e Vendola invece si sta muovendo per accreditarli al governo del Paese, avallando le intese tra Bersani e Monti sulle alleanze da formarsi subito dopo il voto.

Ingroia invece ha garantito e continua a garantire graniticamente una chiusura a Monti, per cui si sta formando presso gli elettori di sinistra più radicali che Ingroia sia assai più affidabile di Vendola quando promette il no secco a qualunque ipotesi di governo con i centristi di Monti che, non va dimenticato, includono anche vecchie cariatidi della politica come Casini e Fini, responsabili, insieme con altri ovviamente, del degrado istituzionale, economico e morale del nostro Paese.

Perciò Ingroia sta conquistando a poco a poco le loro simpatie, e non è improbabile che alla vigilia delle elezioni, il Sel si riduca ad una percentuale vicina a quella del Fli, mentre Ingroia conquisti una percentuale di tutto rispetto, oscillante intorno all’8%.

L’altro giorno scrissi un post in cui esponevo il mio convincimento che l’acquiescenza di Vendola al progetto di Bersani nasconda la sua ambizione di lasciare il governatorato della Puglia per andarsi a sedere sulla più comoda e privilegiata poltrona di parlamentare.

Ho motivo di confermare questa mia supposizione, visti i sostanziali silenzi di Vendola di fronte all’accentuarsi di una prospettiva che lo relegherebbe alla funzione di paria in un governo le cui sorti sarebbero esclusivamente nelle mani, oltre che del Pd, di Monti, di Casini e di Fini.

Gli elettori del Sel hanno capito il ruolo ininfluente che il partito si sta disegnando sotto la regia di Vendola e lo stanno abbandonando, riversando il loro interesse verso una formazione, quella di Ingroia, che non ha alcuna incertezza nel tutelare i suoi elettori da un inquinamento di potere con i centristi.

Meraviglia come Vendola, che consideravo un politico tutto d’un pezzo e avveduto, non riesca a trarre nessuno insegnamento dall’analisi di una tale perdita di consensi del suo partito, che è invece sotto gli occhi di tutti, e non capisca che la sua posizione di acquiescenza al traino del Pd lo sta penalizzando e screditando.

Si dice che di qui al 24 febbraio ne vedremo delle belle. Ne sono convinto anch’io, e metto tra le sorprese anche questa: l’annullamento del Sel al limite di una percentuale di consensi da prefisso telefonico e l’ascesa, al suo posto, del partito di Ingroia, con cui Bersani e i centristi dovranno fare i conti.


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Bart