Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Ora il governo non si fermi

13 Marzo 2011

Approvato il ddl sulla riforma della giustizia, il governo non faccia l’errore di adagiarvisi.
Si sa che lo scontro che si aprirà quasi subito (L’Anm annuncerà le sue iniziative di protesta il 19 prossimo) sarà di portata storica.

Maurizio Belpietro scriveva  ieri nel suo editoriale:

“Prepariamoci dunque a una guerra senza alcuna esclusione di colpi, che ieri si è intravista anche nella decisione della Corte costituzionale di togliere l’immunità a Maurizio Gasparri per le frasi pronunciate sul giudice Woodcock. A memoria non era mai accaduto che per le proprie opinioni un senatore fosse spedito a processo, al punto che la sentenza appare quasi una vendetta della magistratura, una sorta di avvertimento al Parlamento affinché non s’azzardi   più a criticare i pm.”

Il pm Ingroia è già passato all’attacco con un comizio che ha dell’incredibile, se si pensi che egli è un magistrato. Ormai la magistratura attacca senza alcuna pudicizia l’autorità del parlamento, ostacolando pesantemente la formazione delle leggi. Stiamo toccando il fondo, se vi si aggiunge la scoperta di qualche giorno fa ad opera del Giornale di quella serie di scambi di e-mail tra magistrati che fa inorridire per la pesantezza e gravità delle cose che vi sono scritte sul governo e sui cittadini di centrodestra.

La coalizione di forze che si scaglierà inviperita contro il governo (metteteci anche quel Saviano che ormai sputa sentenze come fosse il Padreterno), forse non ha precedenti. Il più grande partito di opposizione, Il Pd, ha rinunciato a ragionare (si legga Chiamparino qui), nonostante che Marco Boato, il relatore non certo di destra della precedente proposta di riforma della giustizia abbia senza indugio e con forza dichiarato che il ddl attuale ricalca, e in parte copia, gli articoli che nella famosa bicamerale presieduta da Massimo D’Alema furono approvati all’unanimità, sia dal centrodestra che dal centrosinistra.

Il perché ora tutto sia cambiato, è presto detto. Il Pd ha trovato nella giustizia la sola strada percorribile per tentare di abbattere Berlusconi. Non attraverso la strada della politica, che implicherebbe usare un’intelligenza che non c’è più, ma attraverso il grimaldello di un compiacente settore della magistratura.

Pensate che l’altro giorno la procura di Milano praticamente ha deciso di costringere Berlusconi, mica un cittadino qualunque, un presidente del Consiglio oberato da molti impegni politici, a presentarsi alle udienze ben tre volte la settimana: lunedì, sabato e domenica. Non solo, ma ha rifiutato alla sua difesa di presentare un buon numeri di testimoni a favore.

Ossia la magistratura corre con una tale fretta che vien da pensare che abbia scambiato il proprio lavoro (si tratta di decidere se assolvere o condannare un cittadino), come se fosse una corsa dei 100 metri. Incredibile, ma siamo arrivati a questo!

Quindi si sa già che il governo dovrà sostenere anche questa dura battaglia. Spero che l’abbia messa in conto e non abbia deciso di battagliare unicamente su questo fronte.
La maggioranza in parlamento c’è. Sembra coesa. Dunque, se sulla giustizia l’opposizione farà barricate, non si abbia timore di mettere la fiducia. I cittadini, che sono nella stragrande maggioranza stufi di questa giustizia ingiusta e scandalosa, criticata ripetutamente dall’Europa, e che produce molti danni alla nostra economia, scoraggiando gli investimenti esteri nel nostro Paese, sono certamente schierati con la riforma.

Si proceda, perciò, e si passi a varare le altre riforme attese dagli italiani.
Si presenti la riforma fiscale che riduca il peso delle tasse, soprattutto nei confronti del mondo dell’imprenditoria, gravata da lacci e lacciuoli.
Si rispetti la logica che vuole che se il sistema impresa gira ne beneficeranno tutti, i lavoratori per primi.

Si presenti anche la riforma dello Stato, ossia si preveda l’elezione diretta del premier, si abolisca il bicameralismo e si riduca il numero dei parlamentari.
Sono riforme, queste ultime, che erano sostenute anche dall’opposizione, oggi ottusa e irriconoscibile.
Vedremo se anche nelle prossime occasioni avrà la faccia tosta di rimangiarsi quanto sosteneva a spada tratta non molto tempo fa.

Articoli correlati”Riforma della giustizia Perchè bisogna farla? Ecco tre motivi semplici” di Giuliano Ferrara. Qui.

“Santoro contro dei turisti: “Mi stavano fotografando” Ora difende la privacy…”. Qui.

“CDay, piazze vuote: che autogol per gli anti-Silvio” di Qui.

“Perché no? La riscossa dei garantisti” di di Stefano Cappellini. Qui Da cui estraggo:

“Deploriamo un presidente del Consiglio che, con fare para-golpistico, disconosce le prerogative del potere giudiziario. Ma rabbrividiamo quando questo stesso potere giudiziario si arroga il diritto di inibire il legislatore dal fare il suo mestiere. Entrambe le cose, purtroppo, sono avvenute spesso in questo paese. Non è democratico vedere e fischiare solo una delle due invasioni.”

“Fini, una toga per amico. Archiviata l’inchiesta di Montecarlo.” Qui. Da cui estraggo:

“Il segretario nazionale di La Destra in una nota attacca: “Dice il mio portiere che la legge è uguale per tutti. Ma credo che stia cambiando città, regione, Paese”. “Da oggi – aggiunge Storace – si stabilisce che non è reato vendere sottocosto il bene di un’associazione che si presiede, qual è un partito. Si stabilisce che è normale che un partito venda a società offshore un bene che possiede frutto di una donazione. Si stabilisce che è inutile frignare se quel bene, donato per ‘la buona battaglia’ finisce nella disponibilità del cognato di chi guida il partito”.

“Montecarlo, il gip grazia Fini: archiviata l’inchiesta sulla casa”. Qui. da cui estraggo:

“Così il presidente dei gip di Roma. “Dalle indagini svolte e dalla documentazione acquisita è emerso che nel comportamento degli imputati non sono configurabili gli estremi del reato di truffa aggravata in quanto, per la natura stessa dell’ente, associazione non riconosciuta (partito politico) e per le prerogative di coloro che hanno agito, non si è verificata quella falsa rappresentazione della realtà necessaria per la integrazione del reato”. Per Figliolia la vendita dell’immobile rientra nel quadro di una “disposizione patrimoniale decisa e attuata dal presidente e amministratore di una associazione non riconosciuta (Gianfranco Fini ndr), unitamente al suo segretario amministrativo quale rappresentante della stessa e pertanto autorizzato a disporre del suo patrimonio”. Le richieste di svolgere ulteriori indagini, fatte dagli esponenti della Destra, non possono essere accolte “in quanto gli accertamenti richiesti non permetterebbero di acquisire alcun concreto elemento ai fini della configurazione del reato sopra indicato”. Inoltre, sia il consigliere regionale Roberto Buonasorte sia l’avvocato Marco Di Andrea, “sono da ritenersi on persone offese ma eventualmente danneggiate dal comportamento degli indagati, in conseguenza del valore incongruo attribuito all’immobile alienato, così da determinare loro un danno patrimoniale da rivendicarsi, in ipotesi, nella competente sede civile”.

Storace: “Reagiremo” “Dice il mio portiere che la legge è uguale per tutti. Ma credo che stia cambiando città, regione, paese”, scrive Francesco Storace segretario nazionale de La Destra. “Spero di non dovermi beccare la solita querela dagli incriticabili giudici di questo paese – scrive il segretario de La Destra – ma è davvero da lasciare senza fiato la sentenza del gip Figliolia sulla casa di Montecarlo: archivio. E’ lì che finisce una storia che ha indignato tutti tranne i faziosi. Da oggi, 14 marzo, si stabilisce che non è reato vendere sottocosto il bene di un’associazione che si presiede, qual è un partito”. “Si stabilisce che è normale che un partito venda a società off shore un bene che possiede frutto di una donazione – prosegue – Si stabilisce che è inutile frignare se quel bene, donato per ‘la buona battaglia’ finisce nella disponibilità del cognato di chi guida il partito. Tutto questo non lo si può ufficialmente chiamare vergogna, altrimenti arriva la querela. Come predica Ingroia. Lo chiameremo Andrea, ma non cambia poi molto. Abbiamo un giudizio molto negativo sulla sentenza. Almeno questo lo si può dire, signor giudice?”. “Ovviamente non ci fermiamo – conclude – C’è la Cassazione, c’è la sede civile, molte sono le sedi giurisdizionali dove far valere le ragioni di una comunità che non si arrende. In ultima analisi, sia maledetto quel bene e chi lo detiene abusivamente. E chi glielo ha regalato, alla faccia di ventisette ragazzi morti ammazzati. È alle loro famiglie che Gianfranco Fini deve chiedere scusa. Quello che è successo può sfuggire alla legge, ma non alla morale, ell’etica, alla politica. Reagiremo, eccome se reagiremo”.


Letto 1532 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart