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La guerra libica manderà a casa Berlusconi?

27 Aprile 2011

Scrivevo il 21 marzo: “Libia. La sinistra ci ha portato alla guerra”. Scrivevo anche che Berlusconi era caduto nella trappola. Mi sbagliavo? Non credo, giacché qui leggo che la sinistra si prepara a raccoglierne i frutti:

“Il Pd, dopo le parole di Bossi sulla missione italiana in Libia potrebbe cambiare strategia valutando l’opportunità, si ragiona in ambienti del partito vicini alla segreteria, di un documento su cui chiedere il voto in parlamento. La strategia è tesa ad arrivare a un voto di verifica della tenuta del centrodestra.”

Se ci fosse un voto di questa specie in parlamento, sicuramente nel centrodestra sorgerebbero molti problemi. Immaginatevi una mozione della sinistra che chieda di approvare la decisione assunta dal governo di procedere ad una ulteriore escalation della guerra. Non solo molti leghisti si dissocerebbero, ma anche consistenti parlamentari del Pdl. Non credo che siano pochi coloro che nel Pdl la pensano come il sottosegretario Alfredo Mantovano, il quale dichiara:

“Non solo la Lega ha delle perplessità sull’intera storia per come è nata e si è sviluppata. Anche all’interno del Pdl ci sono delle riserve”.

Quanti voti prenderebbe il governo dai suoi parlamentari?
Non tanti da mostrarsi autosufficiente. Ossia si verificherebbe quello che la sinistra aspetta da tempo e che non è ancora riuscita a conseguire: la spaccatura della maggioranza.

A quel punto, le opposizioni avrebbero le chiavi in mano per chiedere a Napolitano un governo di emergenza, con la scontata partecipazione di esse, tale da poter assicurare una maggioranza favorevole al conflitto.

Napolitano, che ieri ha ribadito il suo sostegno alla guerra, benedicendo la nuova escalation, coglierebbe immediatamente l’occasione, concordando con le opposizioni sulla necessità, in questo speciale momento, di garantire un governo che goda di una maggioranza solida. Maggioranza che si avrebbe solo con il concorso delle opposizioni.
E la frittata sarebbe fatta.

Succederebbe così che Berlusconi va per cacciare Gheddafi e invece è Gheddafi, ossia la guerra libica, a mandare a casa Berlusconi.

Taccio infine sulle ripercussioni negative che l’escalation della guerra decisa dal governo avrà sull’elettorato di centrodestra alle prossime e imminenti amministrative, dove la Lega Nord, fra l’altro, toglierà molti voti al Pdl.

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