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PITTURA: Blue Art– Mario Catalano

24 Novembre 2011

di Silvia Ranzi

Blue Art– Mario Catalano
LA DINAMICA ALLUSIVO-SIMBOLICA DEL COLORE
NELLA PRODUZIONE PITTORICA DI MARIO CATALANO

Venerdi 4 novembre presso l’Hotel Art Atelier in via dell’Amorino 20/r a Firenze – fino al 20 novembre – e’ stata inaugurata la Prima Mostra Personale dell’architetto e storico dell’arte Mario Catalano, che da cinque anni coltiva la passione per la tecnica pittorica, partecipando attivamente alla vita artistica fiorentina.

Una significativa serie di opere realizzate ad acrilico,tempera e gesso su tela mettono in scena un dilatato universo immaginifico dagli spunti iconografici rispondenti a percorsi intimi, interiorizzati e poi estrinsecati con vigore sulla matrice bidimensionale.
L’atto gestuale, nelle declinazioni cromatico-materiche, è alla base del suo credo artistico, liberato secondo metabolizzazioni formali di immediata e primitiva carica espressiva.
Essenze figurative ed astrazione si alternano, si compenetrano, si attraggono nel segno di un “Espressionismo informale” dalle tessiture fluide e vibranti in cui le tonalità fredde si accompagnano ad accensioni di colori primari.
La predominanza distensiva e spirituale di densità coloristiche dall’indaco al turchese suggerisce, nel turbinio delle pennellate, la forza ancestrale e rigenerante del mare, massa liquida ora pacificante, ora onnivora e tempestosa nella potenza delle sue risacche, evocando la dialettica nascita-rinascita nell’aura atmosferica di humus mediterranei.
Sul confine labile tra conscio ed inconscio si attua una ritualità onirica tra emanazione realistica e trasfigurazione del ricordo, in cui l’azione fattiva del gesto pittorico delinea silhouettes figurative che si avvicendano – la pianista, la ballerina, la sirena – per sublimare l’universo femminile, tra cui emerge il lirico omaggio al volto materno, alternato ad altre delicate fisionomie nella suggestione emozionale di incontri vissuti.
Presenze oggettuali ricorrenti – il cappello, il violino, profili floreali – si affacciano sugli sfondi nelle valenze identitarie o propiziatorie ad arricchire il senso rivelatore di segretezze interiori nell’esaltazione della mitologia d’Amore attraverso il linguaggio dei fiori: la rosa rossa, simbolo di passione eterna nella cultura occidentale; il fiore di ciliegio, “sakura” che nella cultura nipponica è al contempo simbolo di bellezza, presagio di fortuna e felicità, emblema della caducità della vita per la sua splendida e breve fioritura primaverile.
Cultore di musica lirica, si ricollega al fascino melodrammatico della tradizione operistica pucciniana per rivisitarlo nella sua opera pittorica “Miss Butterfly” che delinea fattezze femminili secondo un melange romantico di estrazione crepuscolare in cui esotismo ed occidente si fondono verso nuove polifonie semantiche.
L’estro antiaccademico e spontaneista di Mario Catalano risponde pertanto ad un automatismo vitalistico caratterizzato da una sorta di danza animistica del colore e del segno che nelle sue cadenze ritmiche interpreta le istanze meditative della cultura orientale nel dialogo con i bioritmi razionalistici del pensiero occidentale.
Inoltre l’artista e’ anche visibile alla 49^ Edizione del Premio “Cardo d’Argento” della storica Associazione GadArte dal 6 al 13 novembre, nella Sala delle Vetrate, in piazza Madonna della Neve in Firenze a cui partecipera’ con l’opera dal titolo “Veleggiando”, in cui la visione di una barca a vela che solca il dinamismo dei flutti diviene metafora del viaggio nell’esplorazione dei vissuti: uno dei fulcri ispirativi del ciclo pittorico proposto, quale tensione lirica sottesa nella poetica introspettiva veicolata dall’artista su dinamiche simbolico-esistenziali.

Note d’autore a cura di Mario Catalano

“La mia vuol essere un’arte che nasce dalle sensazioni provate al di la’ della tecnica o dei condizionamenti stilistici.
Nei miei quadri dialogo con me stesso, conservando comunque nella memoria i processi evolutivi dell’arte, dei suoi linguaggi mescolati al mio presente, passato e futuro, tutto doverosamente a colori.
Così ho esordito, prima di realizzare la produzione della mostra recente, per continuare ad affidarmi al gesto, alla forma, al colore,ai significati. La molteplicita’ nell’unitarieta’ ispirativa……il movimento, la contemporaneita’ espressiva nel significante…….un’arte catartica e purificatoria direi, una meditazione……per cui e’ necessaria l’ispirazione che e’ creativa e rielaborativa, non controllabile o controllata a secondo che si parta da una idea o la si voglia raggiungere dai segni. Così, mi riallaccio allo spirito ed alla cultura orientale, matrice di questa mostra e ricerca verso un simbolismo personale, accogliendo le ascendenze ricevute e maturate in questi ultimi cinque anni in un bilanciamento espressivo futuribile dove il mio io trova nel mare il senso del mio nome(mar-io). Dedico questa Mostra alle persone rappresentate di cui conservo nel mio cuore i petali del loro giardino…..con la speranza di averne fatto “vedere” il profumo.”

Intermezzo lirico a cura di Sophia Nagast (soprano) e di David Jackson (pianista e compositore) con brani lirici di Morricone“Tema di Debora”, Puccini ”Madama Butterfly” e Catalani.


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8 Comments

  1. Commento by Mario Catalano — 15 Febbraio 2012 @ 16:42

    :)

  2. Commento by Daniela Retondaro — 16 Febbraio 2012 @ 14:29

    Che il mare sia presente nei tuoi quadri si vede dai colori, dalle pennellate, dal gesto con cui “impieni” lo spazio e lo fai vivere catturi la linea e la riporti alla realtà e nello stesso tempo rimane aerea…non saprei come spiegarti…ma si vede la burrasca e la bassa marea… il silenzio…e la vita….
     Anche le figure femminili sono tonde…come onde…E’ suggestivo il fatto di avere il mare nel nome io mar….trovare un senso nel mare che è pace e tempesta nello stesso tempo…e poi riuscire a ricordare in questo modo il passato…a renderlo eterno…è bello…e credimi se ne percepisce il profumo  
    si sente il profumo di vita vera…
    Complimenti Mario!

  3. Commento by Mario Catalano — 30 Luglio 2012 @ 16:58

    Al Gadarte la riflessione pittorica di Mario Catalano
    di Daniela Pronestì da Incontri con l’arte – Metropoli n.30 del 25/02/2011

    Si può definire astratta quella pittura che allontanandosi dalla riproduzione mimetica e contingente della realtà si propone di esplorare le potenzialità espressive delle linee e dei colori per esaltare l’atto puro di dipingere? Questo interrogativo, intorno a cui ruotano le origini stesse del concetto di astrazione, è al centro della riflessione pittorica di  Mario Catalano, in mostra dal 5 al 17 febbraio 2011alla Galleria Gadarte (via Sant’Egidio, 27 r) con la collettiva dal titolo  Materia e colore in movimento  –  Astrattismo e dintorni. Le dieci opere esposte indicano chiaramente il desiderio di questo giovane artista di affrancarsi progressivamente dalla schiavitù del dato oggettuale per riesaminare tutti i mezzi d’espressione della pittura e privilegiare le ragioni della costruzione del quadro mediante il colore e la linea. Se da un lato è evidente il ricorso al concetto  fauve  di composizione intesa come “l’arte di sistemare in modo decorativo i diversi elementi di cui la pittura dispone per esprimere i propri sentimenti”, dall’altro emerge l’inclinazione dell’artista verso elementi simbolici e concettuali, che rimandano ad una complessa geografia spirituale e catturano lo sguardo dello spettatore attraverso un colorismo acceso e smagliante. E’ al colore, infatti, che spetta il compito di svelare l’anima segreta delle cose e di farsi epifania della bellezza interiore, mentre la linea, che percorre i contorni delle figure accentuando il ritmo dei contrasti cromatici, è quasi un  cloison  che ora rafforza le qualità lineari delle superfici, ora esalta il conflitto tra espressione e decorazione. Per Catalano la rappresentazione non è uno scopo da raggiungere, quanto piuttosto un punto di partenza: tutto ciò che altrove è descrizione, nei suoi quadri diventa semplice richiamo, indicazione di cose, suggestione visiva che sembra dissolversi nel momento stesso in cui si manifesta. Le sue donne, sensuali o schive, conservano una vivida traccia d’individualità, pur essendo prive di vere e proprie connotazioni psicologiche: epurato da precise indicazioni biografiche, il loro viso è una superficie che si proietta nello spazio dipinto come un elemento decorativo. Pur conservando un forte senso dell’immagine, Catalano non ritrae delle fisionomie particolari, ma tramuta la figura umana in una presenza misteriosa che non può esistere separatamente dalla pittura. E’ nel dipinto “Donna con cappello” che l’esaltazione della forza morale della persona per mezzo del ritratto acquista un’intima valenza sentimentale: il ricordo della madre scomparsa riemerge dal vissuto dell’artista per diventare emblema dell’amore filiale. Non è possibile, quindi, tracciare una gerarchia degli elementi che compongono i quadri di Catalano, perchè tutti sono parte integrante di un sistema estetico rivolto a garantire non soltanto l’armonia dell’insieme, ma anche l’unità e la coerenza dell’espressione. Ciò vale anche quando le tele si arricchiscono di riferimenti oggettuali da cui dipende l’equilibrio architettonico della composizione, assicurato dal segno deciso e dal modo in cui la materia pittorica è applicata sullo sfondo, con pennellate che si fanno largo nel colore e linee che esaltano l’accensione dinamica dell’insieme. Le sue barche a vela si espandono liberamente in diversi piani cromatici, costruiti con ampie campiture, brevi tocchi di colore e tratti decisi di nero che acquistano quasi un valore calligrafico. Un’intelaiatura complessa che esalta il ritmo interno al dipinto e ne accentua la marcata musicalità, e che si fa sentore di una sensibilità elettrizzata capace di spingersi fino alle soglie dell’astrazione. Una pittura guidata dall’intelletto e dalla riflessione teorica quella di Mario Catalano, che non trascura tuttavia di attingere alla vita interiore per trarne i valori umani più profondi.  

  4. Commento by blue art — 9 Agosto 2013 @ 04:30

    Mario  CATALANO – Blue ART
    Mario Catalano,artista che da alcuni anni ha iniziato la sua ricerca estetica e maturato una competenza di autodidatta che esplora,tra il formale e l’informale,la propria esperienza emotiva ed intellettuale.
    Catalano e’ architetto e storico dell’arte e proprio nella sua preparazione culturale, paradossalmente, sta’ l’humus del suo fare arte, basato – quasi per contrappasso – tutto sull’emozione. Egli supera d’un balzo tutte le correnti e gli stili che, pure, si avvertono sottesi a queste sue opere, fondate sul colore che e’ segno del gesto emozionale con cui l’autore cerca di esprimere se stesso. Cromatismo che procede per un digradare di pochi toni tra l’azzurro e il verde, i colori del mare nel quale, simbolicamente, Catalano “smonta” il suo nome per trovare se stesso: mar-io.  
    Mare, acqua, in una dimensione che muove dalle profondita’ dell’inconscio fino a fare emergere sulla superficie della tela figure femminili, barche, immagini percepibili e individuabili da uno sfondo dalle identiche, vivide tonalita’. Un crinale sottile fra riferimenti ed accenni di realismo e l’astrazione.
    Il gesto interessa a Catalano, il muoversi del pennello e della spatola sulla superficie a “fermare” emozioni, sensazioni che sembrano colte nell’essersi appena posate sulla tela, non pacificate ma ancora inquiete, portatrici di un’emozione che non si e’ spenta, che non si spegne.Ne’ ci sono titoli a definire, a racchiudere questa emozione, c’e’ il percorso di una ricerca che fa dialogare le opere le une con le altre. Da un grumo azzurro e oro si intravede una “ipotesi” di figura di samurai, appena accennata nelle sue linee essenziali. E vi e’ l’accenno di un fiore nel cuore, richiamato da un altro “fiore” in alto, accanto a una svelta immagine di figura femminile angelicata. Due mondi si incontrano in questa simbologia figurativa che appare e scompare nello sfondo: l’Oriente, la sua vocazione meditativa nella quale Catalano trova declinate le proprie piu’ profonde esigenze, l’Occidente e la sua cultura (come non pensare alla poesia dello Stil Novo?) uniti e dialoganti attraverso le due figure umane simbolicamente rappresentate con colori dal significato altrettante simbolico, il verde della speranza, il rosso della vita nella figura femminile, l’oro dell’energia con cui il samurai combatte la sua metaforica battaglia. Uniti e dialoganti attraverso l’immagine delle due rose, belle e fragili nel loro veloce trascorrere fino a sfiorire. Cosi la vita velocemente trascorre.Cosi l’emozione si esprime:nel gesto che velocemente attraversa la tela e che “smonta” la ragione, poiche’ l’autore, col suo processo creativo, persegue un’arte che nasce dalle sensazioni provate al di la’ della tecnica. E a buon diritto alcune opere di Catalano sono state esposte, nello scorso mese di novembre, alla Quarta Rassegna a cura del Gadarte di Firenze, intitolata “Astrattismo e Dintorni”. Catalano percorre i dintorni e si addentra nel non formale, in una tensione espressiva che non persegue un equilibrio fra gli opposti, ma un loro sofferto dialogare, in una sorta di elegiaco accostamento.
    Cosi una sua tela (differente da quella pubblicata nel catalogo della mostra col titolo:La pianista orientale ”Miss Butterfly”) e’ stata presentata alla Cinquantesima edizione del Cardo d’Argento, allestita in novembre dalla associazione Gadarte nel palazzo comunale di Fiesole. Il quadro e’ composto da tre figure fluttuanti tra cielo e mare: Due immagini femminili, protettive e rassicuranti, sembrano accompagnare un’altra figura, l’Autore stesso, pronto a varcare il mare metaforico dell’esistenza, evocato dai cromatismi azzurrini che tutto avvolgono. Il Distacco del suo volto porta a compimento consapevolezze e scelte, ma il “pegno” per queste interiori conquiste e’ proprio la sofferenza dell’andar lontano.
    Un inquieto Chagall, un Munch pacificato? Il “gesto”, nel trascorrere del tempo, disvelera’ (o serbera’) l’enigma.
    Articolo tratto dalla Rivista Pegaso sezione arte del numero di dicembre 2012 anno XXXV  a cura di Sonia Salsi  con direttore Mario Mazzoni  .

  5. Commento by blue art — 9 Agosto 2013 @ 15:18

    http://www.youtube.com/user/blueart6699

  6. Commento by Mario Catalano — 20 Dicembre 2013 @ 22:38

    issuu.com/toscanacultura/docs/la_toscana_11/34?e=7914686%2F5864181

  7. Commento by Mario Catalano — 8 Gennaio 2014 @ 23:25

     MARIO CATALANO  

    “Il percorso artistico di Mario Catalano si svolge attraverso la  sperimentazione di tecniche pittoriche, che accolgono  l’esperienza di vari movimenti culturali europei ed orientali.Indirettamente l’espressionismo di Kokoschka,in particolare,è forse la lezione che più ha influenzato la sua pittura.Ciò si avverte nel modo veloce di stendere il colore.  Con una pennellata lunga decisa,l’artista,costruisce un gioco  compositivo nel quale,però, fa capolino anche l’estro di Chagall e la lezione compositiva di Munch.  Ma Catalano supera le grandi lezioni del secolo scorso abbandonandone i toni cupi e drammatici, e approdando ad uno stile originale,più sereno,seppur venato da una sottile malinconia.Ne emerge una sorta di espressionismo lirico.Il colore di preferenza blu e verde,con accenti arancio,rosa e garanza; si  estende sulla tela come una trama a maglie larghe,dove gli spazi vuoti suggeriscono sorprendenti paesaggi lontani.Mario però subisce anche il fascino della grande tradizione giapponese Hiroshige,Hokusai,Utamaro gli sono maestri.Nei suoi quadri non ci sono forti contrasti tonali, le luci non producono ombre profonde,il volume viene suggerito dal segno, piuttosto che dal chiaroscuro.I colori si fondono tra loro ,come si fondono gli elementi della natura.Il mare che incontra il cielo all’orizzonte viene tagliato da uno scoglio che scende verso un’insenatura,dove una barca viene trainata verso il sole da un raggio di luce.I miti sono ancora presenti in questo artista.Gli scenari luminosi che Catalano rappresenta ci svelano donne  giovani ed eleganti,che spesso indossano curiosi cappelli – ricordo  nostalgico di un ricordo materno e non solo – che si muovono con leggerezza,quasi in dissolvenza nel baluginìo del colore del fondo.I ritratti della madre,come  della musa ispiratrice orientale,come della ballerina,o delle altre figure femminili rappresentate hanno un unico comune denominatore: la bellezza e la sua ricerca al di la della forma, nel concetto stesso del pensiero della rappresentazione reale oltre il ricordo,fusione oramai tra passato e presente,conviventi -dove ad esempio la linea longilinea delle silhouette,sembra quasi mirata ad impersonare la mitica Urania,una Venere eccentrica e originale il cui strumento di seduzione non è l’avvenenza delle forme,ma la sagacia del pensiero.  Ciò fino ad attrarre lo spettatore, ammiccando con lo sguardo, verso qualcosa che sta’ fuori o all’interno del quadro stesso: un pianoforte, tramite cui il senso dell’udito viene coinvolto, oltre a quello della vista, come se una musica uscisse dalla tela in uno spazio pieno emozionale proprio del vissuto dell’autore.Mario con le sue opere ci parla di paradisi perduti,malinconici Eden presenti e speranze di gioie future.Perciò egli inventa la barca dalla vela arancione e con essa, come Ulisse, naviga in tutti i suoi quadri,in tutti i suoi mondi.Sempre pronto a salpare verso nuovi lidi e forse verso un nuovo ideale di vita e di arte, ancora da scoprire o da inventare.Tutto dipende dal genio e dalla passione di questo singolare artista.”  di  Lucetta Risaliti  

    Attualmente in esposizione in alcuni locali fiorentini che sono il caffe’ Sole in via guelfa , il Kortile in via masaccio e il  Grifone in via aretina e la Taverna deglli Artisti.  Recentemente ha seguito e fatto realizzare ad un alunno certificato l’elaborato risultato vincitore(festivalsalutementale.org/2013/eventi/creativita-mente-e-salute/)del concorso per le scuole secondarie superiori di Firenze per il logo ed il catalogo del festival salute mentale 2013.

    ”  Colori come spazi/dimensioni nella intensita’ del segno gestuale ondulatorio”                                                                                                  di  Mario Catalano

    “La mia vuol essere un’arte che nasce dalle sensazioni provate oltre  la’ della tecnica ed i condizionamenti stilistici.Nei miei quadri dialogo con me stesso, conservando comunque nella memoria i processi evolutivi dell’arte, dei suoi linguaggi mescolati al mio presente, passato e futuro,affidandomi alla gestualita’  della forma colorata significante.  La molteplicita’ nell’unitarieta’ ispirativa…..il movimento, la contemporaneita’ espressiva ….un’arte meditativa per cui e’ necessaria l’ispirazione che e’ creativa e rielaborativa, non controllabile o controllata a secondo che si parta da una idea o la si voglia raggiungere dai segni. Così, mi riallaccio allo spirito ed alla cultura orientale, matrice di ricerca verso un simbolismo personale, accogliendo le ascendenze ricevute e maturate in questi ultimi  anni in un bilanciamento espressivo/formale dove il mio io trova nel mare il senso del mio nome (mar-io)”.                    plus.google.com/103966315354256902798/about
     
     
     

     

     

  8. Commento by Calogero Bellavia — 12 Gennaio 2014 @ 18:22

    Caro Mario, bellissima la tua pittura, mi sembra di guardarti dentro, di vedere il tuo mondo interiore…il rapporto tra la donna e il mare è molto evocativo, ci riporta alle origini, dell’umanità e di ciascuno di noi.

    Il mare  simbolo dell’utero in cui tutti abbiamo galleggiato, il mare come protezione e tenerezza che ti avvolge, una metafora dell’attrazione che il femminile esercita sul maschile“.

                                                                                   Calogero Bellavia

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