Bersani e Fini: entrambi facce di bronzo

Di Fini si è già detto. Con la massima disinvoltura   è passato dal fascismo nero al fascismo rosso, nel senso che ormai spalleggia il Pd e nemmeno si vergogna. Lo fa tranquillamente andando in giro per l’Italia a tenere lezioni ex cathedra o a presentare il suo libro.

Può essere che “Il futuro della libertà” sia in vetta alle classifiche dei libri più venduti, e che i maggiori critici italiani lo abbiano già annoverato tra i capolavori del terzo millennio. Successe la stessa cosa ai capolavori di Massimo D’Alema e di Valter Veltroni.

Sono pochi i Paesi del mondo che possono vantare politici di alto rango che sono nello stesso tempo scrittori  destinati all’immortalità.
Davvero fortunata l’Italia. Che figura meschina al loro confronto Alcide De Gasperi.

Ma ora il tapiro d’oro, no mi sono sbagliato, la faccia di bronzo tocca a Pierluigi Bersani. Senza battere ciglio ha avuto il coraggio di dire che quello di Berlusconi è il governo delle tasse.

Mi sono sganasciato dalle risate.

Poi mi sono immaginato che Bersani, al tempo dei governi Prodi e D’Alema, forse si trovava in missione da qualche parte, chi sa: Cuba, Cina, Etiopia, e compagnia bella a fare un ripasso sul come raccontar balle nei paesi dove vige la democrazia. Ciò in vista di prendere il timone del Pd.

Ma è stata tale la sbornia che ora non si regge nemmeno in piedi. Farfuglia fesserie.
Al tempo in cui il partito che ora dirige governava il nostro Paese, ci mancò poco che mettessero perfino la tassa sull’aria che respiriamo. Ma ce lo siamo già dimenticato il ministro delle finanze Visco, che fa rima con fisco? Fosse per loro ci metterebbero tutti a pane e tasse.

Bersani di quei governi è stato ministro. Ha visto la nave traballare all’urto dei marosi e udito i timonieri Prodi e D’Alema gridare al si salvi chi può, saltando sulle scialuppe, e chi s’è visto s’è visto.

Ora fanno i primi della classe, si permettono di fare le pulci al governo attuale, che la nave ha in qualche modo salvata da una crisi mondiale che non ha precedenti. Immaginate che disgrazia per l’Italia se oggi al governo ci fossero stati Prodi o D’Alema o lo stesso Bersani.

Bisogna dire che forse un Dio c’è che pensa all’Italia nei momenti peggiori. Povere le famiglie se fossero cadute nelle mani dei tassaioli di professione che, da che mondo è mondo, invece di ridurre gli sprechi, ci si ingrassano.

Fanno la figura dei saputelli, finché stanno a guardare, ma quando c’è da rimboccarsi le maniche, nemmeno sanno come si fa. Un po’ come certa gente che si ferma per strada attorno ad un gruppo di operai intenti al lavoro, e commenta ciò che stanno facendo, senza che in realtà sappiano un’acca di quel lavoro.

Modernizzare lo Stato non è roba per la sinistra.
Nelle regioni dove governa, ha avuto un solo un modo di procedere: all’indietro, come i gamberi.

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Commenti

8 risposte a “Bersani e Fini: entrambi facce di bronzo”

  1. Avatar Ambra Biagioni
    Ambra Biagioni

    Pane e tasse dici ? Meglio tasse al posto del pane e fumo d’arrosto per companatico. :lol: :lol: :lol:

  2. Avatar Zinco6

    La storia delle tasse è una stupidata da destra a sinistra, nessuno escluso. Nessuno ha il coraggio di gestirla seriamente.

    Un governo responsabile DEVE (è costretto) alzare le tasse, visto il mostruoso debito pubblico che abbiamo (e deve fare un mucchio di altre cose, ovviamente, anche per compensare).

    Oppure può, come questo governo, prendere tempo (dimenticando decenni di promesse) e vantarsi del nulla.

    Come se la mamma dicesse al suo bambino malato (l’Italia): “Hai visto, non ti ho fatto la puntura, contento?” . OK, ma dopo?

    Saluti

  3. Il problema dell’Italia, Zinco6, sono gli sprechi. Essi hanno generato il gigantesco debito pubblico.

    Tassare i cittadini e continuare negli sprechi sono due azioni che si elidono.

  4. Avatar Zinco6

    Caro Bartolomeo, sono d’accordo: purtroppo però, gli sprechi sono quelli che “non si possono” eliminare, nel senso che su di essi specula e si arricchisce una buona parte di popolazione (burocrazia, industria sovvenzionata, evasione, ecc.), che è quella che decide o orienta le politiche fiscali di tutti i governi. E loro non consentono di limare questi guadagni.

    Quelli che ci vengono presentati come sprechi di solito sono spese essenziali. Per esempio, nella scuola, sono stati tagliati tutti i fondi per le attività didattiche più importanti (e tutti i servizi di base), senza toccare di un pelo gli immensi sprechi che esistono davvero, e la cosa ci è stata presentata con orgoglio, “una riforma” migliorativa…

    Macché…

    Saluti

  5. Certo Zinco6, vanno eliminati gli sprechi reali e non fare di tutta l’erba un fascio.

  6. Ma il governo Prodi, purtroppo aveva una maggioranza risicata al Senato, pertanto era difficilissimo governare. Non è così per B. che con la maggioranza che ha potrebbe davvero cambiare l’Italia, ma non lo fa perchè non gliene frega niente nè dell’Italia, nè dei fessacchiotti degli Italiani. Lui si preoccupa solo del suo patrimonioe dei problemi con la Giustizia; ECCO PERCHè ha lanciato la sua campagna INCOSTITUZIONALE   contro quel potere indipendente.  

  7. La prova l’avremo fra poco, giusi. Se le elezioni andranno bene per Berlusconi e Fini non si metterà di traverso, il momento di mettere mano alla riforma dello Stato è giunto.