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Ahi serva Italia

9 Marzo 2012

Ricordate i versi di Dante?
“Ahi serva Italia, di dolore ostello,/ nave sanza nocchiero in gran tempesta,/ non donna di province,/
ma bordello!”
Come faceva Dante a fotografare così bene l’Italia dei nostri anni?

Si deve supporre, dunque, che dai tempi di Dante nulla sia cambiato.
È così, infatti.
Ancora oggi non abbiamo dignità né orgoglio.
L’India gioca al gatto e al topo con noi. E noi abbiamo scelto la parte del topo.
Il ministro Riccardi si permette di dire che Alfano e il Pdl fanno schifo, e già Gasparri e Quagliarello stanno ungendo gli ingranaggi perché tutto fili liscio e nessun disturbo arrivi al manovratore Monti.
Così chiunque può permettersi di insultare il Pdl. La voce grossa che ieri ha fatto Angelino Alfano, se la dovrà ringoiare. Vedrete, tutto si tramuterà in una sceneggiata.

Tornando all’Italia, la Germania e la Francia irrisero Berlusconi qualche mese fa, e in Italia molti ne furono contenti, dimenticando che Berlusconi rappresentava il nostro Paese.
L’Italia non sa più che cosa siano la dignità e l’orgoglio. Napolitano fa da pompiere sulla scena internazionale. Anche il caso di Battisti, e del Brasile che ci offese, è finito nella larga sacca delle umiliazioni.

Nessuno che sia capace di alzare la testa e far valere la nostra dignità di grande Nazione. Grande non solo per le qualità della nostra economia, ma soprattutto per la nostra storia che non ha l’eguale al mondo. Nessuno ha i titoli per permettersi di deridere il Paese che ha insegnato a governare e ha diffuso cultura e giustizia. Solola Grecia, e un po’ più indietro l’Egitto, potrebbero farlo. Ma gli altri no.
C’è in Italia chi tende a dimenticare queste cose e preferisce farsi irridere.La Francia e l’Inghilterra, con una storia meno grandiosa, pretendono rispetto da tutti. Eppure chi sono mai a confronto con il nostro passato?

Ma se proprio non vogliamo esibire i nostri quattro quarti di nobiltà, esigiamo almeno che ci rispettino per il dono che la natura ci ha offerto, e che è ineguagliabile e inimitabile: la nostra posizione geografica.

Se siamo la terza economia europea e la settima o l’ottava del mondo, siamo quasi sicuramente la prima per posizione strategica, offertaci provvidenzialmente dal destino.
Non è per puro caso che le civiltà sono nate qui: quella egizia, quella greca e quella romana.
L’Italia che si slancia nel mediterraneo e offre le sue sponde ai contatti con l’Africa e l’Oriente, e cioè a due immense vastità economiche e politiche, è l’unica potenza che, se lo volesse, potrebbe giocare un ruolo determinante sullo scacchiere arabo, africano e mediorientale.
Eppure non siamo in grado di far valere in politica estera il potere che tutto ciò ci consegna.

Ha fatto bene Berlusconi a volare da Putin.
Per tante ragioni oggi Putin ci rispetta più degli Usa, dell’Inghilterra, della Francia e della Germania. È presumibile che voglia occupare uno spazio chela Russianon è mai riuscita a possedere in Italia, in ciò dimostrandosi molto più saggio dei nostri governi occidentali.

Dunque, esigiamo il riguardo che ci è dovuto tanto dagli Usa quanto dall’Europa, o altrimenti cambiamo rotta. Facciamo capire loro che il nostro territorio non è più in affitto all’Occidente. Esso d’ora in poi costerà caro e andrà tenuto di conto più dei territori che posseggono l’oro nero o i diamanti.
Alziamo la testa. Ciò vale per l’Italia e ciò vale, dentro i nostri confini, anche per il Pdl.

P.S. Per non votarli più o scegliere i pochi che si salvano troverete qui l’elenco dei senatori del Pdl.
Attualmente è inagibile quello dei deputati, qui. Ma li troverete indicati sul sito della Camera, qui.

www.i-miei-libri.it

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“Il peso che ci manca nel mondo” di Lucia Annunziata. Qui.

“Tutti sobri ma vogliono darcela a bere” di Mario Sechi. Qui.


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Bart