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Alfano ha ragione

3 Ottobre 2011

Mi è piaciuto Alfano quando qualche giorno fa ha detto che in questo momento Berlusconi ha bisogno di aiuto e il Pdl non lo lascerà solo.

Accade invece che molti simpatizzanti del Pdl siano tentati dall’idea che il Pdl senza Berlusconi avrebbe un’accoglienza migliore presso l’elettorato.
Potrebbe anche essere, non lo escludo. Nelle conversazioni che ho con amici mi sento dire che il Pdl potrebbe recuperare il consenso perduto se Berlusconi si facesse da parte.

Ma io sto con Alfano, e mi mortifica il fatto che tra i sostenitori del Pdl vi siano persone che hanno la memoria corta e la vocazione alla pavidità.
Berlusconi ha evitato il baratro all’Italia con la sua discesa in campo. Per questo i vecchi e forti poteri si sono scatenati contro di lui, mettendo a ferro e a fuoco ogni tentativo di rinnovare il nostro Paese. Guai a dimenticare che questo è lo scenario che abbiamo davanti.

Come ricorda stamani Sallusti, il premier ha pagato caro questo suo coraggio. Lo ha pagato con il saccheggio della sua vita privata ad opera di guardoni che si sono soddisfatti spiando dalla serratura della sua camera da letto. E lo ha pagato in termini di quattrini, essendogli venuto a costare, l’attacco sgangherato della nostra magistratura, già un miliardo di euro, che nessuno gli restituirà. Né i suoi legali i quali hanno diritto alla loro parcella, né Carlo De Benedetti ove la sentenza definitiva desse ragione a Berlusconi.

Un uomo che sta pagando così tanto per il suo tentativo di rinnovare il Paese non merita di essere abbandonato. Sarebbe un atto di viltà. Sarebbe ammettere che la macchina del fango e dell’ingiustizia può tutto, qui da noi, ed è invincibile. La solidarietà a Berlusconi significa, invece, che una parte d’Italia vuole liberarsi del cancro rappresentato dai vecchi poteri della prima Repubblica e da una magistratura politicizzata che, pur di raggiungere i propri scopi, non rispetta nemmeno le leggi che sarebbe tenuta ad applicare.

Ricordo sempre con amarezza allorché un giudice del caso Mills decretò che la prescrizione decorreva non dal momento del versamento della cifra al corrotto, ma dal momento in cui essa era utilizzata. Come se il versamento fosse stata un’operazione lecita e solo l’utilizzo della somma la trasformasse in un’operazione illecita. Un’assurdità giuridica.

Per distruggere Berlusconi se ne sono tentate di tutte. Oggi anche l’America, nel caso Amanda Nox, scopre che la giustizia Italiana fa acqua da tutte le parti, a prescindere da quello che sarà il giudizio della Corte di Appello di Perugia, atteso per stasera.

Finalmente non siamo solo noi ad accusare la magistratura di inefficienza e di impreparazione.
Quando Berlusconi accusa la magistratura di inventarsi i reati, pur di minare la sua credibilità e il suo prestigio, coglie nel segno. Questo tipo di magistratura, e non Berlusconi, disonora il nostro Paese.
La si riformi, dunque, e con urgenza.

Ciò che si può imputare a Berlusconi è di non aver puntato i piedi e demolito con caparbietà tutte le resistenze. Sono resistenze da prima Repubblica. E se davvero si vuole rinnovare lo Stato, queste resistenze devono essere debellate, da qualunque parte provengano.

Calderoli, respingendo il tentativo maldestro e inopportuno di Maroni, ha dichiarato che gli ultimi mesi che ci dividono dalla scadenza della legislatura devono essere utilizzati per costruire una nuova architettura dello Stato.

È quello che chiedono da tempo gli elettori del centrodestra.
Si può fare ancora in tempo, ma occorre determinazione. E soprattutto occorrono orgoglio e unità. Qualunque frantumazione, sia pur minima, può creare una falla enorme. Compresa la frantumazione rappresentata dalla viltà di uomini minuscoli, i quali oggi che il presidente del Consiglio ha bisogno di aiuto, pensano di abbandonarlo al suo destino, salendo sul carro del nuovo vincitore.

Queste persone, se dovessero emergere (e spero di no), non meriterebbero alcuna comprensione. Quando siamo in guerra (e politicamente lo siamo) si devono mettere in conto anche battaglie durissime, alle quali nessuno è moralmente autorizzato a sottrarsi. Ad esse bisogna solo far fronte con tutte le energie a disposizione, salvo il tradimento.

Altri articoli

“Sfuma il governo tecnico. Elezioni o referendum. Il Quirinale alla finestra” di Marcello Sorgi. Qui.


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Bart