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Alla Camera tre voti in più: eccome se sono importanti!

15 Dicembre 2010

Ora sta passando lo slogan di sinistra e finiano secondo il quale i tre voti ottenuti in più dalla maggioranza non fanno la differenza. Potevano essere anche tre voti in meno. Non avrebbe cambiato le cose.
Eh no, andiamoci piano. Questa è, ancora una volta, ipocrisia.

Per capirlo basta immaginare che cosa sarebbe successo se le cose fossero andate alla rovescia. Ossia,  i tre voti in più fossero andati all’opposizione.
Si sarebbe fatta baldoria, si sarebbero aperte bottiglie di spumante alla buvette di Montecitorio affollata di antiberlusconiani e dipietristi. Si sarebbero portati a spalla non so, Bersani, Di Pietro e Fini, la triade del disfacimento. Si sarebbe sputato addosso a Berlusconi.
Per le strade sarebbero iniziati caroselli festosi inneggianti alla sconfitta di Berlusconi.
Si sarebbe preteso da Napolitano il governicchio e quindi la rovina del nostro Paese.

Fuori da Montecitorio i cortei erano pronti a festeggiare, ma quando il risultato imprevisto è stato annunciato, i gruppettari sono rimasti interdetti. È scoppiata la rabbia, e con essa una violenza folle e perniciosa. Negozi distrutti, auto incendiate, bottiglie molotov che percorrevano l’aria come se fossero stelle filanti. Una vergogna.

Una violenza che è figlia dell’antiberlusconismo. Non solo, ma è figlia del linguaggio sgangherato e violento che alcuni parlamentari non rinunciano ormai a trasmettere al popolo. Di Pietro è il massimo fautore della violenza, e con lui Li Gotti, Belisario, per fermarmi ai primi nomi che mi vengono in mente dopo aver ascoltato l’intero dibattito parlamentare di ieri.

Se vogliamo cercare i mandanti, costoro lo sono a chiare lettere. Ma non sono i soli. L’antiberlusconismo viscerale del Pd, ad esempio nelle persone di Bersani, Franceschini, Finocchiaro e Bindi, accompagnano e rafforzano il giustizialismo dipietrista.

Una violenza frutto anche dell’ipocrisia che l’opposizione distribuisce a palate. Come appunto lo slogan che sta diffondendo (la sinistra riesce a fare solo slogan e Fini ha imparato da lei quando afferma falsamente di essere stato cacciato dal Pdl) secondo il quale aver vinto di soli tre voti di scarto non fa alcuna differenza.

La fa eccome! Intanto la violenza scatenatasi a Roma, subito dopo la diffusione del risultato, ha svelato uno dei volti antidemocratici dell’opposizione. In molti casi riesce a nasconderli, ma ieri era così pronta a festeggiare che la sorpresa del voto contrario, le ha fatto perdere ogni controllo, mostrando a tutti ciò che è ed è sempre stata.

I tre voti in più hanno consentito a Berlusconi di presentarsi al Quirinale da vincitore e non da sconfitto o parzialmente sconfitto. Ciò che avrebbe consentito forti pressioni sull’uomo del Colle per mettere da parte il nemico Berlusconi. Un’arma che gli è stata tolta di mano. Berlusconi si è presentato forte della fiducia ottenuta in entrambi i rami del Parlamento.

Il che significa che Napolitano – se lo avesse sognato, magari insieme con Fini –  non può più mandarlo a casa. Il che significa che saranno la Lega Nord e il Pdl a decidere le mosse da farsi. E non è poco.

Sul dopo, ho già espresso ieri il mio pensiero, che confermo, meglio aprire le porte ai finiani moderati pentiti piuttosto che far entrare Casini. Una cosa diversa sarebbe se altri dell’Udc abbandonassero il vicolo cieco in cui li ha trascinati il loro leader per confluire nel gruppo, ad esempio, di Romano e Mannino, ed appoggiare da lì il governo. Allora il discorso potrebbe farsi interessante. Ma imbarcare Casini, quando ci si è liberati di Fini, sarebbe, a mio avviso, un errore mortale.

Dunque, lode ai tre voti in più, che permettono una mobilità più ampia e più sicura. Se nei prossimi giorni la maggioranza si rafforzerà adeguatamente attraverso i ripensamenti sul loro ruolo che faranno alcuni parlamentari sia dell’Udc che del Fli, magari accompagnati da altri che non sopportano il linguaggio violento e cieco dell’antiberlusconismo, quasi certamente si potrà governare fino al termine della legislatura. Se non si allargherà, resterà solo la strada dell’elezioni.

Oggi si può, dopo i fatti violenti di ieri accaduti a Roma, disvelatori di un antiberlusconismo cinico e spregiudicato, sperare con più ottimismo che gli elettori non mancheranno di rinnovare il loro appoggio a questa maggioranza e a questo governo.

Un avviso a Berlusconi. Non cada nel tranello di una crisi pilotata per allargare la maggioranza:

“E a chi gli prospetta la possibilità, come chiede l’Udc, di dimettersi e fare un accordo per un nuovo governo allargato ai centristi, Berlusconi replica cauto: “‘Vedremo, siamo aperti a tutti i suggerimenti”. Aprendo, di fatto ma con cautela, la strada ad una crisi pilotata.”  

Sarebbe in realtà un modo  per rimettere in movimento il complotto finiano.

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“Berlusconi, il peso della vittoria” di Sergio Romano. Qui.

“Sulle macerie di Fli si rafforza l’asse fra la Lega e il premier” di Massimo Franco. Qui.

“Fini: “Ho perso, un punto per Silvio; ma ora è impossibile governare” di Claudio Tito. Qui.


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7 Comments

  1. Commento by giuliomozzi — 15 Dicembre 2010 @ 09:05

    Bart, questo è un curioso articolo. Cominci commentando ciò che non è avvenuto (esercizio che trovo sempre bizzarro). Poi annetti tranquillamente i facinorosi di ieri all’opposizione parlamentare (cosa che andrebbe almeno un po’ provata), definendo “mandanti” alcuni esponenti politici che citi con nome e cognome: e anche qui un po’ di prova ci vorrebbe. Soprattutto considerato che i disordini di ieri “fanno comodo” all’attuale governo, non certo all’opposizione: infatti forniscono all’attuale governo, e quindi anche a te, il pretesto per criminalizzare l’opposizione, e quindi anche me.

    E poi a un certo punto dichiari: “Il che significa che saranno la Lega Nord e il Pdl a decidere le mosse da farsi”. Il che mi sembra palesemente falso. D’ora in poi deciderà la Lega, da sola, e il Pdl dovrà ubbidire. Mentre l’attuale capo del governo dovrà mostrarsi disponibile a chiunque gli si presenti col cappello in mano dicendo: “Dottore, io continuerei a votarla, ma mi servirebbe un piacerino…”.

    Non so. Questa crisi, tutta interna alla maggioranza, nella quale l’opposizione davvero non ha avuta nessuna parte, è cominciata il 22 aprile; ci sono voluti sette mesi e tre settimane per venirne a capo col voto del 14 dicembre. La Dc risolveva più in fretta i suoi mal di pancia. E’ chiaro che d’ora in poi il governo, abituato a mettere la fiducia disinvoltamente su qualunque provvedimento, dovrà essere molto più cauto. Ho il sospetto che a questi sette mesi e tre settimane di agonia non seguirà un periodo migliore. (Ovviamente spero di sbagliarmi).

  2. Commento by D'Asdia — 15 Dicembre 2010 @ 09:37

    Per l’amico Giulio Mozzi:   Ricordati che per un punto Martin perse la cappa…

  3. Commento by giuliomozzi — 15 Dicembre 2010 @ 10:17

    Ricordo, ricordo.

    Ma qui non si tratta di vincere a briscola. Si tratta di governare un Paese. Una maggioranza che vede un partito decisamente minoritario (la Lega Nord) tenere in posizione di ricatto un capo del governo palesemente interessato solo ai propri affari e ai propri genitali, e quindi disposto a tutto pur di preservare questi e quelli, non mi pare una maggioranza che abbia grandi chances di governare bene.

    (I genitali, e spiace dirlo, sono un fatto politico: visto che buona parte della ricattabilità dell’attuale capo del governo viene da lì).

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 15 Dicembre 2010 @ 11:07

    Giulio, scusami, ma mi fai sorridere tu. Finisce che i disordini romani li ha provocati Berlusconi. Sempre questo antiberlusconismo che fa perdere un po’ di lucidità…

    1 – La violenza di ieri è frutto dell’antiberlusconismo. Ricordo benissimo di avertelo pronosticato tanti mesi fa. Ma è anche conseguenza di un linguaggio parlamentare violento. In particolare quello di esponenti dell’Idv. Ho ascoltato tutti (TUTTI) gli interventi, potendomelo permettere, essendo pensionato. Spero che anche tu possa averli ascoltati. Altrimenti puoi trovare i resoconti stenografici nei siti della Camera e del Senato.

    Berlusconi e il Pdl si sono allontanati quando parlava Di Pietro, perché davvero era vergognoso ascoltarlo.  Vergognoso che si possa parlare in quel modo in un’Aula parlamentare.

    Ma sono usciti anche perché il 29 settembre Di Pietro fece un intervento ancora più violento e, nonostante Berlusconi, chiedesse a Fini di intervenire, Fini fece dire a Di Pietro tutto quello che Di Pietro voleva dire.

    Questa volta Berlusconi non si è rivolto al presidente della Camera, sapendo che sarebbe stato inutile, e così se ne è andato.

    E’ tornato solo su richiesta di Casini, che interveniva subito dopo, il quale ha esordito più o meno così: Siccome io non offendo mai nessuno nei miei interventi, chiedo al presidente del Consiglio di rientrare in Aula. E così è stato.

    2 – La Lega Nord è figlia di Oscar Luigi Scalfaro ed io non ho in simpatia nè l’una né l’altro (e te l’ho scritto tante volte). Se la Lega è arrivata a questo punto, lo si deve alla tolleranza di Scalfaro (ed oggi si scopre che la trattiva tra mafia è Stato è avvenuta quando il potere era retto da Scalfaro e da Ciampi). Oggi con la Lega Nord chiunque deve farci i conti. Il più dispiaciuto sono io. Ma la realpolitik è questa. Oggi la Lega è stata utile per combattere un pericolo ben maggiore, quello rappresentato da Fini, verso il quale (sai anche questo) non ho mai avuto simpatie. Il pericolo che minaccia ancora l’Italia (ne sono convinto) è la saldatura tra il vecchio fascismo e il vecchio comunismo (asse Fini-D’Alema). Ieri è stato inferto un colpo a questo progetto. Definitivo? No.

    3 – Sarà difficile governare. Credi forse che non lo sappia? Sarà più facile solo se una gran parte dei finiani fuoriusciti (quelli che hanno votato la sfiducia ob torto collo) decideranno di tornare nel Pdl. Credo che Berlusconi lavori a questo. Lascerei perdere i genitali di Berlusconi. Ha fatto peggio Fini con la casa di Montecarlo.
    In ogni caso: qualsiasi governicchio avrebbe fatto peggio del governo in carica. Senza avere in comune niente di niente come avrebbe potuto governare? Se anche il governo Berlusconi fallirà (Fini ha già dichiarato praticamente la sua vendetta, come riportano i giornali di stamani), rapide elezioni saranno il male minore.

  5. Commento by Felice Muolo — 15 Dicembre 2010 @ 11:20

    Approvo quanto dice Giulio Mozzi, che i guai di Berlusconi hanno relazione con le   imprese  ostentate dei suoi genitali. Ma il fatto che la Lega si rafforzi  è da attribuire all’immobilismo che c’è stato nel governare, sia di sinistra che di destra.

  6. Commento by D'Asdia — 15 Dicembre 2010 @ 11:26

    Amico Giulio, hai interesse di ricordare…visto e considerato che la matematica non è un’opinione, dovresti rispolverare  “ i numeri”   riguardanti le elezioni….sicuramente tu persona obiettiva  non potrai negare che la  Lega non è il Partitino al quale tu accenni, detto cio’  resta che    il PDL è numericamente più importante della Lega. Non avendo argomenti validi contro il Berlusca,  il quale detto tra di noi non è il Messia , gli si trovano tutti i difetti possibili ed immaginabili. Vorrei solo fare osservare che essendo lui ricchissimo,  non ha certo bisogno di   un posto al sole, potrebbe restarsene tranquillo ad utilizzare,  quelli che tu chiami elegantemente   “i suoi genitali”, 24 ore su 24 ore, senza   che la cosa possa turbare o interessare qualcuno.  Invece   rimane  a prendere mazzate, vergognosi insulti , tradimenti e chi più ne ha più ne metta.  Solo per questo penso sia al di sopra dei  mediocri che con tutti mezzi vorrebbero abbatterlo, certo di sicuro non è un Santo   forse è solo il meno peggio,   ma  senz’altro è meglio di Fini il cavastecchi e di Casini il pompiere piromane.    

     

  7. Commento by nik75 — 15 Dicembre 2010 @ 16:52

    la storia che i ricchissimi non guardano al proprio tornaconto è davvero comica, se poi la loro ricchezza dipende dallo Stato e dalle sue concessioni allora fa ancora più ridere. Se il nostro Silvio non fosse su quella poltrona sarebbe, se non in galera, da quelle parti e poi i paesi che eleggono i loro ricconi al potere non hanno mai goduto di una grande fama. Chissà perchè?

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