Ammettiamo che Berlusconi fosse stato affetto da priapismo

È davvero sconsolante che la politica si riduca a spiare nella camera da letto di un presidente del Consiglio per cercare di abbatterlo.

Qualcuno ha fatto esempi di uomini politici che hanno avuto una vita privata assai più scandalosa di quella del premier.
Se poi si va all’indietro nel tempo e ci si fermi sul grande Alessandro Magno, tutti sappiamo che conquistò il trono macedone uccidendo il padre. Eppure nessuno osa mettere in dubbio la grandezza di Alessandro.

Dico questo perché, da cattolico, non condivido il modo in cui Berlusconi conduce la sua vita privata. Ma non posso impedirglielo, perché, come ho già scritto, se ci inoltriamo nella sfera sessuale, non la finiremmo più e nessuno potrebbe mai trovare il bandolo della matassa. Ecco perché ciò che fa un uomo tra le quattro pareti domestiche deve restare riservato. La natura umana ha impresso su di noi un marchio unico e indelebile. Niente ce lo può sottrarre. Da esso è difficile liberarsi. Un uomo pubblico, perciò, dobbiamo giudicarlo per quanto fa o cerca di fare in aiuto della collettività.

Berlusconi non ha portato o esibito in piazza la sua vita privata.
L’ha portata in piazza, improvvidamente e orribilmente, Veronica Lario, che non aveva alcun diritto di farlo. È vissuta con il proprio marito e avrebbe dovuto tener riservata la sua sfera intima, e in specie quella sessuale. Ho scritto che i motivi per cui l’ha fatto si conosceranno più avanti nel tempo, ma nessuno di essi potrà mai giustificare la sua denuncia pubblica. Come se il marito fosse un pericoloso assassino. Spero che i tre figli di Veronica si ricordino che cosa la madre ha combinato in danno del loro padre. Dubito che Veronica Lario possa riuscire a dormire sonni tranquilli, e che i rimorsi della sua coscienza non la divorino.

In ogni caso, ripeto, Berlusconi non ha esibito lui la sua vita privata. Gliel’hanno carpita. Nell’articolo linkato leggerete alcune rivelazioni inquietanti fatte da Luca Barbareschi, e finora non smentite dai magistrati, che aprirebbero a carico della magistratura un fronte di illegalità fino a ieri inimmaginabile.
Nel gossip della sua vita privata ci stiamo sguazzando, e dovremmo vergognarcene tutti.

Prendiamo il caso Ruby. Nonostante che la stessa Ruby abbia ammesso di non aver fatto sesso da minorenne con il premier, si continua ad accusare il premier di averlo fatto. Immagino che i pm abbiano una fotografia fin troppo eloquente a disposizione.

Ma ammesso pure che abbia fatto sesso con Ruby, una ragazza che, non dimentichiamocelo, dimostra più anni di quanti ne ha in forza della sua maturità fisica, mi domando perché, se la legge è uguale per tutti, non sono stati sottoposti ad indagini i molti che hanno utilizzato Ruby nelle sale di spettacolo, quando ancora era minorenne. E magari ci hanno pure fatto sesso. Non è difficile rintracciarli. Se non si indaga su di essi, mi si deve spiegare perché ci si accanisce soltanto contro Berlusconi, anche dopo che la stessa Ruby ha negato il contatto sessuale. C’è una sola risposta, ciò significa, contrariamente a quanto si rinfaccia a Berlusconi, che la legge non è uguale per tutti.

Vorrei sapere a chi interessa, poi, appurare se sia vero che intorno a Berlusconi si aggirassero, nel corso delle feste ad Arcore, giovani che danzavano e si facevano toccare dal premier. È un reato? Riguarda la sua vita sessuale dentro casa sua. E se davvero, affetto supponiamo da priapismo, avesse voluto per sé una ragazza ogni cinque minuti, ci interessa politicamente? Senza contare che Berlusconi è stato sottoposto a interventi alla prostrata e al cuore che escluderebbero certe performance. Non devono contare invece le sue azioni in politica? E in politica ha commesso reati?

In pubblico Berlusconi ha compiuto qualcosa di sconveniente tale da richiederne le dimissioni? Niente di tutto ciò. È più colpevole Fini che, da presidente della Camera, si è permesso di svendere una casa non sua ma di An, finita poi nella disponibilità e nella proprietà, come sembra ormai ufficializzato, del cognato.

Invece, sempre secondo il mantra ipocrita che la legge è uguale per tutti, il caso Fini sarà archiviato, con scorno della giustizia, e la esuberanza sessuale di Berlusconi, esibita nelle sue stanze private, sarà condannata.

Ammettiamo che, secondo quanto rivelato da Barbareschi, le spie o come cavolo volete chiamare gli aggeggi da 25 mila euro l’uno piazzati nella casa di Berlusconi, abbiano scattato una foto di Berlusconi che fa sesso con Ruby. Ora mi domando se Ruby deve esser vista come una ragazzina di 11 anni sedotta dal premier. Quando i fatti accadevano Ruby era vicina alla maggiore età (mancavano pochi mesi) e la sua esperienza sessuale era già consumata. Di anni ne dimostrava molti di più, e nessuno avrebbe potuto immaginare che sotto quella sua abilità nel mostrarsi si nascondesse una minorenne.

Non dobbiamo fare gli ipocriti. Ho la presunzione di credere che la minorenne Ruby abbia fatto sesso già prima di averlo consumato, eventualmente, con Berlusconi, e lo poteva fare perché solo la data anagrafica la faceva passare ancora, e per poco, come una minorenne.

Si deve far cadere un presidente del Consiglio per questo? Per essere stato ingannato da una minorenne dall’aspetto di maggiorenne? Si deve mandare all’aria la governabilità per questo? Una volta c’era la Ragion di Stato che ci salvaguardava da idiozie come questa. Una Ragion di Stato che si è persa per strada. La Ragion di Stato direbbe di no.

Se Berlusconi avesse violentato una donna, o avesse circuito una bambina di 12 anni capirei la violazione della legge. Ma nella fattispecie non esiste. Ruby è una donna a tutti gli effetti, e non dal maggio 2010.

Talvolta si deve applicare la legge con il buon senso, e il buon senso ci dice che una ragazza di 17 anni e mezzo come Ruby, se ha fatto sesso con Berlusconi, l’ha fatto da donna matura, nel pieno delle sue facoltà fisiche e mentali. Una donna disinibita, non nuova molto probabilmente a intrattenimenti dello stesso tipo.

Perciò, se la legge deve essere uguale per tutti, lo sia anche in questo caso.
E lo sia anche a riguardo della concussione addebitata al premier con la telefonata da lui fatta alla Questura di Milano.
D’ora in avanti (ma si indaghi anche per il passato) tutti coloro che hanno una carica di rilievo nello Stato si astengano dal fare solleciti o raccomandazioni. Ogni loro telefonata o ogni loro bisbiglio, per l’incarico elevato che ricoprono (parlamentari, magistrati, prefetti, sindaci, e così via), non potrà che interpretarsi come una concussione, anche se manca il concusso.
Proprio lo stesso trattamento che si cerca di fare a Berlusconi.

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Qui.

Sulle foto del caso Ruby. Qui.

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Commenti

37 risposte a “Ammettiamo che Berlusconi fosse stato affetto da priapismo”

  1. Che schifo! SI VERGOGNI!

    … E SI PROFESSA PURE CATTOLICO!!!!!

    Non è concesso. Il Suo articolo è un’offesa a tutti i cattolici!

    Oltre che a tutti gli uomini e le donne di buona volonta!

     

  2. Chissà cosa ne pensa la Curia di Lucca?

  3. Penso di essere molto più cattolico di lei, se questa è la sua reazione piena di odio. Si vergogni lei   per il suo arbitrario insulto.

    Della mia coscienza di cattolico non devo certo rendere conto a lei.

  4. Sicuramente non c’è nulla che possa scandalizzare un cattolico, Simone.

  5. Per i cattolici, la testimonianza di una cattolica doc, l’ex senatrice del Pdl, Marina Burani Procaccini che stamani ha scritto questo articolo per Libero:

    ____________________

    Il ricordo

    Quella volta in cui Silvio aiutò le prostitute

    ::: maria burani procaccini*          

    â– â– â–  Caro Direttore, eletta nel ’94, so ­no stata responsabile nazionale di For ­za Italia per i problemi etici e religiosi. Dal 2001 sono stata incaricata di rap ­presentare le politiche di P.I. per i pro ­blemi dei minori e della famiglia. Ero, infatti, Presidente della quasi neonata Commissione Bicamerale per l’Infan ­zia e l’Adolescenza. In quest’ultima ve ­ste, posso affermare che dalla “mia” Commissione sono usciti il Codice di autoregolamentazione media e mino ­ri, atti di indirizzo sull’Affido condiviso in caso di separazione con minori e molti altri provvedimenti in loro dife ­sa, con particolare riguardo alla lotta alla pedofilia.

    Forte delle mie convinzioni etiche e civili, non ho mancato di accompa ­gnare la mia attività politica in Forza Italia con richiami talvolta molto forti ai vertici del mio partito affinché te ­nessero in particolare cura la selezione delle candidature e dei dirigenti. In ­somma, quando c’era da fare la voce grossa non ho temuto di far udire la mia. Sia in privato che in pubblico. Al punto da essere etichettata dalla stam ­pa nazionale come la “deputata anti ­veline”.

    Questa premessa è solo per far com ­prendere che se decido di scrivere ad un giornale io, che ho fatto dell’etica- politica la mia ragion d’essere in Par ­lamento, come può dimostrare chiun ­que, è davvero perché ne sento ancora una volta tutta la responsabilità mora ­le e quindi, passatemelo, anche spiri ­tuale.

    Nella mia attività politica in difesa dell’Infanzia e dell’adolescenza ho avuto modo d’incontrare persone as ­solutamente eccezionali. Tra queste spicca Don Oreste Benzi. Era un per ­sonaggio davvero incredibile. Infatti, la sua fede in Dio era fede nell’uomo e nella donna. E nell’uomo e nella don ­na lui vedeva subito il Cristo solo sulla croce che si doveva con urgenza soc ­correre, staccandolo di lì e rifocillan ­dolo con attenzione ed amore, con se ­renità e persino allegria, fino ad ac ­compagnarlo per non farlo mai sentire solo. Don Benzi venne da me e mi chiese di fargli incontrare Silvio Berlu ­sconi perché voleva parlargli della ne ­cessità di salvare tante giovani prosti ­tute dalla feroce tratta cui erano sotto ­poste e che lui, Don Oreste, con le sue unità di strada, i suoi pulmini della speranza, salvava a grappoli lungo le coste romagnole e le periferie degra ­date delle grandi città del Bel Paese.

    Ci provai a chiedere l’incontro. Non ci credevo troppo. Invece mi chiama ­rono nel giro di due giorni, ed andam ­mo io, il Don e tre povere figlie, una africana e due dell’Est, a Palazzo Gra ­zioli. Eravamo solo noi quattro, non c’era certo la stampa italiana. Tanto ­meno gli onnipresenti media televisi ­vi.

    Le ragazze si guardavano intorno con tanto d’occhi perché eravamo nel salotto buono e Berlusconi arrivò sen ­za farci aspettare con la semplicità e cortesia che nessuno gli può contesta ­re. Chiese subito dei dolcetti per le ra ­gazze ed ascoltò il Don e poi si fece dire dalle ragazze stesse non le loro storie, infatti con sensibilità quasi femminile disse loro che il passato è passato, si fe ­ce invece raccontare i loro sogni, i loro desideri e quando una di loro disse che di lì a due giorni avrebbe compiuto gli anni lui esclamò : “Mio Dio anche mia figlia ha la tua età e sta per compiere gli anni”

    Non faccio birignao buonista ma giuro che il Cavaliere era davvero con le lacrime agli occhi. Si alzò quasi di corsa, andò in un’altra stanza e tornò con una busta (scandalo atroce) che mise in mano a don Oreste dicendogli: “falle un bel regalo, ma anche alle altre però, altrimenti non è giusto”.

    Morale della storia: forse siamo in presenza pure di una doppia persona ­lità, forse di tanta leggerezza e solitudi ­ne, ma per quel che mi riguarda, in tut ­ti questi anni io ho visto solo un uomo buono, circondato troppo spesso da uomini e donne senza scrupoli sem ­pre presenti, abbarbicati come sono ai potenti di turno. Di brava gente e ca ­pace in questo governo e nell’agone politico ce n’è anche tanta ma sempre troppo poca e sempre ossessivamente soffocata dai nani e dalle ballerine, pronti a tutto pur di strappare a morsi un pezzo di palcoscenico. E sia chiaro, questa gente non è allocata solo in un’unica appariscente corte. E, so ­prattutto, non appartiene solo alla po ­litica.

    * ex senatrice PdL

  6. Un giorno ci dovrà svelare sei invidia maggiormente Berlusconi o Ruby.

  7. Rilegga il Vangelo. Non si professi cristiano per abitudine o convenzione sociale.

  8. Articolo osceno!

  9. Avatar Puggianti
    Puggianti

    Qualsiasi buon padre o buon nonno non vorrebbe sua figlia o sua nipote in quella casa in quella compagnia.

    Non è solo osceno ma è anche depravato, l’articolo.

     

  10. Avatar Artiglio

    Ma siamo sicuri che a Berlusconi piacciano solo le donne? E Lele Mora cosa ci faceva a quelle serate? Con chi si allietava?

     

     

  11. @Boris
    Non invidio nessuno. Ognuno ha difetti e virtù. Io ho imparato a sopportare i miei difetti. Mi basta e avanza.

  12. State violentando l’Italia con un ciarpame senza precedenti e ve ne rallegrate!

    La storia d’Italia non ha mai passato un momento tanto triste, vuoto e sudicio.

  13. Avatar Giapass

    Caro Di Monaco, ho letto questa sua “perla” stamattina e sono rimasto molto negativamente colpito. Dire incazzato e’ poco.
    Mi perdoni ma stavolta lei ha scritto davvero un mucchio di fesserie.

    Lei sostiene: Berlusconi non ha portato o esibito in piazza la sua vita privata.

    Questo e’ falso e la prova sta in questo link: http://www.madvero.it/pernondimenticare/unastoriaitaliana.asp
    oltre che in tante manifestazioni pubbliche nel quale si e’ esibito in graziosi quanto falsi ritratti di famiglia, non ultime le foto in famiglia del Natale scorso.

    Il libro “Una storia italiana” e’ stato inviato, peraltro non richiesto,  a milioni di italiani. In questo libro Berlusconi parla  per un buon 50%   dei suoi amici e  della sua famiglia.

    L’ha portata in piazza, improvvidamente e orribilmente, Veronica Lario, che non aveva alcun diritto di farlo. È vissuta con il proprio marito e avrebbe dovuto tener riservata la sua sfera intima, e in specie quella sessuale.

    No Di Monaco, Veronica Lario ha agito come qualunque moglie (di qualsiasi estrazione sociale) si sarebbe comportata di fronte a cosi’ spudorati comportamenti.
    Veronica Lario, che evidentemente sapeva molto prima e meglio di noi altri di tali anomali comportamenti, ha scelto la via pubblica (lettera a Repubblica) in quanto  donna pubblica perche’ moglie (ora ex) di un primo ministro.

    Nell’articolo linkato leggerete alcune rivelazioni inquietanti fatte da Luca Barbareschi, e finora non smentite dai magistrati, che aprirebbero a carico della magistratura un fronte di illegalità fino a ieri inimmaginabile.

    Cio’ che Barbareschi lascia intendere in realta’ non mi sorprende affatto. L’ho anche scritto su questo blog che prima o poi alcune foto sarebbe uscite fuori. Certo che se inviti, mi scusi il francesismo, cani e porci (prostitute e spacciatori) a casa tua questi si comporteranno come tali, cioe’ come cani e porci.
    E poi, che cosa c’entra la magistratura con le foto lo sa solo lei.
    Non sono mica stati i magistrati a fare le foto!!!

    Ma ammesso pure che abbia fatto sesso con Ruby, una ragazza che, non dimentichiamocelo, dimostra più anni di quanti ne ha in forza della sua maturità fisica, mi domando perché, se la legge è uguale per tutti, non sono stati sottoposti ad indagini i molti che hanno utilizzato Ruby nelle sale di spettacolo, quando ancora era minorenne.

    Perche’ la legge considera maggiorenni quelli che hanno compiuto 18 anni, indipendentemente dallo stadio di sviluppo psico-fisico.
    A meno che lei voglia  considerare adulti tutti quelli   grandi e grossi o con seni ben sviluppati e gambe lunghe e lasciarli poter guidare a 12-15 anni di eta’ in virtu’ di come il loro corpo appare.

    Ed inoltre perche’ fare lap dance o la madrina in discoteca da minorenne non e’ reato, mentre farci sesso (con  la stessa  minorenne) puo’ esserlo, soprattutto se si possono dimostrare passaggi di denaro  dal piu’  vecchio alla minorenne.
    Infine, lei vorrebbe uniformare il comportamento di un gestore di una discoteca con un primo ministro. Complimenti per la considerazione!! Berlusconi si sentira’ estremamente lusingato da questo suo paragone

    Si deve far cadere un presidente del Consiglio per questo? Per essere stato ingannato da una minorenne dall’aspetto di maggiorenne?  

    Senza ombra di dubbio.
    Non credo che Berlusconi sia stato ingannato ma piuttosto che abbia voluto assaporare il frutto proibito. Ma anche se fosse stato ingannato, come fidarsi di un primo ministro che si fa infinocchiare (in piu’ di un’occasione) da una ragazzina?
     

    Se Berlusconi avesse violentato una donna, o avesse circuito una bambina di 12 anni capirei la violazione della legge. Ma nella fattispecie non esiste. Ruby è una donna a tutti gli effetti, e non dal maggio 2010.

    No, Di Monaco, la legge parla chiaro. Ruby, ai tempi delle frequentazioni con Berlusconi era minorenne per la legge italiana.  

     Perciò, se la legge deve essere uguale per tutti, lo sia anche in questo caso.
    E lo sia anche a riguardo della concussione addebitata al premier con la telefonata da lui fatta alla Questura di Milano.
    D’ora in avanti (ma si indaghi anche per il passato) tutti coloro che hanno una carica di rilievo nello Stato si astengano dal fare solleciti o raccomandazioni.

    Perfettamente d’accordo con lei. Berlusconi, dall’alto della sua prominente posizione,  dia l’esempio e si faccia giudicare per il reato (reale) di concussione.

  14. Si tenga pure le sue idee, che rispetto. Per risponderle dovrei ripetermi. Ma le risposte le ha già, a meno che non mi legga a pezzi e bocconi. Le troverà tutte, non ne mancherà una.

  15. Su ciò che dirà la Storia su Berlusconi ho opinioni diverse dalle sue.

  16. Sig. Bartolomeo vorrò proprio vedere come suonerà questo suo articoletto dopo l’uscita delle foto che tutti stanno aspettando.

    Suonerà volgare come lo è.

  17. Non sono un guardone come lei. Non mi interessa, come invece interessa a lei, ciò che Berlusconi fa nella sua camera da letto.
    Se non ci fossero gli spioni e i guardoni da accontentare (lei è una di quelle?) la privacy del premier sarebbe stata rispettata e se ha dormito o non dormito con Ruby sarebbe rimasta una sua pruriginosta e morbosa curiosità, e lei non avrebbe avuto l’opportunità di sguazzare nel gossip.

    Pensi a quanti ce ne  sono in Italia di spioni e di guardoni.

    Si riveda Il Casanova di Fellini e si guardi nello specchio. Non sente di assomigliare allo spione che osserva schiumante di soddisfazione la scena?

  18. Dopo avere riletto il Vangelo, si legga anche un po’ di stampa estera semmai da qualche paese occidentale e democratico che sembra apprezzare anche Lei. Oramai la sua è una difesa triste e penosa di una persona triste e penosa.

    Di quello che fa un punnaniere nella sua camera a me interessa ben poco; di come si comporta il Presidente del Consiglio nella sua vita pubblica e privata invece interessa molto. Se le due figure finiscono per coincidere non sono abituata a starmene zitta e a cuccia.

    Oramai Lei sta maldestralmente recitando la parte di chi deve ripetere tutto quello che gli dicono di ripetere, sia che ne sia cosciente oppure no.

     

     

  19. Lei non si è ancora accorta che la fanno spiare dal buco della serratura proprio nella camera da letto del premier. Si dia una scossa.

  20. Clinton ha avuto non pochi problemi per molto meno.

    La smetta di usare le frasette che sente recitare. Siamo talmente oltre oramai che nenache se ne rende conto.

    La destra che corre dietro a difendere uno pseudo depravato.

  21. Mai guardare dal buco della serratura. Nelle quiete famiglie italiane ci possiamo trovare figli e donne violentate, bambini e moglie picchiate, scambiate, umiliate schiavizzate.

    Guai guardare dal buco della serratura!

    Una mentalità omertosa ancora molto presente soprattutto in determinate realtà sociali, dove l’omertà diventa pure un valore.

  22. PS. ho notato che adesso esiste anche il “cattolico doc”. Che espressione così poco cristiana!

  23. Ciro, confonde fischi per fiaschi.

  24. Enna, lei ha un nome che ricorda la donna biliosa di Johnny Guitar, il celebre western. Clinton fece sesso nella stanza ovale o giù di lì. Cosa che, a quel che ho letto mesi fa, hanno fatto anche uomini della sinistra all’interno del nostro parlamento. Dov’era lei?

    Certo che c’è diffeenza, e tutta a favore di Berlusconi.

  25. Non so se si rende conto che sta cadendo nel ridicolo. Tra l’altro noto che a lei piace scendere molto nei particolari, sembra quasi morboso e si immedesima nei pensieri intimi del Presidente del Consiglio, della sua ex moglie e di coloro che frequentano le feste di Arcore. Si riprenda, non so proprio chi le permette di spingersi tanti nell’intimo di altre persone. Lei il buco della serratura la superato da tempo. E’ fin troppo chiara la sua tristezza.

     

  26. Mi sembra che quel che dico di lei, lei lo copia e lo dice di me. Indubbiamente le piace fare polemica fine a se stessa. Tutto quello che avevo da dirle, l’ho detto. Non le risponderò più.
    Resti pure delle sue idee. In Italia c’è ancora la libertà.

  27. … scappa …. scappa …

  28. Invece la sig.ra Enna mi sembra molto acuta. In effetti quello che tutti noi possiamo dire sulla sporca faccenda ruby è quello che ci viene vedendo e sentendo dalle tv, i giornali e le radio. Lei invece parla di Berlusconi, della sig.ra Lario e di tutta la storia entrando personalmente, con deduzioni tutte personali, sulla vita privatissima di queste persone. In effetti mi sembra morboso questo atteggiamento.

    Vuole insegnare ad una coppia tanto complessa come quella Berlusconi-Lario come doveva comportarsi? Ma cosa ne vuole sapere?

    Vuole dare indirizzi su cosa dovrebbero pensare i figli dei propri genitori? Ma come si permette?

    Vuole discutere della possibilità di Berlusconi di poter fare o non fare sesso per le operazioni chirurgiche che ha subito? Ma lasci perdere!

     

    Questa si che è vera invadenza dell’intimità delle persone! Cosa persa che le dia il diritto? Il solo fatto di volere tutto il bene per Berlusconi?

    Noi tutti possiamo essere acciusati di fare caciara con notizie più meno morbose, ma le notizie ci arrivano; Lei invece si spinge a “rivelare” verità che dubito molto che sia alla sua portata. Mi scusi è!

     

     

     

  29. Letto l’articolo, che come donna trovo volgare e spregevole, auguro a chiunque di avere difensori migliori di lei.

    Se voleva difendere il sultano temo ottenga l’effetto contrario.

    Tra Ragion di Stato e Compassione è un vero fallimento.

    Il coraggio vedo che non le manca.

  30. Finitela di scrivere idiozie. Andate a leggere i commenti ai miei articoli di persone un po’ più sensate.

    A voi vi rosica… Tutto qui. Avete ricevuto ordini, lo capisco fin troppo bene, e vi  siete bevuti  il cervello.
    Mi sembrate tante pecore, anzi tanti conigli. Voi sì che siete pronti a scappare. Io sono qui, in trincea e ci resto. Ci metto nome e cognome, al contrario di voi.
    Voi vi limitate a qualche balbettio difesi dall’anonimato. Sostanza zero, ma solo morbosità, come ho già scritto. Vi fa piacere spiare dal buco della serratura. Non vedete l’ora di vedere qualche foto di Berlusconi a letto con Ruby. Vergognatevi.

    Se uscirà una foto del genere, vi precipiterete a scrivermi. Senza accorgervi che confermerete quanto ho scritto su di voi.

  31. Ma se siete pieni di querele!!

     

    capito tutto, addioooo…

  32. Se non è pronto per il web libero … lasci perdere. Comunque il Suo ultimo commento spiega molte cose.

    Stia tranquillo, nessuno potrebbe pensare di organizzare un complotto nei suoi confronti, non ce ne sarebbe proprio il motivo.

    Torni qui al sud …

  33. Spero che in futuro mi risparmierete le vostre corbellerie, comprese quelle, vergognose, degli ultimi due commenti.
    Vediamo di non incrociarci più. D’Accordo? O siete dei provocatori di professione?

  34. Si calmi e la smetta di essere offensivo. Impari a esprimersi con meno tracotanza che non ha proprio nulla da insegnare.

    Si nasconda in un web per solo iscritti e smetta di trattare chi non la pensa come lei come un’enorma macchia nera. Questa è pura ignoranza e presunzione.

    Lei sì che scrive corbellerie.

  35. Ah, sono io ad offendere…
    Senta, mi faccia il piacere, poiché i miei articoli si trovano un po’ dovunque, vada a commentarli lì. Magari ci sarà da registrarsi e metterci la faccia, cosa a cui non è abituato. Basta che cerchi in Google il titolo del mio articolo. Lì troverà chi le risponderà. Io non ho tempo da perdere con gente reclutata come provocatore. Le dò l’addio, a lei e agli altri, ai quali dò lo stesso consiglio. Commentate altrove i miei articoli. Qui ho obblighi di cortesia e preferisco che andiate in casa d’altri. Che poi, come ho potuto verificare dalla provenienza e dall’Id, Boris, Ponza, Enna, e qualche altro siete la stessa persona (o fate parte della stessa cricca: i dati del server non ingannano). Così devo anche aggiungere: vergognatevi. Naturalmente da conigli quali vi ritrovate, tenterete con un altro Id e un altro nickname. Spero comunque che mettiate giudizio e vi comportiato da persone grandi e vaccinate.
    Addio.

  36. Avatar Antonio Ciro Rovelli
    Antonio Ciro Rovelli

    IL MANIFESTO

    FACCIAMO QUALCOSA TUTTI INSIEME PER CAMBIARE LA POLITICA

    L’invito è rivolto a tutti i cittadini, di qualunque parte politica siano e di qualunque opinione.
    Le cose nel nostro Paese non vanno bene da molti anni. C’è chi sostiene che ciò dipenda dai mali della società moderna, del capitalismo, della globalizzazione e così via. C’è chi è addirittura dell’opinione che nulla si potrà cambiare e che comunque ogni mutamento è solo apparente e tutto in realtà resta come prima. La società è a tal punto sistemizzata, cioè, che i poteri attuali controllano e dominano ormai anche il futuro.
    Vana ogni lotta, dunque.
    Ma è davvero così?
    Noi non vogliamo credere a tutto ciò, vogliamo tentare invece di aggrapparci ad un ottimismo che ancora c’è dentro ciascuno di noi, anche se ridotto al lumicino e sopito.
    Il non fare niente, significherebbe una rassegnazione che non potrebbe essere giustificata dalle generazioni future.
    Abbiamo ben presente ciò che Marcel Proust scrive ne All’ombra delle fanciulle in fiore: “gli uomini non cambiano dall’oggi al domani, e cercano in ogni nuovo regime la continuazione del vecchio.”
    Potremo anche fallire, dunque, ma oggi si deve tentare, poiché sentiamo che l’anelito al cambiamento proviene finalmente dal cuore stesso della gente. Non dai partiti o da organismi dello Stato, ma direttamente dal popolo.
    È una grande occasione.

    Sappiamo altresì che gli obiettivi da porsi per un cambiamento politico e sociale sono  numerosi, ma sentiamo il dovere in questo primo tempo di proporre poche cose, ottenute le quali, esse potrebbero avere un effetto domino in grado di aiutarci a porre gli ulteriori conseguenti obiettivi.
    Cominceremo dai pochi, dunque, consapevoli che il cammino sarà molto lungo.
    Occorre partire da questa premessa: la politica è un bene primario della società. Senza la politica, senza il pensiero politico, senza i partiti, non si ha democrazia. E la democrazia, se è anche un bene imperfetto, è il migliore strumento possibile oggi per governare una società.
    La politica, tuttavia, per come si è andata sviluppando in Italia da qualche decennio, è malata, e la sua malattia si è aggravata con gli anni. Essa non è esercitata più al servizio della società, ma è diventata un potere a se stante, che mira a perpetuarsi al di là dei bisogni dei cittadini.
    Occorre, dunque, agire per correggere una tale deviazione, domandandoci, in primo luogo,   quale ne sia la causa.
    La risposta più convincente è che essa è rappresentata dalla ricchezza e dal potere che si raggiungono con la politica. Ricchezza e potere che, anziché risiedere nel popolo, si sono arroccati intorno alla classe dirigente, ai singoli politici in primo luogo.
    Accade così che si entri in politica non per servire, bensì per arricchirsi e per acquisire prestigio e potere tali da soddisfare, ancora una volta, bisogni principalmente personali. Una spirale perversa, dunque, in cui quella parte   di società costituita dal popolo è solo dolente ed impotente spettatrice.
    Togliere questo miraggio alla figura del politico significa, perciò, avviare un processo di identità e di risanamento che avrà conseguenze positive, nei tempi necessari, sugli altri mali della società.
    Siamo convinti di ciò.
    C’è una frase di Charles Dickens, ne Il circolo Pickwick, che recita: “un uomo non sa mai di che cosa è capace, finché non ha provato”.
    Noi vogliamo provarci, tutti insieme.

    Poniamoci allora questi pochi e chiari obiettivi che ambiscono a delineare una figura nuova di uomo politico:

    1 – Per candidarsi alle elezioni, un cittadino deve essere di specchiata onestà e non essere incorso in alcuna infrazione alla legge punita con sentenza passata in giudicato.

    2 –   Egli non potrà essere eletto per più di due mandati per ciascun incarico ricoperto in uno qualsiasi degli Organi dello Stato.

    3 – L’incarico ricoperto dovrà essere tassativamente escluso da ogni forma di privilegio e remunerato sulla media delle retribuzioni percepite dai lavoratori: impiegati ed operai.

    4 – Una condanna passata in giudicato che colpisca l’eletto con riguardo alla sua onestà e al senso del dovere verso lo Stato e i suoi cittadini, provocherà l’immediata e automatica decadenza dall’incarico.

    5 – L’eletto dovrà mantenere contatti continui con la circoscrizione che lo ha votato, promuovendo incontri almeno una volta ogni tre mesi con la cittadinanza per informarla sui risultati conseguiti nell’esercizio del proprio mandato.

    6 – L’eletto si impegna a far rispettare con il suo voto, nell’organo in cui esercita il suo mandato, l’esito dei referendum popolari indetti da qualunque movimento.

    7 – L’eletto si impegna, pena la decadenza, a non uscire dal partito in cui è stato eletto per tutta la durata del mandato.

     

  37. @Antonio Ciro Rovelli.
    Sottoscrivo.