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Ammettiamo che sia vero

13 Settembre 2010

Nell’articolo pubblicato ieri da Libero a firma di Franco Bechis, si parla di una donna che si è recata al famoso indirizzo dell’isola caraibica, accompagnata da un poliziotto che le ha fatto anche da guardia del corpo.

Su chi sia questa donna il giornalista al momento non ha saputo dire di più, se non che è entrata in quell’ufficio lo stesso giorno in cui sono nate le due società off-shore: la Printemps e la Timara, e che è poi partita il giorno successivo, il 31 maggio 2008, e si domanda:

“C’è un nesso fra la costituzione di quelle due società e la presenza nella stessa sede sociale, nello stesso giorno e nella stessa ora di una italiana scortata da un poliziotto body guard?”

Credo che fra qualche giorno ne sapremo di più tanto da Bechis quanto dal Giornale, che ha promesso entro questa settimana clamorose e forse risolutive rivelazioni.

Va da sé che i cittadini si aspettano molto dalla testimonianza che sarà resa domani 14 settembre dall’ex tesoriere Pontone, definito dalla stessa Assunta Almirante, un galantuomo che è stato trascinato obtorto collo in questo pasticciaccio. Voglio sperare che Pontone non si trasformi in un secondo Greganti. Le accuse di Donna Assunta contro Fini sono perentorie e se ancora a Pontone è cara la devozione alla vedova di Almirante, sono sicuro che farà prevalere questo sentimento.

Ma intanto facciamoci un pensierino su questa donna misteriosa.
Facciamo l’ipotesi che sia Elisabetta Tulliani, la compagna di Fini. Ripeto: è una ipotesi.

Dalle liste dei passeggeri il suo nome dovrebbe venir fuori come quello del poliziotto accompagnatore. Non credo che Bechis si fermerà alle sole testimonianze finora raccolte. Se questo viaggio, come sembra, c’è stato, se ne verrà a capo.

Dunque: ipotizziamo che si tratti di Elisabetta, e che sia lei la proprietaria dell’appartamento monegasco. Ciò spiegherebbe anche la testimonianza dell’impresario che effettuò i lavori di ristrutturazione, il quale dichiarò che Giancarlo Tulliani si comportava come fosse il padrone dell’immobile. Anche se non lo era, lo era però la sorella, e si sa che Elisabetta e il fratellino sono tutt’uno, e che Elisabetta gli fa da sorella e da madre.

Si sa anche che Giancarlo ha proposto l’affare a Fini e che questi l’ha approvato, poiché il prezzo di vendita superava la valutazione fatta al momento del lascito. Un prezzo di vendita su cui, come è risaputo, si agita il sospetto che sia stato troppo basso rispetto ai valori di mercato, pure ammesso che l’immobile fosse fatiscente, visto che si trova in una posizione centrale e ambita.

Giancarlo, e anche questo è risaputo, ha fatto sparire le sue tracce. L’unico che forse potrebbe sapere dove si trova è il Corriere della sera, che lo intervistò qualche tempo fa, allo scopo di difendere Fini, ma fece karakiri e di Tulliani non si è più occupato nessuno, salvo che per mostrarci una foto che lo vede lavare una Ferrari di grossa cilindrata.

Il Corriere della Sera potrebbe rintracciarlo, forse. Ma non ci pensa nemmeno. L’opposizione tutta ha costruito uno sbarramento intorno al caso Fini e cerca di proteggere il presidente della Camera, a costo di fare poi una figuraccia quando la verità promessa da Feltri e da Libero verrà a galla.
Ma sappiamo bene come l’opposizione sia pronta a prendere torte in faccia senza fare una smorfia.

Veniamo al punto. Se fosse dimostrato che la donna misteriosa è Elisabetta Tulliani, come si comporterà Fini? Giocherà allo scaricabarile, come ha già cercato di fare nei confronti di Giancarlo Tulliani?
Ossia: dirà che tutto è stato organizzato a sua insaputa? Che i responsabili sono la compagna e il fratellino?

Ci sarebbe da aspettarselo. Ma non reggerebbe, poiché Fini non poteva non sapere.
Nessuno ha creduto a Scajola, perché si dovrebbe credere a Fini?

Per non parlare delle varie testimonianze sparse un po’ dappertutto, dal negozio di mobili a Roma agli inquilini dello stabile di Montecarlo.

Fini continua a negare giacché si crede in una botte di ferro, ma forse ha sottovalutato la forza e la caparbietà delle inchieste giornalistiche, quando si vuole scoprire la verità e non si è disposti a compromessi.

Probabilmente ha fatto male i conti, se ancora Feltri continua a dire che riderà bene chi riderà per ultimo.
Fini cadrà, come accadde a Nixon, per la ostinazione e la forza di un’inchiesta giornalistica, snobbata colpevolmente dalla cosiddetta “grande” stampa (ma grande perché?).

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“Caro Silvio, ora ci dica cosa succede” di Vittorio Feltri. Qui.


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5 Comments

  1. Pingback by Ammettiamo che sia vero | Politica Italiana — 13 Settembre 2010 @ 04:45

    […] via  https://www.bartolomeodimonaco.it/?p=13933 AKPC_IDS += “18359,”;Popularity: unranked [?] Posted by admin on settembre 13th, 2010 Tags: Fini-Tulliani Share | […]

  2. Commento by giuliomozzi — 14 Settembre 2010 @ 13:21

    Bart, ma perché tutte queste ipotesi, se basta aspettare qualche giorno?

    L’articolo di Bechis è comunque interessante: cita genericamente un sacco di testimoni, rigorosamente anonimi e tuttavia precisissimi (ricordano che il tizio esibì un tesserino della polizia, hanno visto questo e quello andare e venire da quella casa). Mi domando che razza di memoria hanno, questi testimoni anonimi, e come fanno a sapere le cose che sanno.

    Leggo nel “Giornale” che il notaio che fece il rogito ha dichiarato: “C’è stata una – comme on dit? – truffa in questa storia”.

    Anche questo è interessante, perché la battuta non dice chi è il truffato e chi il truffatore.

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 14 Settembre 2010 @ 14:37

    Infatti, oggi non ho scritto nulla, visto che siamo probabilmente al redde rationem. Fra poco ci sarà  Pontone a testimoniare e domani avremo forse la prova promessa da Feltri.

  4. Commento by giuliomozzi — 15 Settembre 2010 @ 08:59

    Bart, ma io non mi riferivo a ciò che non hai scritto il 14, bensì a ciò che hai scritto il 13.

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 15 Settembre 2010 @ 09:41

    Ho aspettato qualche giorno, non a caso. Ora leggi, se vuoi, il nuovo artricolo. Del resto, non me lo chiedevi anche tu di aspettare qualche giorno?
    Con le nuove testimonianze, ti sarà più chiaro anche l’articolo che ho scritto il 13.

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