Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Anche il Fondo Monetario ci boccia

19 Gennaio 2012

È fresco di giornata, e lo si legge qui. Rispetto all’ultimo dato di settembre, Fmi registra un peggioramento della situazione italiana di ben oltre 2 punti: “Per quest’anno la contrazione del Pil italiano supererà addirittura il 2% attestandosi al 2,2%, con un taglio di ben 2 punti e mezzo rispetto alle stime di settembre scorso. E il segno più non riuscirà a tornare nemmeno nel 2013, quando il Pil subirà un calo dello 0,3%.”

Il tutto inquadrato in una crisi mondiale che fa paura. Ma l’Italia è tra le peggiori, e indubbiamente fra le cause che hanno accelerato il nostro dato negativo, vi sono, al di là delle strette di mani che circolano tra Monti e i maggiori partner europei, le recenti misure recessive adottate dal governo consistenti in una pressione fiscale che ormai vola oltre il 50%.

Staremo a vedere che cosa si deciderà circa le misure per lo sviluppo, ma da quel che si legge non si prevede granché di buono. Piccole operazioni di cabotaggio, che poco contribuiranno a ridurre il nostro colossale debito pubblico, il vero guastafeste, ossia la palla al piede che ci impedisce e ci impedirà di muoverci con quella elasticità e prontezza che la situazione di crisi internazionale richiederebbero.

Nessun provvedimento, in realtà, mira ad aggredire questo cancro, e dunque, ogni medicina, sia pure amara quanto si voglia, avrà solo un effetto placebo di rapida e fulminante durata.
Bruceremo tutto come un sol falò e rimarremo con la cenere in mano, ove riuscissimo a sopravvivere.
La politica ha abdicato, e lo si vede. Siamo in mano a dei tecnici abituati alle simulazioni di laboratorio, incuranti delle reazioni ben diverse che provengono dalla società reale.

Per aggredire il debito pubblico non ci sono altre strade che quelle delle dismissioni di una vasta parte del nostro patrimonio pubblico inutilizzato. Si continua a tergiversare e a lasciar trascorrere un tempo che è corrosivo ed implacabile.

È di qualche giorno fa la notizia che l’imprenditore Della Valle per un qualche cavillo è stato fermato nella sua opera di restauro e conservazione del nostro più famoso monumento, il Colosseo. Se tanto mi dà tanto, abbiamo in Italia un magma stratificatosi nel corso dei decenni contro il quale è difficile spuntarla.
Perché siamo diventati così?

Dai giornali apprendiamo addirittura che né Monti né Napolitano hanno sentito il dovere morale di recarsi all’isola del Giglio dove è accaduta la tragedia del Concordia. Una tragedia che ha attirato l’attenzione di tutto il mondo, richiamando alla memoria naufragi simili come quelli del Poseidon o del Titanic. Ma Monti e Napolitano hanno guardato la tragedia in tv come qualsiasi cittadino.   Perché meravigliarsi, dunque, che la Germania non voglia fare nulla per aiutarci e diffidi di noi?

Nessuno ci aiuterà, togliamocelo dalla testa. E se vogliamo cavarcela dobbiamo contare non tanto sulle nostre Istituzioni, fortemente manchevoli, ma su noi stessi, su noi cittadini che, seppure siamo stati privati del diritto di esprimerci nel momento in cui un   governo regolarmente eletto è stato sostituito da un governo del Presidente, abbiamo il diritto di difenderci da un affondamento   le cui cause potrebbero perfino essere le stesse (incuria ed incapacità) che hanno provocato l’affondamento del Concordia.

Che si vendano, come si fa in una famiglia in difficoltà, i nostri gioielli di famiglia per ridurre drasticamente il nostro debito pubblico.
Ogni ritardo è colpevole.

www.i-miei-libri.it


Letto 1002 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart